Quando uccidere un fascista non era reato

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Ezio Esposito. Ventuno morti, un unico filo di sangue che attraversa un decennio complesso di storia italiana. Ventuno ragazzi freddati nella guerra spietata degli anni di piombo: mitizzati dai loro camerati, demonizzati dai loro nemici, dimenticati da tutti gli altri. Il primo morto di piazza, il primo omicidio delle Brigate Rosse, il primo agguato dei comunisti di Prima Linea. Storie note e meno note, vittime e carnefici, una serie di delitti che sono il romanzo criminale degli anni di piombo.

 

 

Da Cuori Neri di Luca Telese.

Elenco dei ragazzi missini assassinati dai rossi:

  • Ugo Venturini-18 aprile 1970
  • Carlo Falvella-7 luglio 1972
  • Virgilio Mattei- 16 aprile 1973, bruciato vivo insieme al fratello qui sotto.
  • Stefano Mattei- 16 aprile 1973
  • Emanuele Zilli- 5 novembre 1973
  • Graziano Giralucci- 17 giugno 1974 ucciso dalle B.R. Insieme a
  • Giuseppe Mazzola- 17 giugno 1974
  • Mikis Mantakas- 28 febbraio 1975
  • Sergio Ramelli- 29 marzo 1975
  • Mario Zicchieri- 29 ottobre 1975
  • Enrico Pedenovi- 29 aprile 1976
  • Angelo Pistolesi- 28 dicembre 1977
  • Franco Bigonzetti- 7 gennaio 1978 (1)
  • Francesco Ciavatta- 7 gennaio 1978 (2)
  • Stefano Recchioni- 7 gennaio 1978 (3) falciati da un mitra nella sezione missina di Acca Larentia.
  • Alberto Giaquinto- 10 gennaio 1979
  • Stefano Cecchetti- 11 gennaio 1979
  • Francesco Cecchin- 16 giugno 1979
  • Angela Mancia- 12 marzo 1980
  • Nanni De Angelis- 5 ottobre 1980
  • Paolo Di Nella- 2 febbraio 1983.

Tutti i ragazzi elencati erano figli di operai, abitavano nei quartieri più poveri delle loro città. Come i giovani di opposto ideale svolgevano la loro attività nel M.S.I.-Fiamma Tricolore che era quella di attaccare manifesti, distribuire volantini, andare ai comizi, annunciare con gli altoparlanti manifestazioni ecc., normale attività che un ragazzo potesse svolgere  per il proprio partito. Partito voluto in Parlamento dai propri elettori, non da extraparlamentari.  Ciò che angoscia di più oggi è assistere al tentativo di riportare in vita quel maledetto secolo che non vuole morire. Finché le uova del drago rosso, disseminate ovunque, continueranno a schiudere pulcinotti che avanzano con la testa volta all’indietro, al passato, non ci sarà mai pace in Italia.

Questi pulcini, tra l’altro qualcuno a me caro, sanno davvero in che mondo viviamo? Hanno davvero una visione del mondo com’è oggi?. A che serve rivangare gli errori del passato, i lutti le lacrime e la disperazione delle mamme, di tutte le mamme!, davanti al corpo dei figli crivellati, sprangati, massacrati. Lasciamo che il dolore rimanga chiuso nel cuore di chi ha sofferto e forse non c’è più. La sezione dell’ANPI a Telese, ed io ho un gran rispetto per i partigiani veri!, è, a mio avviso, un puro esercizio di rivalsa… (chi ha orecchie da intendere intenda) anche perché il Sud d’Italia fu solo lievemente sfiorato dalla guerra partigiana… Chiedo scusa se qualcuno dovesse sentirsi offeso, non è nelle mie intenzioni.

e.e.

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