Le disavventure di un astrofisico napoletano

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Gianni Giletta. Un’ attenzione particolare va ad Arminio Nobile, astronomo nell’ Osservatorio di Capidimonte a Napoli, quando ancora era lontana l’ Unità d’ Italia. Egli fu amante del nuovo sul fronte degli strumenti di osservazione e degli strumenti di misura; fu conservatore quanto a tematiche di ricerca. Nonostante il suo carattere testardo che gli impediva di farsi una ragione dei suoi errori e di una strumentazione inadeguata ai progetti su cui si era impegnato, arrivò vicinissimo a scoprire le oscillazioni di breve periodo dei poli terrestri.

Al termine di un’ esistenza costellata di insuccessi e da qualche brutta figura, il Nobile non ebbe la forza di credere a ciò che i suoi artigianali dispositivi gli indicavano e ne perse la priorità a vantaggio di un collega tedesco, meglio inserito in un contesto internazionale. A volte però il tempo è galantuomo: a distanza di un secolo, una tarda giustizia ha riabilitato Arminio restituendogli quella gloria che i suoi contemporanei non vollero riconoscergli.

A tal proposito giovedì  10 maggio 2012 alle 17.00, nella Biblioteca del Seminario di Caserta, Piazza Duomo 11, si terra la presentazione del libro del Prof. Massimo Capaccioli e Dott. Silvia Galano: “Arminio Nobile e la misura del cielo” – Ovvero le disavventure di un astrofisico napoletano. Interverranno: Maria Pia Di Donato, ricercatore aerospaziale, e Roberto Adelini, direttore UOC di ortopedia. Modera l’incontro il giornalista Luigi Ferraiuolo.

L’ evento, organizzato dagli studenti del Corso di Comunicazione 2011/’12 dell’ ISSR “San Pietro” di Caserta, va segnalato per un pubblico più vasto che volesse partecipare. Questa bella monografia giunge in un momento particolarmente significativo per l’ astronomia a Napoli. Nell’ anno 2012 ricorre infatti il duecentesimo anniversario della fondazione dell’ Osservatorio di Capodimonte.

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