I fanghi di Cerreto

8

Giuseppe Fappiano. E’ difficile, veramente difficile vivere Cerreto. Un  paese magnifico, devastato e violentato; dove venti anni di insensibilità amministrativa hanno ferito  nelle fondamenta questo paese che oramai vive dell’ombra di ciò che fu.

Più lo devastano, più lo smembrano, più lo svendono e più il potere ne vorrebbe far cantare le glorie e per fare ciò fa nascere come funghi associazioni culturali, artistiche, artigianali, funzionali al potere politico, per esaltarne le magnificenze mentre, in realtà, ne stanno scrivendo “il requiem”.  Tutti in fila, tutti inquadrati tutti ligi ad inneggiare ad un paese agonizzante che invece di farsi carico dei problemi e trovare i sistemi per una risoluzione, si divertono a delegittimare, offendere ed accusare “i liberi” di sputare fango proprio paese.

Questo, purtroppo è il livello del confronto politico e democratico che stagna su Cerreto Sannita. Come se i turisti non venissero perchè c’è chi “denigra Cerreto” mentre loro, sono quelli che difendono l’identità, la cultura, la storia. Ma i “turisti”, una volta venuti a Cerreto si rendono conto direttamente della “pubblicità ingannevole” in cui sistematicamente cadono. Un esempio su tutti; il museo della ceramica sempre e persistentemente chiuso.

Io mi chiedo chi, nella realtà, sputa fango sul paese. E, nonostante tutto, dobbiamo sorbirci pipponzole da parte di portatori di verità assolute armati di numeri, tabelle, indagini, sondaggi che vorrebbero azzittire chi, invece, ha sempre lavorato affinchè Cerreto non perdesse quel poco che ancora è rimasto.

Personaggi che, non potendo controllare l’unico gruppo di persone che liberamente e responsabilmente operano per il bene vero di questo paese, si ergono a censori e giudici. Della serie “a’ worbà quand n’nn’arriva all’uwuà dic che è mal’fatta”  Già, a noi il cappello in testa non potrà mettercelo mai nessuno perchè siamo persone libere.

Tra  la sede di “da sempre per Cerreto” ed il “Palazzo del Potere” ci sono solo 100 passi. Cento passi che in realtà diventano centinaia di anni luce di distanza culturale tra noi e chi ha in mano la “pastorale del potere”. Ed allora non è nemmeno strano che persone vicine all’amministrazione Santagata possano esternare dichiarazioni, giudizi ed analisi sul convegno “Cosa c’è sotto Monte Coppe?” a cui non hanno mai partecipato. Ma ciò non meraviglia poiché, come al solito, e come è oramai consuetudine consolidata da decenni a Cerreto, ci si affida alla pratica del “piglia e porta” da parte dei soliti  “uditori” o, meglio, “i galoppini”.

Ma perchè si irritano tanto se, in definitiva l’oggetto del convegno era solo una domanda “Cosa c’è sotto Monte Coppe?” Già, a Cerreto domande non se ne devono fare e quando si fanno il sindaco, nella sua normale pratica “democratica” non risponde!. Ci sono decine di interrogazioni consiliari presentate dal gruppo “da sempre per Cerreto” che non hanno mai ricevuto risposta. Alla faccia di “libertà è partecipazione!”

Tornando alla questione specifica di che trattasi, l’associazione politico-culturale “da sempre per Cerreto” ha osato organizzato un convegno per i seguenti motivi:

 1) A Cerreto da anni, nell’indifferenza più o meno generale, girava voce che in località Parata  fossero stati interrati rifiuti tossici..(a riempimento dei pozzi scavati dall’AGIP nei suoi consueti  sondaggi petroliferi)

2) Dopo la pubblicazione del libro di Pierluigi Partenio  “La malasorte, storie dal carcere” è emerso un riscontro oggettivo essendo state pubblicate le confidenze fatte da un cammorrista conclamato all’autore del libro il quale non ha fatto altro che pubblicare le cose a lui confidate.

3) L’associazione politico-culturale “da sempre per Cerreto” ha organizzato un convegno per  chiarire direttamente con l’autore del libro le cose riportate. L’autore non ha fatto altro che confermare ciò che è stato riportato nel libro arricchendo il racconto con altre interessanti chiarimenti.

4)  Sulla scorta di ciò, l’associazione politico-culturale “da sempre per  Cerreto” si è fatta promotrice di una raccolta di firme al fine di interessare gli organi competenti (ARPAC, Regione Campania, Provincia ecc…) affinchè mettano in atto tutte le azioni per verificare se effettivamente nei pozzi scavato dall’AGIP in località Parata di Cerreto sia stato smaltito o no materiale inquinante.

In realtà ci siamo sostituiti a chi istituzionalmente avrebbe dovuto farlo. Quando cominciò a girare questa voce era l’anno 2004.

Un’amministrazione seria si sarebbe fatta carico di verificare se quelle voci fossero fondate ed avrebbe messo in atto tutte le iniziative al fine di effettuare le opportune verifiche. Ma all’epoca il sindaco/deputato  Barbieri ed il vice sindaco Santagata  erano affaccendati in altre faccende e, tra queste, non era contemplata la verifica di quelle voci insistenti che denunciavano un possibile inquinamento da rifiuti tossici della Parata di Cerreto.

Ecco, questi sono quelli che vogliono bene  a Cerreto. Questi sono quelli che hanno portato civiltà, benessere, sicurezza sociale, economica ed ambientale in questo paese. E mentre costoro lavoravano così alacremente non potevano certo perdere tempo per avviare le verifiche se  Monte Coppe fosse diventata una delle tante discariche  italiane di rifiuti tossici.

Ed ora, che “da sempre per Cerreto” si è assunta la responsabilità civile e sociale  di sopperire  a questa mancanza,  scendono in campo i “Moschettieri del Re” che con badilate di fango cercano di azzittire l’unica voce libera di questo paese. Mi sento in dovere, quindi, di rispondere sia all’architetto Lorenzo Morone che al dott. Antonello Santagata, dirigente medico.

Con l’arch. Lorenzo Morone, quando era capo-gruppo del “Blocco per Cerreto”, ho partecipato a svariati convegni che vertevano su temi ambientali e di difesa del territorio l’ultimo  dei quali si è svolto a Morcone (penso intorno al 2009).

L’arch. Morone, in quel di Morcone,  nel suo intervento affermò tenacemente del sospetto che sulla Parata di Cerreto fossero stati riversati rifiuti tossici e secondo i suoi sospetti tali rifiuti erano composti da terreno inquinato da diossina proveniente dagli sbancamenti effettuati per costruire il nuovo stadio di Seveso dove si verificò un grave disastro ambientale con l’inquinamento da diossina.

Ciò che giunge strano  è come mai adesso che l’arch. Lorenzo Morone è diventato vice sindaco nella giunta Santagata (parte politica a lui precedentemente avversa quando era capo gruppo del “Blocco”) ora, da vice sindaco di quella stessa amministrazione, ne sposa il percorso politico e sprona le persone (tre anni dopo la pubblica denuncia al convegno di Morcone) ad andare sulla Parata di Cerreto poiché  “dopo 20 anni possiamo stare tranquilli…. ed allora tutti inseme ed appassionatamente “sulle nostre montagne che sono belle, ricche di paesaggi spettacolari e di virni. Gustiamoceli tranquillamente. E’ proprio questo il loro momento. Andiamo a riempire i nostri ristoranti e a far la “festa” al re della cucina cerretese.”

Ora va tutto bene!

Il dott. Antonello Santagata, dirigente medico, nella sua personale analisi fatta di atti e dati medici dell’ASL (fino ad oggi introvabili per me), sciorina una  serie di dati, indagini e circostanze da cui, come giudice unico, processa e condanna senza appello chi ha posto semplicemente una domanda: ”Cosa c’è sotto Monte Coppe?” Non abbiamo accusato nessuno né abbiamo offeso nessuno. Abbiamo semplicemente posto una domanda che la maggior parte dei cittadini si è sempre posta e, per questo abbiamo cercato di analizzare il problema e comportarci di conseguenza.

Ma evidentemente certe denunce danno fastidio quando si vuole tutelare la “tranquillità e la pax sociale” ed allora ci si difende scendendo sul campo della denigrazione e dell’offesa.

Campo evidentemente molto caro a persone a lui molto vicine che attraverso questa pratica hanno costruito le proprie fortune politiche. Qui a Cerreto, per non disturbare il manovratore, non si devono porre domande e deve regnare il silenzio.

Lo stesso silenzio che il sindaco Pasquale Santagata aveva chiesto (e su cui fu accontentato da tutti i sindaci della zone presenti al consiglio comunale aperto)  sulla questione Ospedale affinchè potesse“manovrare senza clamori nei meandri di Palazzo Santa Lucia”. Ed infatti l’operazione riusci perfettamente: l’Ospedale “Maria delle Grazie” di Cerreto Sannita chiuse!

Così si vorrebbe che i cittadini o gruppi di cittadini non si ponessero domande per portare alla luce un problema serio e condiviso dalla popolazione (infatti la preoccupazione dei cerretesi si misura sulla miriade di firme che stiamo raccogliendo) perchè altrimenti si “butta fango su Cerreto solo per avere una visibilità politica”. .
Per togliere dall’imbarazzo il dott. Santagata Antonello, noi non abbiamo bisogno di visibilità politica poiché non ci interessa. Se così fosse stato ci saremmo presentati alle elezioni comunali. Noi lavoriamo senza l’interesse di guadagnare voti poiché il nostro obbiettivo primario è semplicemente quello di lavorare per migliorare questo paese affinchè diventi un paese vivibile, moderno e civile.

Ma un inciso bisogna farlo, giusto perchè un dirigente, specialmente se medico, non dovrebbe vivere nelle “certezze” dei numeri statistici ma nel “dubbio dei limiti della scienza”.

Ed infatti l’analisi di un medico non può trovare le certezze nei numeri statistici poiché parametrizzati su una divisione “politica del territorio” Non si può affermare che i tumori negli ambiti ASL “prese in considerazione”  di competenza (Telese e Morcone) sono diminuiti e non aumentati e, quindi, le aree delle ASL prese in considerazione non sono inquinate.

Vorrei ricordare ad dirigente medico che l’inquinamento atmosferico, del suolo o del sottosuolo non tiene conto dei confini politici delle ASL, dei comuni, delle provincie, delle regioni. L’inquinamento viaggia, nell’aria, si diffonde nel terreno e scorre nelle falde acquifere sotterranee seguendo i movimenti naturali degli elementi.

Ci si può ammalare a Caserta per l’inquinamento delle falde acquifere del Matese e ci si può ammalare a Cerreto per l’inquinamento dai prodotti provenienti da Terra di Lavoro.

Quindi sciorinare dati statistici relativi ad ambiti territoriali o divisioni “politiche” non possono essere presi come dati scientifici assoluti.

Il dubbio è la forza del saggio.

Nemmeno ci sfiora l’offesa, che si rimette al mittente, del dott. Antonello Santagata, dirigente medico, quando afferma “ Non è possibile giocare con cose così serie ed importanti solo perché qualcuno, casualmente, ha letto ora un romanzo, per altro,  dato alle stampe quasi un anno e mezzo fa, e vuol provare a fare l’eroe”

In primo luogo io il libro l’ho letto la settimana dopo che è uscito (marzo 2011) e da allora ho comprato delle copie e le ho regalate a parecchi amici di Cerreto. In tutto ne avrò comprato almeno 30 ed altre copie sono state distribuite dalle edicole di Cerreto dopo che io ho chiesto di ordinare alla casa editrice viste le pressanti richieste che ancora ricevevo.

Quindi chi ha letto il romanzo lo ha letto “consapevolmente” e non “casualmente”

E quando ho portato nel consiglio dell’associazione “da sempre per Cerreto” è iniziato un lungo percorso di discussione e di studio che ci ha portati all’organizzazione del convegno.

In secondo luogo nessuno ha provato a fare l’eroe. Pierluigi Virgineo in questo contesto sociale e politico “eroe lo è” poiché ha subito sulla sua pelle un errore giudiziario ed ha avuto il coraggio civile e morale di pubblicare, a suo rischio e pericolo, dichiarazioni di cose che non si sarebbero mai sapute.

Ed in ultimo noi di “da sempre per Cerreto” non abbiamo bisogno di “visibilità politica” poiché noi la politica la facciamo tutti i giorni e non certo per raccattare voti ma con lo spirito di impegno sociale e civile.

Noi non buttiamo fango sul paese in cui viviamo anzi il nostro sviscerato amore per Cerreto ci porta costantemente a vigilare e denunciare pubblicamente le incapacità politiche e amministrative di una classe dirigente che ha come obbiettivo la sopravvivenza di se stessa e non certo lo sviluppo sociale, culturale, civile e ambientalmente sostenibile di Cerreto Sannita.

Il fango su questo paese non lo buttiamo noi.

  • Il fango su Cerreto lo butta  chi ha scritto volantini anonimi.
  • Il fango su Cerreto lo butta  chi ha esasperato il vivere civile
  • Il fango su Cerreto lo butta  chi, invece di amministrare oculatamente, ha moltiplicato i debiti;
  • Il fango su Cerreto lo ha buttato chi spreca soldi pubblici e da incarichi esterni a “tecnici” per trovare le soluzioni per risanare le casse del comune messe in ginocchio dall’incapacità politica di chi amministra.
  • Il fango su Cerreto lo butta chi devasta i beni storici ambientali;
  • Il fango su Cerreto lo butta chi  non è stato capace di difendere e mantenere in vita l’Ospedale Civile di Cerreto Sannita;
  • Il fango su Cerreto lo butta chi non risana il territorio dalle decine e decine di scarichi e  discariche abusive e di rifiuti ingombranti sversati lungo le scarpate dei torrenti e sotto i ponti.
  • Il fango su Cerreto lo butta chi non è capace di tutelare e salvaguardare il territorio da allagamenti, frane e  smottamenti né fa prevenzione seria sui terremoti.
  • Il fango su Cerreto lo butta chi si riempie la bocca della “ceramica” e non fa assolutamente nulla per aiutarla e svilupparla concretamente
  • Il fango si Cerreto lo butta chi, da anni, tiene in scatoloni polverosi la “Collezione di Ceramica cerretese Mazzacane”
  • Il fango su Cerreto lo butta chi cerca di nascondere “a’munnezza” sotto al tappeto!

Sabato, 12 maggio 2012

Giuseppe Fappiano

 

8 Commenti

  1. Caro Pino, io per fare gli esposti, quando ero Presidente della Pro Loco, 10 anni fa, ho usato la mia carta intestata e la mia firma. E non li ho mai ritirati. Certo, mi pare strano che pensi che io voglia coprire qualcuno: chi? L’Amministrazione che era in carica quando ci furono i sondaggie? Politicamente solo loro ne potrebbero sapere qualche cosa e, guarda caso, non mi sembra che l’attuale Sindaco appartenesse a quel gruppo. Gli unici cui una eventuale inchiesta potrebbe dare fastidio, sono Barbieri e Sciarra, che, ripeto, sono convinto che non ne sapessero nulla, se c’era qualcosa da sapere. E non farmi fare l’avvocato del diavolo… Il fatto che oggi io sia su posizioni diverse dai due politici non mi consente di buttare fango su di loro. Gratuitamente. Per quanto riguarda il Museo, purtroppo sei disinformato. E’ garantita l’accoglienza a tutti,in qualunque giorno, soprattutto alle scuole che, numerose, vengono, abbiamo il servizio di apertura pre-festivo e festivo e…stiamo provvedendo da tempo a levare la polvere dagli scatoloni che tu nomini. Se ne era accumulata parecchio in otto anni. Non solo polvere, per la verità. Ma questa è un’altra storia. Ti apprezzo quando lotti per le tue idee, che comunque non hanno un valore universale, non capisco altre cose. Comunque stai tranquillo, io sto sempre dalla stessa parte, che non sono persone, ma idee. Ciao.

  2. Caro Renzo, forse è sfuggito qualche passaggio.
    Io non ho detto che tu voglia coprire qualcuno. Ho solo detto che al convegno contro l’eolico a Morcone ribadisti la storia del probabile interramento di rifiuti inquinanti di diossina che, secondo te, provenivano da Seveso. A fianco a me, quella sera, in ultima fila, c’erano due anziani che parlando tra loro confermavano quello che tu stai dicendo. Anche loro vedevano i camion la notte che andavano sulla Parata.
    La cosa che mi sembra strana è come mai tu nel 2009 ribadivi con forza, tale da dare la sensazione della certezza agli astanti, dell’ inquinamento della Parata di Cerreto mentre adesso leggo, nel tuo ultimo intervento che dopo 20 anni possiamo stare tranquilli perchè l’inquinamento non c’è più. Scusa ma io non riesco a trovarci nessuna relazione. Tre anni fa la Parata di Cerreto era inquinata ed ora non lo è più, ora è tutto pulito!.
    Come non trovo nessuna relazione tra le indagini fatte dal Fisico Gismondi che non misurò alcuna radiazione ed il fatto che tu voglia tranquillizzare la gente. Mi pare che Gismondi non sia andato lì a misurare la diossina (come tu sospetti) ma radiazioni. E tanto per essere più precisi ed evitare strumentalizzazioni mi pare che il Gismondi abbia precisato con molta chiarezza che le radiazioni dopo poco tempo non sono rilevabili se schermate da metalli, terra o cemento.
    Quindi salta anche al certezza dei rifiuti radioattivi.
    Ma ora veniamo accusati di buttare fango su Cerreto.
    E’ buttare fango su Cerreto se cerchiamo la verità se ci sono elementi inquinanti negli ex pozzi AGIP?
    E’ buttare fango se con una petizione vogliamo investire “chi di dovere” a fare un’indagine seria con risultati resi pubblici su cosa c’è nei pozzi sulla Parata di Cerreto?

    Non mi basta la tua dichiarazione che “dopo 20 anni possiamo stare tranquilli e possiamo andare sulla Parata a cogliere virni”. Io, se permetti, non sto per niente tranquillo fino a quando la scienza non mi da la certezza!
    Ora, al di la delle polemiche e della divisioni il quadro mi pare tremendamente chiaro.
    Voi pensate che il nostro, e mio scopo, è quello di infangare Cerreto e che con le nostre, mie denunce, facciamo scappare i turisti da Cerreto. Ebbene, per quanto mi riguarda io, da solo e senza nessun finanziamento, senza fare pubblicità e senza spendere un centesimo porto sulle montagne di Cerreto dalle 300 alle 500 persone all’anno in escursione provenienti da tutta la Campania, dalla Puglia e dal Lazio. Ed in occasione dei 4 giorni itineranti del “Sentiero degli Anarchici” vengono persone anche dalla Toscana, dall’Emilia Romagna e da altre regioni.
    Quindi qui chi butta fango sta sicuramente da un’altra parte.
    Io amo questa terra e cerco di difenderla con tutte le mie forze e quando non riesco denuncio come ho sempre denunciato gli scempi sulla Leonessa, su Fontana Paradiso, sul Ponte Vallantico, sulle decine e decine di discariche, sul dissesto idro-geologico ecc…
    Questo è buttare fango?
    Questo significa amare il paese e denunciare chi questi scempi li compie cercando le responsabilità.
    Io amo questo paese e lo devo vedere massacrato ed abbandonato mentre volete a tutti i costi trasmettere un’immagine di un paese bello efficiente e sereno. La realtà non è questa ed è sotto gli occhi di tutti.
    Quello che penso l’ho detto nel mio intervento.
    Per quanto riguarda il museo, più volte mi sono trovato ad accompagnare persone al “museo” ed ho trovato il portone chiuso ed ho dovuto anche vergognarmi senza poter replicare alle loro giuste delusioni. Ora lo avete aperto? Bene, avete fatto solo quello che è nei vostri obblighi di amministratori.
    Per la collezione Mazzacane, per quanto ne so c’è stato una necessaria accellerazione nel dover creare locali adeguati dopo che il proprietario della collezione qualche tempo fa venne sulla casa comunale e minacciò che si sarebbe riportata la collezione di ceramica se non si sarebbe trovato in breve tempo un’adeguata e dignitosa sistemazione.
    Per quanto riguarda le mie idee so perfettamente che non hanno valore universale. Se così fosse probabilmente questo mondo, questo paese sarebbe sicuramente migliore.
    Io sono orgoglioso della mai storia politica e della mia coerenza. Coerenza che non tutti possono vantare in questo paese.
    Poi tutto ciò che accade; fatti, persone e storie di ciascuno diventerà patrimonio della memoria collettiva di questo paese ed ognuno di noi sarà costretto, prima o poi, a farci i conti.
    Per il resto, preferisco non commentare.
    Ciao

  3. Bravo Pino, penso che tutti abbiamo avuto delle perplessità per quanto scritto da Santagata. Non mi risulta che ci sia un registro tumori nella nostra ASL, quindi il dirigente medico potrebbe informarci meglio su come è arrivato a certe conclusioni. Dei camion che sversavano abbiamo sentito tutti e non sono mai state svolte indagini. Che poi non si possa richiedere finalmente l’accertamento della verità, mi sembra veramente troppo. Speriamo che tanti cittadini comincino a difendere i propri diritti e pretendere una diversa e più democratica gestione del territorio e del bene comune.

  4. Voglio solo ricordare che “QUESTA” Amministrazione, della quale da un anno faccio parte come V.Sindaco, circa un mese fa è intervenuta sull’argomento, anche tramite Vivitelese,per ribadire di non evere nulla in contrario alle richieste indagini, tanto è vero che HO FIRMATO L’APPELLO, dopo i miei SOLITARI esposti di 15 anni fa. Ecco la parte finale del mio intervento: “Penso che oggi come oggi si potrebbe solo sapere che tipo di autorizzazione rilasciò all’epoca l’Amministrazione in carica, che era guidata dal duo Barbieri-Sciarra. Personalmente, però, sono certo che, se qualcosa c’è stato, le autorità locali fossero all’oscuro di tutto. Ma sarebbe grave che un Sindaco non fosse stato avvisato. Se una istituzione come il Sindaco viene tenuta all’oscuro su ciò che si fa sul suo territorio, o non viene invitata anche ad un semplice convegno, …gatta ci cova! Ma a livello di Ministero decisamente dovevano sapere chi, cosa e perché. In Val d’Agri i sondaggi non si sono fatti in un solo punto e via, perché da noi si? Ulteriori passi, dopo quelli fatti dalla mia Pro Loco a tempo debito, ben vengano, ma dopo 20 anni penso proprio che possiamo stare tranquilli perché il troppo tempo passato ha cancellato tutto, o quasi, come constatammo con Franco Gismondi anni fa. Misurò le radiazioni: assenti. Ma, per la chiarezza, va benissimo riprendere il discorso. Fermo restando che le nostre montagne sono belle, ricche di paesaggi spettacolari e di virni. Gustiamoceli tranquillamente. E’ proprio questo il loro momento.Andiamo a riempire i nostri ristoranti e a far la “festa” al re della cucina cerretese.”. Più chiaro di così…

  5. Renzo, io non capisco quale sia il problema.
    Hai firmato l’appello? Se credi che sia utile allora hai fatto bene.
    Hai fatto l’intervento a nome e per conto dell’amministrazione? Se come amministrazione credere che sia utile allora hai fatto bene.
    Vuoi sapere che tipo di autorizzazioni ha rilasciato all’epoca l’amministrazione Sciarra/Barbieri.
    Tu sei vice sindaco, hai accesso agli atti amministrativi e deliberativi dell’epoca ed allora mi chiedo: perché non vai a leggerti le delibere e le autorizzazione rilasciate all’epoca e magari li rendi pubblici?
    Anzi ti dirò di più per meglio indirizzare le indagini semmai tu le volessi fare. All’epoca ero dipendente della Comunità Montana e ricordo perfettamente che i tecnici AGIP di tanto in tanto venivano a chiedere autorizzazioni per effettuare i consueti sondaggi geologici. I saggi consistevano nel provocare piccoli terremoti attraverso delle scariche elettriche nel terreno e per fare ciò avevano bisogno anche di alcune autorizzazioni da parte dell’ufficio tecnico della Comunità Montata.
    Come vedi la cosa è estendibile anche alla Comunità Montana.
    I pozzi furono scavati tra il 1988 ed il 1990. I protagonisti sono ancora tutti vivi, le carte sono lì, archiviate e bisogna solo andarle a leggere.
    C’è stata un’ottima ed approfondita inchiesta da parte di Billy Nuzzolillo su Sanniopress che ha arricchito di nuovi e sconosciuti elementi su tutta la vicenda dei pozzi dell’AGIP.
    Abbiamo tutti gli elementi per poter verificare cosa accadde e se veramente sulla Parata di Cerreto successivamente ci furono sversamenti inquinanti.
    Io non so se la Parata di Cerreto è realmente inquinata, si dice che sia così e siccome ci sono delle testimonianze vorrei verificare se la Parata è pulita oppure no. Nessuno butta fango su nessunoe da nessuna parte. Poi chi ci vuole fare speculazione politica che la faccia . Per quanto mi riguarda riguarda non mi interessa.
    Punto!
    Permettimi, infine un inciso. Una passaggio della tua dichiarazione mi sfugge: che significa “….. gatta ci cova?” Se mi fai capire te ne sarei grato
    Ciao

  6. Significa che se l’Amministrazione dell’epoca fu tenuta all’oscuro di tutto, ci potrebbe essere il fondato sospetto che ci sia qualcosa di non legale…come ho sempre sostenuto e sempre sosterrò. Ma visto che i percorsi che tu suggerisci per appurare la verità sono semplici, tutti li avrebbero potuto intraprendere…da sempre.
    Anche se io non ci ho pensato. Ma non per questo mi sono fermato… Ciao

  7. Mi dispiace approfittare di uno spazio pubblico per una discussione seria che si vuole trasformare in rissa e polemica personale.
    Non potevo affermare, nè l’ho mai fatto,visti i dati che i tumori nei Distretti di Telese e Morcone sono “diminuiti”. Nè avrei potuto, per lo stesso motivo, affermare che ” quindi quelle aree non sono inquinate”. Questa nelle migliori delle ipotesi è distrazione, nella peggiore è manipolazione.
    I dati dell’ASL BN1 e dell’Istituto Pascale si trovano su internet: suvvia un po’ di impegno!
    Tralascio la rabbia, lo strabismo politico, le becere insinuazioni e le malcelate offese personali virgolettate e non.
    Lascio perdere anche il ridicolo ossimoro dell’associazione politica che fa politica senza voler raccogliere i frutti della politica.
    Detto ciò, mi preme rassicurare i lettori e gli interessati che i cerretesi sono, generalmente, gente serena e fattiva ma anche, giustamente preoccupata ( come me) per questo importante problema come per tanti altri problemi del vivere quotidiano.
    Il linguaggio e le azioni da propaganda bellica stile ventennio o vetero bolsceviche ( palazzo del potere, galoppini, unica voce libera, moschettieri del re, ecc.) sono prerogativa di una sparuta minoranza che non rende giustizia della solarità e serietà della nostra gente.
    Antonello Santagata

  8. L’argomento relativo al possibile inquinamento, a Cerreto Sannita (BN), delle falde acquifere di Monte Coppe non è molto recente, ma è sicuramente importante averlo riproposto (anche attraverso questo giornale online).
    Il confronto di opinioni su tale argomento, al di là delle polemiche più o meno velate e delle prese di posizione che possono rivelarsi più o meno pertinenti, riflette l’importanza di un episodio di circa 20 anni fa (possibile interramento di pericolosi rifiuti tossici in occasione di ricerche petrolifere nell’area di Monte Coppe), che continua a preoccupare sempre più le popolazioni locali.
    Va perciò dato atto a tutti gli autori degli interventi sull’argomento di aver contribuito, sia pure da posizioni diverse, a richiamare l’attenzione su un problema sicuramente non da poco.
    Sono del parere che non è un problema di “virni” o di “asparagi”, che si sviluppano in superficie in terreno di pochi centimetri di spessore, ma di un problema che riguarda il “cuore” di Monte Coppe, a notevole profondità e che può produrre, specialmente con il passare del tempo, effetti molto dannosi ovunque arrivi l’acqua delle falde acquifere montane eventualmente inquinate, specialmente di quelle profonde.
    L’acqua che dovesse risultare inquinata nelle falde acquifere del medio e basso corso del Titerno, vi può benissimo giungere, anche con scorrimento sotterraneo, dalle zone montane. Lo stesso vale per le falde acquifere delle zone di pianura della “Valle Telsina”.
    Se dovesse essere accertato l’interramento, circa 20 anni fa, a Monte Coppe di sostanze tossiche provenienti da lontano, verrebbe da chiedersi:
    – “Perché averle trasportate fin qui per circa 1.000 km?”
    – “Non avrebbero potuto trovare un luogo meno lontano da quello di origine per interrarle?”
    E se la scelta di Monte Coppe non è stata casuale, tra le possibili ragioni di tale scelta ci potrebbe essere anche quella secondo la quale gli abitanti di quest’area sarebbero nel complesso tolleranti. Se non più.
    Dopo aver letto su questo giornale online i vari interventi sull’argomento, mi piace sottolineare, riportandole qui di seguito, alcune considerazione di Franco Gismondi (fisico):
    – Le caratteristiche radiologicamente salienti, oltre alla concentrazione, sono la radiotossicità (che determina il grado di pericolosità delle radiazioni emesse, in termini di penetrabilità e di energia), e il tempo di dimezzamento (tempo necessario a che metà del numero di nuclei subisca il decadimento radioattivo).
    – Alcune sostanze hanno tempo di dimezzamento di pochi giorni, perciò la loro attività è praticamente trascurabile già dopo qualche mese, mentre altre restano attive per molti anni (anche per decine di migliaia).
    – Ovviamente, non conoscendo la composizione in radionuclidi degli eventuali rifiuti (se ce ne sono) che sarebbero stati sversati a Monte Coppe, non si può fare alcuna affermazione sul periodo di tempo che deve trascorrere perché non siano più pericolosi.
    Franco Gismondi ha poi così concluso:
    – Senza alcun allarmismo, ma anche senza sottovalutare la questione, ritengo che sia necessario approfondire le indagini su eventuali sversamenti sia di scorie radioattive che di inquinanti di natura diversa.
    Appare ormai evidente che l’argomento del possibile interramento di pericolosi rifiuti tossici a Monte Coppe non può essere più sottaciuto o “archiviato” alla meglio, per cui l’accertamento della verità, a questo punto, diventa un percorso obbligato.
    Peraltro, se risulta sempre più evidente una crisi di fiducia dei cittadini nei riguardi di coloro che esercitano il “potere”, sarebbe decisamente meglio per tutti evitare che tale crisi si aggravi.
    La nostra zona, dopo aver subito (non so se a torto o a ragione) la chiusura di un ospedale, sta anche subendo, da ben 20 anni, la mancanza di accertamento della verità sul possibile interramento di rifiuti tossici molto pericolosi per la salute.
    È proprio necessario rinviare sine die tale accertamento?
    Tale rinvio, è ovvio, fa vincere (e aumentare sempre più) il sospetto che non si opera per il bene comune, per cui la cosa migliore è mettere bene in chiaro, un volta per tutte, in maniera inequivocabile e in tempi ragionevoli, “cosa c’è sotto Monte Coppe”!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.