Nursing Up su possibile chiusura del “S. Alfonso de’ Liguori”

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Giovanni Tommaselli. Il Presidente Provinciale dell’O.S. Nursing Up di Benevento, Giovanni Tommaselli, interviene sulla delicata questione della possibile, certamente malaugurata, chiusura del Presidio Ospedaliero “S. Alfonso de’ Liguori” a causa del mancato rispetto degli standards fissati dal Decreto Regionale n. 49/2010.

“La questione è delicata e, stiamo vigilando sull’evolversi della situazione e vagliando, quindi, tutte le azioni che dovremo mettere in campo per evitare un altro smacco alla sanità sannita, vittima, spesso, di dinamiche politiche (a prescindere dal colore politico delle Giunte Regionali) un po’ distratte nei confronti delle aree interne della nostra regione. È fondamentale verificare se ci sono i margini e una volontà politica volti a derogare, nei limiti del possibile, a quanto stabilito dal Decreto per il Riassetto delle reti ospedaliere in Campania”.

Tommaselli, poi,  fa una necessaria disamina dello status quo della sanità regionale.

“Già a settembre del 2011, è stato dato grande risalto alla circostanza che in Campania vi sarebbe stata una inversione di tendenza nel contenimento della spesa sanitaria. Innanzitutto perché, nel 2010, sarebbe stato quasi  dimezzato il deficit accertato a consuntivo  nel 2009 ( -27%) ed inoltre , perché la spesa corrente sanitaria avrebbe registrato un leggerissimo e modestissimo decremento pari all’1.6 % .  Tali risultati sono stati ottenuti, però: 1. per effetto dell’aumento addizionale IRPEF (+0,30 ) ed IRAP (+0,15) già deciso nel 2010 per coprire il buco di bilancio accertato sul consuntivo anno 2009  e di cui si prevede un ulteriore aggravio per i contribuenti e le imprese di pari misura a decorrere dall’anno di imposta  2011 per coprire il buco di bilancio accertato sul consuntivo anno 2010; 2. per l’introduzione di ticket ( su ricette medico fiducia, prestazioni specialistiche nonché raddoppio del c.d. codice bianco da € 25 a € 50 per eventuali prestazioni sanitarie usufruite presso i P.S. degli ospedali  non seguite da ricovero); 3. per gli aumenti tariffari decisi per tutte le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Regionale (es. tariffe servizi veterinari – tariffe visite fiscali e/o per rinnovo patenti etc…). In pratica, ancora una volta, per la quadratura dei conti si è scelta la strada più breve: scaricare sui cittadini il buco di bilancio aumentando il costo dei servizi (peraltro servizi  sempre più ridotti in qualità e quantità) senza aggredire in alcun modo le cause vere che determinano ed alimentano il deficit sanitario. Ancora, oggi, sebbene le nuove amministrazioni sanitarie sannite si stiano sforzando di invertire la tendenza, la situazione non è ancora del tutto mutata.”

“Come ha riferito il Direttore Generale dell’ASL di Benevento, Dott. Michele Rossi, è noto a tutti che un reparto come quello di Oncologia, novità del ‘S. Alfonso’ manca di personale medico specializzato e, pertanto, l’aver aggregato due strutture come quella del P.O. di Cerreto Sannita a quella di Sant’Agata de’Goti chiaramente non ha potuto risolvere il problema della carenza di risorse umane. Emerge, tra l’altro, che lo stesso Decreto Regionale 49  ha legato le mani alle ASL sul piano delle assunzioni, della mobilità e della precarietà lavorativa. Fa riflettere, inoltre e come il DG Rossi ha evidenziato nel suo intervento di ieri, che solo nel Sannio sia stata applicata la legge regionale “alla lettera” sulla riduzione degli ospedali.”

Tommaselli, conclude con un invito a tutte le istituzioni sanitarie, politiche e sindacali per addivenire a una auspicata soluzione della crisi dell’assistenza ospedaliera in Valle Telesina:

“Siamo pronti a collaborare fattivamente con tutti gli attori coinvolti per studiare una soluzione concreta per cercare di salvare l’assistenza ospedaliera a una fetta importante di cittadini della nostra provincia. Per fare questo, è necessario, da subito, gettarsi alle spalle le sterili polemiche politiche e sindacali e agire sinergicamente, ognuno per quanto di competenza, e convocare un tavolo e/o una conferenza dei servizi, a cui è auspicabile che partecipi lo stesso Presidente Caldoro, volta a ragionare, senza pregiudizi, sullo stato attuale del “Sant’Alfonso de’ Liguori” e indicare una “exit strategy” dalla situazione di stallo per rilanciare l’attività programmata dal nosocomio. Garantire alti livelli essenziali di assistenza per il vasto popolo della Valle Telesina e non solo, è prima di tutto un dovere civico, prima ancora che politico e sindacale.”

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