Lettera aperta al Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe

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Alberto Senatore. Giffoni Valle Piana,  9  aprile  2012. Spett. Le Cardinale Crescenzio Sepe,  Arcivescovo e pastoresono Alberto Senatore, presidente dell’Associazione Culturale   “ il piccolo Davide ” di Giffoni Valle Piana, la città del Giffoni Film Festival.

Le scrivo riguardo l’ultimo scandalo a sfondo sessuale che, ancora una volta, ha come protagonista un sacerdote della sua diocesi. Giovedì 29 marzo, su Italia 1 è andato in onda un disgustoso video dal titolo: “ Un prete con il chiodo fisso “, in cui don Francesco De Vivo, parroco della chiesa dello Spirito Santo di Marano, nella sagrestia, offriva le sue intimissime consulenze pastorali.

 IL FATTO – Le immagini andate in onda l’altra sera mostrano tre ragazzi che si recano separatamente in parrocchia per chiedere aiuto al sacerdote. Dei tre uno è addirittura minorenne. Il primo ragazzo riferisce al parroco di essere in grosse difficoltà economiche. Il prete, dopo un primo approccio di carattere religioso, inizia a parlare esplicitamente di sesso e lo invita a raccontargli dei propri particolari intimi. Un analogo comportamento viene adottato anche con un ragazzino di 17 anni, il quale racconta al parroco di avere dei problemi in famiglia. Anche in questo don Franco, dopo aver dato sfogo a un colorito mix di espressioni dialettali, volgarità e citazioni religiose,  chiede al giovane se abbia mai avuto rapporti sessuali, quali pratiche sessuali abbia finora adottato, spingendosi finanche nel raccontare le sue performance erotiche giovanili, quando in pratica non era ancora sacerdote. Poi la richiesta di baci e abbracci, accompagnata dalla ulteriore richiesta di scambio (di bocca in bocca) di una gomma da masticare. Infine il terzo caso, il più eclatante,  quello relativo al ragazzo che dichiara di essersi di recente separato dalla moglie. Il prete lo accompagna in sagrestia e subito dopo – con il crocifisso alle spalle – si abbassa i pantaloni mostrandogli le sue parti intime.   ( Fonte:  Ferdinando Bocchetti  – il Mattino –  sabato 31 marzo 2012 )

Questi i fatti, gravissimi e impensabili, ai quali è inutile aggiungere commenti. Dalle Sue dichiarazioni in merito, ho letto della immediata nomina dell’amministratore parrocchiale nell’attesa di scegliere il nuovo parroco che dovrebbe essere designato dopo Pasqua.

La dichiarazione del commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli, mi ha inquietato.  Borrelli ha denunciato l’omissione della Chiesa napoletana, affermando che “ la curia conosceva molto bene tutti gli scandali sessuali di don Francesco da almeno un anno. A dicembre 2010, io consegnai nelle mani di una persona di estrema fiducia del Cardinale Sepe e davanti a testimoni una cospicua documentazione ed una serie di denunce che erano giunte alla sede dei Verdi della Campania. Mi fu detto che il Cardinale era già a conoscenza del fatto e mi rassicurò che ci sarebbe stato un intervento rapido e risolutore, che invece devo constatare purtroppo non essere mai avvenuto se non dopo il servizio delle Iene dell’ altra sera”.

Incrociando le dichiarazioni, fermo restando il proposito cristiano di non gioire delle disgrazie altrui, desidero comunicaLe una mia preoccupazione, senza aggiungere altra paglia sul fuoco che sta avvolgendo la Chiesa di Napoli.

In verità, questa è una preoccupazione a Lei già nota, in quanto Le fu presentata all’indomani dello scandalo di Don Michele, che nel luglio del 2010, fu sorpreso dalla polizia stradale, parcheggiato nella sua auto sulla tangenziale di Napoli, mentre consumava un rapporto sessuale con una quindicenne.

La mia inquietudine, condivisa da moltissimi genitori e nonni, è racchiusa in due domande:

  • 1) Come posso avere la certezza che il parroco della parrocchia non abbia precedenti per molestie o pedofilia ?
  • 2) Nel dubbio, a chi posso rivolgermi per essere rassicurato ?

In risposta, a nome della nostra associazione, Le ripresento la nostra idea, con la quale, le responsabilità e l’autorità del vescovo vengono ampliate e non siano solo limitate a “ trattare ” i casi di pedofilia clericale, ma siano utilizzate soprattutto nella prevenzione e nel contrasto degli abusi sui minori da parte dei sacerdoti.

La proposta de “ il piccolo Davide ” è questa: l’istituzione del Certificato Antipedofilia per i sacerdoti.

 Se in Italia, un’impresa edile per poter esercitare la sua attività deve preventivamente esibire un certificato antimafia, perché la Chiesa Cattolica non istituisce un certificato di garanzia morale per i suoi sacerdoti ?

L’idea è semplice: il D.A.P.S. Documento Anti Pedofilia SacerdotaleQuando in una parrocchia s’insedia un sacerdote, insieme al mandato conferitogli dal vescovo, deve ricevere anche il D.A.P.S. il documento nel quale il vescovo, firmando personalmente, garantisca l’integrità morale del sacerdote e si assuma tutte le responsabilità giuridiche, antecedenti alla data del certificato.                                                                                       

Praticamente un certificato di “ verificata buona condotta ”, quindi una garanzia e una copertura totale che annualmente viene rinnovato. Il Cardinale responsabilmente lo richiede, il vescovo serenamente lo rilascia, il sacerdote con orgoglio lo espone nella sua parrocchia, i fedeli lo leggono e si tranquillizzano.

La proposta è semplice, pratica, immediata e rassicurante. Semplice perché basta la firma del vescovo, pratica perché snellisce e riduce i tempi della burocrazia ecclesiale, immediata perché applicabile da subito, rasserenante per i genitori che si ritrovano a vivere l’incubo del prete pedofilo o molestatore.

La nostra Associazione Le chiede di esaminare la proposta e si augura che diventi presto una realtà, ed inoltre, che Lei possa essere il firmatario del primo certificato antipedofilia sacerdotale in Campania.

L’occasione propizia per Lei potrebbe essere la cerimonia per la nomina del sostituto di Don Francesco, sacerdote di nome ma pervertito di fatto.

Quale luogo migliore se non la chiesa dello Spirito Santo di Marano, teatro delle performance erotiche dell’arzillo sacerdote, che nonostante i suoi 63 anni, continua ad ardere sotto la tunica.

La perversione di un uomo travestito da sacerdote ha ferito e infangato l’intera città di Marano; adesso occorre la determinazione e il coraggio di un vero apostolo di Cristo, che fasci le ferite e tranquillizzi i fedeli.

Oltre le parole di condivisione del dolore, da Lei già espresse, la città di Marano si aspetta e merita una Sua reazione pratica ed efficace, che dimostri inequivocabilmente l’intenzione della Curia di voler applicare veramente la tolleranza zero, tanto invocata da Papa Ratzinger, ma poco applicata.

Egregio Cardinale Sepe, per contrastare efficacemente gli abusi e la pedofilia nella Chiesa di Napoli, basta poco, basta una firma, la Sua.

Certo della Sua attenzione, in fede aspetto una Sua risposta.

 Alberto Senatore   Via De Cataldis 29, Giffoni Valle Piana.

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