Cerreto Sannita, una lettera d’amore e rabbia

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Marco Di Meola, Matteo Gagliardi, Roberto Parente, Salvatore Santillo. Quattro giovani di cultura e formazione diverse, le cui vite hanno in comune il senso profondo e fattivo dell’amicizia che li lega l’uno all’altro e l’amore disinteressato per la terra che li ha visti nascere. Due aspetti connessi saldamente tra loro. Un’amicizia vera è stimolo a migliorarsi come uomini prima e cittadini poi. Un cittadino migliore è colui che dà testimonianza e opera affinché la propria terra veda nascere alberi dalle radici sane, dal fusto robusto e dalle foglie verdi di vita. Lo ripetiamo a noi stessi, prima che a chiunque altro. Noi ti amiamo, Cerreto. Di un amore disinteressato. Incondizionato.

Ecco chi siamo, nient’altro. Ecco perché vogliamo raccontare una storia. Un  racconto in cui le immagini diranno molto di più delle poche parole.

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1) Molti, a Cerreto, conoscono il ponte di Vallantica. Dovrebbero conoscerlo tutti: molti non è abbastanza. Uno scorcio la cui meraviglia spezza il respiro, con il fragore dell’acqua che si infrange altissima sulle rocce, e invita lo spettatore a fermarsi. A riflettere. Possibile che io sia ancora a Cerreto Sannita?  Sì, osservatore poco attento e forse altrettanto sensibile, è possibile. Questo incanto della natura e del lavoro dell’uomo è nella nostra terra, nella nostra Cerreto. Il punto è un altro, però.

Purtroppo.  Il ponte sta scomparendo. Letteralmente. Poco a poco. Mani di lestofanti si stanno appropriando, ormai da anni, delle pietre che lo compongono, pietre  scolpite da mani esperte. E il ponte, lentamente, svanisce. Nel silenzio quasi totale. Quasi, perché poche e più competenti voci delle nostre si sono alzate, nel corso degli anni, a denunciare lo scandalo.

Ma il ponte continua a scomparire. Mentre intorno ad esso, come in un sadico contrappasso, aumentano i rifiuti d’ogni sorta. La nostra è testimonianza, abbiamo detto. Ecco, Cerreto e cerretesi, ecco la Storia che ci viene sottratta, sostituita dall’Immondizia.

2) Lo sport è collante sociale. Aggrega, permette a giovani e meno giovani di conoscere il gusto della vittoria, l’amarezza della sconfitta, il valore formativo del gruppo. Lo stadio comunale di Cerreto è stato ed è teatro di grandi imprese sportive, alcune recentissime: è un luogo in cui la comunità si sente davvero tale. A pochi metri da questo teatro, lo spettacolo muta radicalmente. E quella comunità tanto coesa nello sport avrebbe il dovere di rimanerlo anche nell’indignazione.

Ciclicamente, il declivio del canale accanto allo stadio si trasforma in una pattumiera che soltanto il verde della primavera cela agli occhi dei passanti. Il verde della primavera cela rifiuti – alcuni tristemente riconoscibili e noti per la loro pericolosità – e addormenta il senso civico di tutti noi.

Della maggior parte di noi, a essere precisi. Sulle prossime immagini non spendiamo parole se non per suggerirvi di passare di là, fermarvi e passeggiare in quelle aree di sosta. Andate lì a guardare da vicino, annusate l’aria come abbiamo fatto noi, stanchi di passarci di tanto in tanto e borbottare che schifo.

3) Siamo sulla strada nota come “Bretella“. Siamo nella nostra amata Cerreto, non qualche chilometro più vicini al mare, in quelle terre nostre sorelle e tanto deprecate. Quelle terre barbare e incivili. Siamo nella nostra amata Cerreto, e qualche vicino dalla coscienza pigra, come qualcuno dei nostri concittadini, pare si unisca volentieri a rimpinguare la cloaca.

Una zona rurale come tante altre: via San Sebastiano. Ci chiediamo perché senza riuscire a trovare una risposta. che amano questo piccolo gioiello chiamato Cerreto. E che non sopportano di vederlo mortificato dall’incuria, dalla superficialità e dalla malafede. Vogliamo rispetto per la terra dei nostri padri, per la nostra terra, per la terra di chi sarà qui dopo.

Renderemo partecipi le Autorità competenti della nostra testimonianza, ma quello che ci sta a cuore è altro. Vorremmo che il barlume della coscienza civile s’accendesse in ogni cuore infreddolito.

Forza, Cerreto: amore è il contrario di oltraggio.

  • Marco Di Meola
  • Matteo Gagliardi
  • Roberto Parente ( autore delle foto)
  • Salvatore Santillo

1 commento

  1. Grazie ragazzi. Mi ricordo la delusione di quando raggiunsi il favoloso posto di Vallantico subito dopo la realizzazione della strada: rimasi incantato dal sito, ma schifato dalla inciviltà della gente che subito la utilizzò per andarvi a deporre i propri simboli di progresso economico: frigoriferi e lavatrici dismesse. Feci pure una dettagliata denuncia, descrivendo il tipo di trattore urilizzato per il trasporto dei blocchi di pietra del ponte:… Qualcuno però ha visto, forse ragazzi che, di domenica, fanno il motocross. Ma il silenzio, come per tante altre cose, è ormai d’obbligo. Qualcuno dice pure che la via di fuga sarebbe stata la strada di Raone… Ma si dice così. A livello di pettegolezzo. Coraggio. Chi sa parli alle Forze dell’Ordine che saranno ben liete di ridare a Cerreto un pezzo della sua storia, in una zona ove i sanniti hanno lasciato un Tempio ( in fase di recupero), una rocca e , caso più unico che raro, addirittura, e con ogni probabilità, un Villaggio. Questa volta nessuno potrà incolpare una ruspa…impazzita, come nel caso dello spigolo delle mura di Cerreto Vecchia…. ma nulla. Forse avevo toccato un tasto scomodo. Tasto che ora avete toccato Voi. Ma contro la stupidità umana, contro il camaleontismo di chi giudica i fatti, gli stessi fatti, buoni o cattivi a seconda dei compagni di viaggio scelti, non c’è possibilità di crescita. Grazie. Soprattutto se dopo lo scoramento della scoperta ci sarà, da parte vostro, un prosieguo con idee e proposte. Vi auguro di trovare un seguito di idee e di accompagnatori, non un seguito di accaparratori di idee interessati. Ma voi saprete ben distinguere.

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