Inquinamenti e dintorni

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Giuseppe Fappiano. Non è solo la questione del mistero dei rifiuti su Monte Coppe che genera apprensione, benchè l’amministrazione comunale voglia far credere che Cerreto Sannita è il sito naturale del “Paese di Bengodi!”

C’è invece, oltre il possibile inquinamento di Monte Coppe, un universo di variegate discariche su tutto il territorio di Cerreto Sannita.

Molte non celate, altre mal celate ed altre ancora celate completamente. Non molto tempo fa scrissi del Ponte Vallantico nei cui pressi c’è un vero e proprio immondezzaio.

Plastica, tubi e vasche di amianto, televisori, frigoriferi, batterie e buste di plastica piene di immondizia diversamente assortita.
Nel mio intervento sul Ponte Vallantico non feci cenno dell’immondezzaio poiché sull’argomento alcuni ragazzi di Cerreto, sensibili alle tematiche ambientali e per il loro sviscerato amore per Cerreto, stavano facendo un’indagine sulle discariche a cielo aperto sparpagliate sul territorio comunale.

Sarebbe bello e troppo facile, per giovani cerretesi, cantare le antiche glorie di Cerreto merito di antichi uomini che seppero costruire un gioiello di paese, ed invece costretti a raccontare delle presenti miserie di un territorio ferito e dimenticato nel suo degrado da amministratori ciechi ed insensibili alle denunce ed all’evidenza dei fatti .
Quattro ragazzi legittimamente preoccupati del futuro di questo territorio.

Nell’immaginario collettivo Cerreto  è un paese bellissimo;  metaforicamente è come uno splendido anziano signore brizzolato, dai modi compiti ed aristocratici  vestito di uno splendido Frack che cela, però, un corpo debilitato, fradicio e marcescente.

E non sono fantasiose supposizioni un vecchio irriducibile bolscevico che butta fango, per il gusto di farlo, sul nome del suo paese natale ma dati di fatto corredati da inopinabile documentazione fotografica.

E non parlo di qualche busta di plastica buttate distrattamente qua e la ma di veri e propri “mùn’zzar”(immondezzai) a cielo aperto che inquinano la cultura, l’aria, il terreno e le falde acquifere.

Allora denuncio con più forza e determinazione fino a quando questa amministrazione non si assumerà la sua responsabilità di disinquinare i siti inquinati e creare le condizioni affinchè ciò non accada più.
Un’amministrazione che nasconde le vergogne di un territorio devastato coprendosi con “la coperta di linus” di Piazza San Martino, San Gennaro, Palazzo Sant’Antonio, ecc…. dove puoi godere del barocco settecentesco dedicandosi alla pratica effimera dello struscio domenicale.
Ed allora sono io, ed altri irriducibili cerretesi che amano veramente Cerreto, costretto a far aprire gli occhi a chi ha la responsabilità amministrativa e giuridica e che ignora colpevolmente i disastri ambientali di questo paese.
Ricordo a lor signori amministratori comunali che Cerreto Sannita non è solo Corso Umberto I, né è solo Piazza San Martino; Cerreto è anche Ponte Vallantico, è la Bretella, è Strada San Sebastiano, è Via Vigne , è Ponte Lavelle, è il ponte sullo Scalimano, è Ponte Turio, è  la Strada Panoramica di Monte Coppe e tutti quei luoghi poco frequentati diventati discariche a cielo aperto dove si trova di tutto: vecchie cucina, bagnarole di plastica, televisioni rotte, sacchi di rifiuti solidi urbani, manufatti di amianto e chi più ne ha più ne metta.

E tutto questo per dire, a chi ha responsabilità di amministrare questa terra: “guardate che esiste un’altra Cerreto che dovete necessariamente curare e conservare”. Un politico intelligente ed accorto non si trincererebbe nella sua autodifesa accusando chi espone dei problemi reali ma   farebbe un’assunzione di responsabilità del problema poiché se crede nell’etica della politica deve  risolvere i problemi reali della gente e del territorio. Altrimenti qual’è il motivo per cui un uomo si candida ad amministrare un paese?

Un amministratore intelligente e sensibile dovrebbe interpretare una denuncia come  un atto di senso civico e metterebbe in campo tutti gli strumenti per risolvere il problema in modo definitivo  e non ignorare cercando di nascondere “a’munnezza” sotto il tappeto!

Un amministratore con un alto senso civico non offenderebbe chi denuncia ma dovrebbe ringraziarlo poiché si è sostituito a loro che dovrebbero controllare curare il territorio.
Ed invece sono impegnati ad esaltare se stessi cercando di ostentare un’immagine di Cerreto  che cozza in modo violento con la realtà confermato antiche metafore della saggezza popolare cerretese che vede il cerretese come colui che ostenta ciò che vorrebbe essere e che non è:  “C’rratèn, scort’cà càn, accid’p’ducc e sona campan!” .

Ignorano ostentando l’effimero!

Ignorano le grida di dolore della terra ed ignorano le grida di dolore dei giovani che non accettano che la loro terra sia violentata, devastata ed umiliata da questi amministratori contemporanei.

Ed allora ci si chiede: a chi appartiene questa terra?
Appartiene a chi ha vinto le elezioni o appartiene alla gente che ci vive?
Era il 25 aprile quando non io, noto accaparratore di idee interessato,  ma quattro ragazzi che hanno a cuore le sorti di questo territorio  che hanno denunciato con parole decise e foto inequivocabili, il degrado di questo territorio.

Da quel 25 aprile è passato più di un mese e le discariche denunciate stanno ancora lì, ingrassate di altra “munnezza” nell’indifferenza dell’amministrazione comunale.

Tutto tace!

A “munnezza”, purtroppo per questo paese, non sta solo sul territorio ma impregna una cultura dell’apparire che è il peggior cancro di questa terra.

Ma la primavera è venuta in aiuto all’amministrazione Santagata/Morone.
La primavera con i nuovi germogli e la vegetazione avvinghierà, anche per questa estate, le discariche nascondendole così che i turisti non avranno la vista offesa da cotanto spettacolo putrescente e potranno godere dell’effimero.

 

Giuseppe Fappiano  Cerreto Sannita 28 maggio 2012

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