Precisazioni su eventuali rifiuti pericolosi sotto Monte Coppe

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Franco Gismondi.  A proposito dell’intervento di Renzo Morone: Monte Coppe: pozzi petroliferi o discarica abusiva? Meglio riserva di Virni!, verso la fine del quale si parla di misurazioni di radiazioni che io ho effettuato sul posto, è necessaria una precisazione scientifica.

Il giorno 7 aprile scorso, a Cerreto Sannita, si è tenuto il convegno “Cosa c’è Sotto Monte Coppe”, organizzato dall’associazione politico-culturale “da Sempre Per Cerreto”, in cui ho chiarito (i partecipanti al convegno dicono con estrema chiarezza) il significato di tali misurazioni.

Di seguito la breve sintesi del mio intervento.

Ho effettuato una campagna di misure per rilevare la presenza di radiazioni ionizzanti dovute ad eventuali scorie radioattive ma non ho trovato livelli significativamente superiori alla radiazione di fondo naturale. Ho affidato anche qualche strumento ad un gruppo di giovani ingegneri cerretesi che hanno ripetuto le misure con gli stessi risultati.
Ciò comunque è esattamente quello che mi aspettavo. Infatti le radiazioni ionizzanti dovute a radionuclidi sono completamente schermate da qualche millimetro di metallo, o da qualche centimetro di terra, o ancora da qualche decimentro di aria (quest’ultima affermazione da prendere con cautela per l’eventuale presenza di radiazione gamma o X, che è molto più penetrante). Non è possibile perciò rilevare la presenza di scorie radioattive con misurazioni nella zona.

L’eventuale seppellimento di rifiuti radioattivi però non produce alcun danno agli organismi viventi proprio perché  non li espone direttamente.

Diverso invece è il caso in cui siano state inquinate le falde acquifere oppure il materiale si disperda nell’aria perché allora i radionuclidi Perciò l’eventuale seppellimento di rifiuti radioattivi non produce alcun danno agli organismi viventi proprio perchè non li espone direttamente.ermazione da prendere con cautela per l’eventuale presenza di radiazione gamma o X diretta/indotta, che è molto più penetrante). Non è possibile perciò rilevare la presenza di scorie radioattive con misurazioni nella zona.entrerebbero direttamente nella catena alimentare. La rilevazione di questo tipo di inquinamento deve essere fatta presso le sorgenti potenzialmente contaminate.

Da quando sui è cominciato a parlare dell’argomento, mi sono reso disponibile ad effettuare una campagna di misurazioni più  approfondita, insieme a chi conosce bene la montagna per poter individuare le sorgenti coinvolte.

Una ulteriore precisazione, che non è emersa al convegno, riguarda il tempo trascorso dall’eventuale smaltimento delle scorie.

I rifiuti radioattivi, oltre che da materiale radiologicamente inerte, sono costituiti da radionuclidi che, con il loro decadimento, emettono le radiazioni ionizzanti pericolose.

Le caratteristiche radiologicamente salienti, oltre alla concentrazione, sono la radiotossicità (che determina il grado di pericolosità delle radiazioni emesse, in termini di penetrabilità e di energia), e il tempo di dimezzamento (tempo necessario a che metà del numero di nuclei subisca il decadimento radioattivo). Alcune sostanze hanno tempo di dimezzamento di pochi giorni, perciò la loro attività è praticamente trascurabile già dopo qualche mese, mentre altre restano attive per molti anni (anche per decine di migliaia).

Ovviamente, non conoscendo la composizione in radionuclidi degli eventuali rifiuti (se ce ne sono) che sarebbero stati sversati a monte Coppe, non si può fare alcuna affermazione sul periodo di tempo che deve trascorrere perché non siano più pericolosi.

Senza alcun allarmismo, ma anche senza sottovalutare la questione, ritengo che sia necessario approfondire le indagini su eventuali sversamenti sia di scorie radioattive che di inquinanti di natura diversa.

Franco Gismondi-fisico

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