Goffredo Macolino (Il centrattacco di sfondamento)

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Goffredo Macolino, secondo il mio parere, è stato l’esponente di maggiore spicco di una delle famiglie più antiche e numerose di Telese.  Provenienti da Solopaca e tutti agricoltori, possedevano molti dei terreni situati al di là della stazione ferroviaria in località Ripa delle Vigne, che si estendevano fino al fiume in profondità e fino ai Rinazzi in larghezza. Più avanti si insediarono a Telese e con le loro abitazioni formarono quello che a tuttora rimane il centro storico.

Fu il signum maximum della “dolce vita” telesina anni 50/60, insieme a Lucio Antinori, Tonino Tanzillo, Gigino Cappelletti, Gino Affinito ed altri che non starò ad elencare per brevità. Erano i “giovani leoni” dell’epoca, i dominatori assoluti del paese, quando era ancora possibile la reciproca appartenenza: Telese apparteneva a loro come loro appartenevano a Telese.

Erano i nostri idoli. Da grandi volevamo diventare come loro: portare i capelli alla Marlon Brando come Lucio Antinori, vestire eleganti come Tonino ‘e Girardo, ballare come Gigino Cappelletti, fare gli attori come Gino Affinito, amare la vita come Goffredo Macolino.

A loro ci rivolgevamo per avere ragguagli su come abbordare le ragazze, erano loro che ci insegnavano tutte le tecniche di “cattura”. La tattica “d’’o pèttene” dint’’e Goccioloni, la tattica “d’’o strufinamiento” sulle piste da ballo, l’invito a visitare l’incantevole viale del Cerro “by nigth”.  Il caso voleva che il viale del Cerro oltre ad essere incantevole, fosse anche poco frequentato…  Goffredo Macolino, l’uomo che teorizzò la giornata estiva tipica telesina:

  • ‘a matina, verso ‘e ddiece, bagno dint’’e Goccioloni;
  • all’una se magna;
  • dint’’a cuntróra ‘a pennichella, ma non prima di aver trascorso nu’ pare d’ora, si nò t’aìze cu’ tutto ‘o magnà ncopp’’o stommaco;
  • verso ‘e cinq’’e meze/seje, partitella a pallone;
  • dopp’‘a partitella bagno dint’’o laco;
  • a l’otto se cena;
  • dopo cena al cinema “Arena Bagni” o dint’’e Terme a fà “ ‘e sciupafemmene”;
  • infine‘a fella ‘e mellone addó zì Carmeniello con sintesi della serata.

Fu uno dei soci fondatori della gloriosa società calcistica “U. S. TELESE TERME” e ne fu il primo centrattacco ( oggi si dice centravanti ). Dotato di un destro di notevole potenza, si ispirava al grande calciatore svedese Gunnar Nordahl, al quale assomigliava anche fisicamente. Più avanti, quando per ragioni di “peso” dovette rinunciare all’attività agonistica, ne diventò Presidente.

Da sinistra in piedi: Vincenzo Rapuano, De Francesco, Giovanni Di Mezza, Romano, Marchione, Liguori, Regardi, Mario Grillo. Accosciati: Pilla, Goffredo Macolino, Vittore Pascucci, Gennaro Martusciello, Marcellino. – (Gennaro Martusciello) Foto Desiato

I telesini più anziani ricorderanno che Goffredo “ in origine “, prima di diventare tifoso del Napoli e del Padova, era juventino sfegatato e noi adolescenti eravamo a nostra volta juventini perché lo era Goffredo. Quanti battibecchi sportivi su quella panchina situata tra il “Bar Sport” e le proprietà di Aldo Maturo!

Amico di tutti, amava passeggiare per il paese in lungo ed in largo sempre in compagnia di amici e ciò gli consentiva di conoscere molti fatti e personaggi telesini. Grande maestro nell’arte della dialettica, aveva un modo affascinante di raccontare le cose e a volte restavamo ore intere ad ascoltarlo. E d’altronde chi lo conosceva bene sa che era capace di parlare per ore intere.

Per questa ragione nel paese circolava il famoso motto: – Goffredo, se sape quanno abbìa a parlà, ma nun se sape quanno fenisce!! Il suo raccontare era talvolta farcito di rafforzativi come “p’’a Madonna”, talvolta da dissenso come “ ma allora sì proprio nu’ cazzo! e talvolta da similitudini come “ ‘e femmene primma d’ascì se metteno ‘e guarnemiente comm’’e cavalli. Era un piacere starlo a sentire.

E’ stato un mio prezioso collaboratore, ed è anche per merito suo se ho potuto scrivere molte delle storielle telesine. Di tanto in tanto gli telefonavo e lui, con evidente soddisfazione, cominciava a raccontare: è stato lui a raccontarmi gli aneddoti su Gigino Cappelletti; è stato lui a ricordarmi la famosa partita a stoppa tra Capeppe e Don Minotto; è stato lui a ricordarmi il famoso alterco tra Peppe Arzillo e Nanninna e, soprattutto, mi ha aiutato a ricostruire la nascita e la costituzione dell’U.S.TELESE TERME”.

Quando scrissi “l’Inno a Telese”, prima di proporlo a Vivitelese per la pubblicazione, chiesi ed ottenni la sua autorevole approvazione. Il verso “se sentono ‘e carrette mmiezo a via” è ispirato al carretto di suo padre Alberto quando, di primo mattino, si recava “ ‘ncampagna”.

Quando Giovanni Forgione e Giuseppe Grimaldi, per Vivitelese, organizzarono la cena per ufficializzare l’evento, l’ospite d’onore fu, naturalmente, Goffredo Macolino.

Ha vissuto a Telese tutta la gioventù fino a quando, per ragioni di lavoro, si trasferì a Padova dove formò la sua famiglia. Ma il cordone ombelicale che lo legava al suo paese non si ruppe mai. Infatti, come ricordava anche Angelo Leone, aveva l’abitudine di trascorrere a Telese quasi tutte le sue vacanze, in particolare quelle estive.

Il giorno 28/03/2012, in Padova, uno scellerato guidando un SUV contromano e per giunta rubato alcuni giorni prima, ha provocato un incidente nel quale è rimasto coinvolto questo nostro caro amico mentre era intento ad attraversare la strada sulle strisce pedonali.

Con questo comportamento insensato ed incomprensibile, ha sottratto inaspettatamente all’ignaro Goffredo la vita a cui era tanto legato, ha sottratto a Telese Terme uno dei suoi amanti più appassionati ed ha gettato nello sconforto l’animo di quanti gli volevano bene. E con lui se n’è andato un altro pezzo della nostra storia passata.

Riccardo Affinito.

1036 letture al 31/12/2012

7 Commenti

  1. Grandissimo Riccardo! Con i tuoi scritti riesci ad emozionare tutti, anche uno come me che non era ancora nato. Riesci con le tue parole a fare percepire profumi suoni sapori e quella cultura del saper vivere con semplicità che oggi si è persa.

  2. Caro Riccardo mi hai fatto commuovere. Ti volevo ricordare che Goffredo non era amante del gioco delle carte come noi. Infatti mentre lui faceva la pennichella noi nella ” controra ” facevamo il quadrigliano da Santella in attesa del suo risveglio.

  3. Caro Riccardo,

    leggerti è sempre un grande piacere.

    in merito alla storia raccontata su Goffredo ricordo molto vagamente la sua figura ma non le sue “gesta”, come quelle di tanti altri Telesini che hai nominato.
    La mia età che segue di poco la tua, mi ha consentito di vivere di riflesso quel periodo e quegli amici, ma anche “noi” nati nel 50 e dintorni, avevamo come “faro” e come punto di riferimento quei personaggi.
    In questo momento mi si “intrecciano” le idee dei tanti amici, persone, conoscenti, luoghi e momenti vissuti in quei…………indimenticabili anni della ns gioventù.
    Li ricordo, come li ricordi te e tutti quelli che come noi, vivono lontano da Telese, con grande ed immenso piacere, forse doppio rispetto a coloro che invece risiedono, ma nello stesso tempo con un pizzico di nostalgia e malinconia.
    a quest’ora, per esempio, mi andrebbe di bere un bicchiere di acqua solfurea e invece, mi devo accontentare di ……….assaporare le labbra per……….trovare un vago ricordo di quella “meravigliosa” e gustosa “puzza”!
    Un affettuoso abbraccio
    Antonio DI PIETRO

  4. Caro Riccardo, ti ringrazio e mi complimento per il ricordo di Goffredo che hai voluto proporci. Io, che con qualche anno più di te e qualcuno meno di lui ho avuto la fortuna e l’onore di potergli stare accanto per più tempo, sento la sua mancanza come non mai. Per me, egli era l’essenza di una vita spensierata e nel contempo impegnata vissuta a cavallo degli anni ’50 e ’60, e pur essendo stato fuori casa anch’io per soli 20 anni, ho sentito come lui la telesinità vissuta nella maniera più viscerale possibile. Ricordo quando, con i figli ancora bambini, auspicava una carriera militare, quindi itinerante, per i due maschi ed un matrimonio telesino per la figlia. Per potersi ritirare in pensione a Telese. Purtroppo la vita gli ha riservato di vivere a Padova anche in pensione per incontrare il delinquente che ce lo ha sottratto anche per quei pochi giorni all’anno in cui rientrava.

  5. Caro Sergio,
    ricordo bene che tu eri uno degli amici più intimi di Goffredo e ricordo anche che tu, come lui, sei stato uno degli illustri protagonisti di quell’epoca.Ricordo anche le partite a carte “dint”a cucina ‘e Cleonice” e le interminabili partite a pallacanestro “ncopp”o lavuozzo” insieme a Carlo Fasano, Tullio Festa, Enrico Palumbo, Fausto Marchione, Mimmo Follo, Vittore Pascucci, Lorenzo ‘o niro, Vincenzo Vallone ‘o sicco Felice Gentile ecc.ecc.La scomparsa di Goffredo ha lasciato in tutti noi un vuoto incolmabile per quello che rappresentava per Telese, una profonda amarezza per il modo in cui è avvenuta ed un cocente disappunto per come veniva diffusa la notizia. I mezzi di informazione parlavano, “sic et simpliciter”, di un pensionato settantasettenne; senonché l’uomo che giaceva sotto quel lugubre lenzuolo bianco che le televisioni mostravano con allegra “nonchalance”,non era un anonimo pensionato,ma era Goffredo Macolino, il mitico centrattacco dell’U.S.TELESE TERME nonché massimo esponente della spensierata gioventù telesina degli anni 50/60. E’ bene che si sappia!!
    Un caro abbraccio, Riccardo Affinito.

  6. sono Marilena ed ero la compagna di Goffredo.Ho letto quanto scritto su Goffredo dagli amici e ciò mi ha fatto molto piacere. Io che gli sono stata vicina in questi ultimi anni so quanto amava la sua Telese e non perdeva occasione per parlarmene.E’ per questo che mi permetto di ricordarlo a Voi tutti a quasi un anno dalla tragedia.(28/03/2013)Il suo ricordo è ancora vivo in noi.Ringrazio Lei, Sig. Riccardo Affinito,e tutti gli amici per quanto di bello hanno detto di Lui. Cordialmente!
    Marilena Ferrato

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