I Ceva Grimaldi

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Antonio Iadonisi. Il casato ebbe origine nel 986 da Aleramo, discendente dai duchi di Sassonia, e da Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone II. L’imperatore donò alla coppia sette marchesati, uno per ognuno dei loro figli. Il primogenito avrebbe ereditato il Monferrato, mentre agli altri figli sarebbero stati concessi i restanti marchesati; quello di Ceva era uno di questi. Nel 1380 Gherardo, secondogenito del sesto Marchese di Ceva, si trasferì a Genova dando vita ad un altro ramo della famiglia. Nel genovese i Ceva acquisirono, tramite matrimoni vantaggiosi, sempre più potere, ottenendo anche cariche di prestigio nella Repubblica.Nel 1528 Francesco di Ceva, discendente di Gherardo, riuscì a farsi ammettere nella casata Grimaldi, una delle quattro famiglie più potenti di Genova insiemeai Doria, Spinola e Fiesca. Pertanto le armi dei Ceva, tre fasce nere e tre fasce d’oro, che indicavano sovranità ed erano le stesse della famiglia reale di Sassonia, si unirono a quelle dei Grimaldi, scacchi acuti d’argento e vermigli, simbolo di forza e costanza, con in aggiunta, per ordine imperiale, l’aquila nera coronata in campo d’oro, “Ciò per i servizi prestati all’Impero dal celebre Rabello Grimaldi e per le prove di fedeltà e gran valore date dal Cav. di Malta D. Agostino Grimaldo”.
Francesco sposò una dama di casa Giustiniani di Scio da cui ebbe Cristoforo il quale si trasferì a Napoli e nel 1574 acquistò la città di Telese e le terre di Solopaca, Pietracatella, Magliano e Santacroce.Cristoforo sposò Claudia Adorno ed ebbe due figli maschi, Giovanfrancesco e Giovannantonio, e quattro femmine. Giovanfrancesco viaggiò per l’Italia fu tra l’altro a Genova e a Ceva (Cuneo) dove ebbe modo di farsi riconoscere ufficialmente come discendente delle famiglie Ceva e Grimaldi.Alla morte del padre divenne signore della città di Telese e delle terre di Solopaca, Pietracatella, Magliano e Santacroce delle quali nel 1592 fu presentato il rilevio alla Regia Corte dal fratello Giovannantonio, da lui nominato suo procuratore. Giovanfrancesco, al ritorno dai suoi viaggi e come segno di riconoscenza, donò al fratello la città di Telese e le terre di Solopaca, Magliano e Santacroce tenendo per sé solo la città di Pietracatella.Giovanfrancesco venne nominato Marchese di Pietracatella nel 1607, mentre Giovannantonio venne nominato Duca di Telese nel 1609.I Ceva Grimaldi mantennero il titolo di duchi di Telese e Solopaca con alterne vicende fino al 1764

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