Amorosi: 25 Aprile e 1 Maggio … ma rappresentano ancora qualcosa?

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Pino Pietropaolo. Con un misto di stupore e sincera amarezza, è doveroso sottolineare come le quattro sezioni politiche cittadine (PD, SeL, PDL, UDC) abbiano fatto trascorrere tanto il 25 Aprile quanto il Primo Maggio senza pensare ad alcuna commemorazione, alcuna iniziativa che coinvolgesse la cittadinanza, alcun manifesto o volantino.

L’amarezza e lo stupore si accrescono ove si rifletta sul fatto che alcune di queste sezioni sono poi (a dir la verità non sempre con eleganza e forme condivisibili) partecipi del dibattito locale e cittadino.

È opportuno allora segnare una netta linea di demarcazione sul significato, non più equivoco, che si vuole attribuire all’operato di una sezione politica.

Se quest’ultima deve ridursi ad essere solo ed esclusivamente schermo del tal politico piuttosto che del talaltro, rivendicando niente altro che la bontà del lavoro del politico che si vuol schermare e screditando sistematicamente l’”avversario”, senza attingere a nessuna ambizione di crescita del livello del dibattito politico/culturale, si può ben ritenere che allora, una sezione politica, venga ad essere svuotata di qualsiasi importanza e significato.

Non è troppo chiedere, si ritiene da più parti, ad una sezione politica un’attività di recupero di memoria storica, di dibattito politico anche con le controparti, di elaborazione di proposte atte a contribuire al miglioramento della qualità della vita della comunità, di laboratorio ove esperienze ed opinioni possano incontrarsi e scambiarsi, passando anche attraverso una crescita, questa sì, culturale (troppo spesso invocata, anche a sproposito, da chi ha frequenti cadute di stile o si erge a dispensatore di morali, quando non addirittura a censore).

Quale migliore occasione, appunto, il 25 aprile ed il Primo Maggio?

È stata una grande occasione mancata anche per parlare con i cittadini, con la cosiddetta “base”, per spiegare direttive di partito, orientamenti del governo in tema di tasse, lavoro, giustizia.

I risultati delle recenti amministrative sono sotto gli occhi di tutti: un’analisi onesta e scevra da condizionamenti conferma che, continuando di questo passo, a cominciare dalle sezioni, i partiti tradizionali perderanno del tutto il contatto con la “base”.

Il desolante “nulla” (addirittura in alcune bacheche dimorano manifesti vecchi di sei mesi!!!!) prodotto dalle sezioni politiche cittadine mortifica, sinceramente, chi dalla politica e dall’impegno politico (che qualcuno non perde occasione per definire anche “servizio” se non “sacrificio….)si aspetta ben altro che non manifesti in cui vi sia solo la corsa alla denigrazione dell’avversario.

Altre comunità limitrofe, si orientano sempre più per confronti civili, collaborativi, propositivi: noi rimaniamo, novelli galletti, alle beghe di pollaio………………………

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