L’araucaria, l’albero dei dinosauri

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Emidio Civitillo. È un albero che consente anche una forma di gemellaggio tra l’alto Sannio beneventano e il Sud America e che mostra un ottimo adattamento alla nostra zona (il Matese), specialmente in montagna.  Le specie di Araucaria  sono una ventina. Sono piante sempreverdi originarie dell’America meridionale e dell’Australia. Più esattamente sono originarie di:

Molte “popolazioni” di araucaria sono ciò che resta di vaste foreste assai diffuse anticamente. Questi alberi colonnari, infatti,  sono fossili viventi, risalenti all’inizio dell’era Mesozoica.   Reperti fossili  dimostrano che il genere Araucaria  esisteva anche in precedenza nell’emisfero settentrionale, fino alla fine del periodo Cretaceo.

Le specie di Araucaria  più numerose si trovano nell’isola di Nuova Caledonia, a causa del lungo isolamento su quell’isola e della stabilità climatica.

Tutte le specie di Araucaria sono molto antiche e sono stati trovati fossili che risalgono all’epoca dei dinosauri.

La distribuzione globale di vaste foreste di Araucaria durante il Giurassico rende probabile che esse siano state la principale fonte di cibo e di energia per dinosauri sauropodi adulti. E si ritiene che il lungo collo dei dinosauri sauropodi  si sia sviluppato proprio per consentire a questi animali di cibarsi del fogliame degli alberi di Araucaria, tipicamente molto alti.

Le specie di Araucaria  sono quasi sempre  dei “Giganti della natura” per le dimensioni che raggiungono. Anche in zone con vento forte e frequente hanno tronchi diritti, verticali e rami simmetrici.

Queste piante formano un genere che appartiene alla famiglia delle Araucariaceae, che è di recente costituzione, in quanto esso era prima inglobato nella famiglia delle Pinaceae.

I semi di molte specie sono commestibili e ricordano i nostri pinoli, ma sono di dimensioni molto più grandi.

In Argentina l’Araucaria araucana si trova nelle foreste della Cordigliera di Neuquén, dove cresce in formazioni pure o accompagnata principalmente da “Lenga” o “Coihue”, tra i 900 ei 1.900 metri.

L’Araucaria araucana è una pianta dioica, vale a dire che ci sono piante che portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili.

I coni femminili sono tondeggianti, isolati e posti nella parte terminale dei rami.

I coni maschili sono riuniti a gruppi e anch’essi sono posti al culmine dei rami.

I coni sono spinosi e quindi non vengono mangiati dagli animali (se si fa eccezione per le capre).

I frutti sono coni globosi, eretti, prodotti da esemplari che mediamente non hanno meno di 30 anni. Sono molto grandi, quasi come un pallone ed ognuno contiene fino a 200 semi, che vengono dispersi solo quando (in autunno) i coni, giunti a maturazione, si sfasciano. Ciò può accadere sull’albero o, più frequentemente, quando cadono sul terreno, e sono tanto pesanti che possono spezzare anche il ramo che li porta.

Per questo per le alberature stradali, nei Paesi di origine, dove le piante crescono maestose, si coltiva solo l’Araucaria araucana maschio, in quanto i coni sono di dimensioni decisamente più piccole e meno pericolosi per le persone.

I semi, commestibili. non vengono prodotti tutti gli anni, ma ad intervalli di 3-4 anni.

L’Araucaria araucana, originaria del Sud America, è stata introdotta intorno al 1850 in Europa, dove si è diffusa largamente come pianta ornamentale in giardini e parchi.

PORTAMENTO

Nelle zone d’origine l’Araucaria araucana raggiunge i 30-50 m di altezza, con tronchi fino a 2,2 m di diametro, anche se la media è di circa 25 m di altezza, con tronchi di 1 m di diametro.

In Italia può arrivare al massimo ai 15-20 m; comunque si tratta di un’altezza tutt’altro che trascurabile.

Benché questi alberi abbiano crescita molto lenta, il loro fusto è possente, eretto.

Le ramificazioni sono orizzontali, abbastanza ramificate; il fogliame è di colore verde scuro, rigido e spesso, appuntito e ricorda delle squame triangolari. La chioma è piramidale e tende ad allungarsi con il passare degli anni.

Questa pianta non teme il vento. Si ancora molto bene al terreno e il suo tronco è molto resistente, per cui cresce sempre con tronco perfettamente verticale e suoi rami non vengono mai danneggiati dal forte vento o dalle abbondanti nevicate.

L’Araucaria araucana nei luoghi d’origine, in alcune zone, è in via d’estinzione, per cui è protetta dalle convenzioni internazionali e in Europa possono circolare soltanto esemplari provenienti da coltivazione, e non prelevati in natura nelle zone di origine.

L’Araucaria araucana è soprannominata “Puzzle della scimmia” perché una leggenda vuole che nel 1850 un signore inglese, mentre faceva ammirare a degli amici un esemplare giovane di questa pianta di sua proprietà, uno di essi disse che “sarebbe stato difficile anche per una scimmia arrampicarsi”, vedendola così articolata e con le foglie spinose e pungenti.

ESPOSIZIONE

L’Araucaria araucana è una pianta sempreverde, che non teme il freddo. In zone con estati molto calde si consiglia di porre la pianta in luogo semiombreggiato.

Prima di mettere a dimora un’araucaria è bene considerare quali siano le dimensioni finali di questo albero, che può divenire molto voluminoso, ed è  quindi adatto come esemplare singolo.

ANNAFFIATURE

In genere queste piante possono sopportare periodi di siccità anche prolungati, senza alcun problema; le giovani piante appena messe a dimora vanno però  annaffiate durante la stagione calda, attendendo che il terreno sia ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra.

TERRENO

Queste piante si sviluppano nella comune terra da giardino, preferendo il terreno profondo e soffice, molto ben drenato.

Per individuare più  facilmente il terreno adatto alla pianta, che è fortemente calcifuga, occorre considerare se il terreno è favorevole allo sviluppo di almeno una di queste tre piante: noce,  ciliegio o castagno.

Essendo calcifuga, occorre evitare con cura di piantarla in terreno argilloso, perché in tale terreno si trova in difficoltà ed ha vita breve.

MOLTIPLICAZIONE

Avviene per seme, in primavera, oppure per talea; queste piante si sviluppano con grande lentezza, quindi i giovani esemplari impiegano molti anni per raggiungere una taglia adatta ad essere posti a dimora in giardino.

PARASSITI E MALATTIE

Difficilmente queste piante vengono attaccate massicciamente da parassiti o da malattie, anche se talvolta possono venire colpite dagli afidi e dalla cocciniglia; in genere piante sofferenti possono accusare i sintomi di eccessive annaffiature o di periodi di siccità molto prolungati.

Nelle nostre zone la pianta può essere attaccata dalla peronospora (una malattia molto nota ai viticoltori) e, in tal caso, muore in pochi giorni, divenendo di colore marrone o color ruggine.

Per proteggerla, si usa irrorarla con solfato di rame (come fanno i viticoltori nella coltivazione della vite) o con altri prodotti a base di rame.

In montagna, dove la temperatura media è sensibilmente più bassa che in collina o in pianura, la pianta mostra di non aver bisogno di trattamento protettivo e cresce senza problemi. Ciò è dimostrato dal buon andamento, da parecchi anni, di diverse piante di Araucaria araucana  nell’area di Bocca della Selva, sul massiccio montagnoso del Matese.

PERCHÉ QUESTA PIANTA SUI MONTI DEL MATESE?

L’Araucaria araucana è presente nell’area del Parco Regionale del Matese da molti anni; e si tratta di una presenza sicuramente non pianificata. La pianta, infatti, essendo molto ornamentale, è stata introdotta dai privati che l’hanno acquistata in vivaio pagandola anche parecchio, dato il costo piuttosto rilevante che essa ha per ogni centimetro in altezza.

Da quando, però, vennero trasmessi per televisione i filmati sui dinosauri, ambientati nelle foreste di “Araucaria araucana” del Sud America, cominciò a nascere l’idea di una sorta di gemellaggio tra quell’ambiente sudamericano e il Parco Regionale del Matese, in cui (a Pietraroja), verso la fine del decennio 1970 – 1980, venne rinvenuto il celeberrimo “Scipionyx samniticus”, meglio noto come “Ciro”, fossile di dinosauro famoso in tutto il mondo.

Fu allora che la pianta nella zona del Parco divenne oggetto di attenzione ancora più  grande da parte di appassionati.

Molte piante di “Araucaria araucana” già messe a dimora vennero “osservate” e “seguite” per capirne meglio l’adattamento ai luoghi, soprattutto in termini di natura del terreno, di esposizione  e di altitudine e, quindi, di temperatura media del luogo nel corso dell’anno.

Era già noto che la pianta fosse “calcifuga”, ma ciò ha trovato una rigorosa conferma: predilige infatti il tipo di terreno in cui prospera il noce o il castagno, mentre in terreno argilloso muore.

A quote elevate, e quindi a temperature medie piuttosto basse, la pianta si trova meglio. Alcune piante restano sepolte o semisepolte per mesi sotto metri di neve, ma ciò non costituisce affatto un problema. Anzi c’è chi dice che il freddo intenso contribuisca a proteggere la pianta da parassiti o malattie.

Molte “popolazioni” di Araucaria sono ciò che resta di vaste foreste assai diffuse in epoche remote. Questi alberi colonnari, infatti, sono fossili viventi, risalenti all’inizio dell’Era Mesozoica (che iniziò 248 milioni di anni fa, e durò fino a  65 milioni di anni fa).

Reperti fossili dimostrano che il genere Araucaria esisteva anche in precedenza nell’emisfero settentrionale.

La distribuzione globale di vaste foreste di Araucaria durante il Periodo Giurassico dell’Era Mesozoica (Periodo che va da 200 milioni di anni fa a 145 milioni di anni fa) rende probabile che esse siano state la principale fonte di cibo e di energia per dinosauri sauropodi adulti. E si ritiene che il lungo collo di questi dinosauri si sia sviluppato proprio per consentire a tali animali di cibarsi del fogliame degli alberi di Araucaria, tipicamente molto alti.

Un gran numero di tronchi di albero di Araucaria mirabilis si trovano ancora in piedi nella Foresta Pietrificata di Cerro Cuadrado, in Patagonia (Sud America).

Alcuni tronchi arrivano a misurare 3 metri e mezzo di diametro e sono stati alti almeno 100 metri quando gli alberi erano vivi.

LE PRINCIPALI SPECIE DI ARAUCARIA

Come precisato all’inizio di questa pubblicazione (“post”), le specie di Araucaria sono una ventina.

13 specie sono endemiche della Nuova Caledonia (ad Est della costa australiana). Altre specie si trovano allo stato spontaneo nell’isola di Norfolk (tra l’Australia, la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia), in Nuova Guinea (a Nord dell’Australia), in Argentina, in Cile e nel Brasile meridionale.

Le specie di Araucaria sono in prevalenza grandi alberi con fusto massiccio ed eretto; raggiungono un’altezza che varia tra i 30 e gli 80 metri.

Le Araucarie sono molto apprezzate sia per la loro bellezza e la loro imponenza, sia perché alcune specie sono molto importanti per la produzione di legname e per i semi commestibili, simili ai nostri pinoli, ma molto più grandi.

I grandi semi dell’Araucaria bildwillii, ordiginaria dell’Australia, sono anche consumati come cibo tra gli aborigeni australiani.

Mentre tra gli abitanti Amerindi originari del Cile centrale e meridionale e del Sud-Ovest dell’Argentina vi sono consumatori di semi di Araucaria araucana. Si tratta del cosiddetto popolo Mapuche.  Esso considera sacro l’albero, che in dialetto locale viene chiamato “Pehuen”. Per questo il popolo Mapuche viene chiamato anche “popolo del Pehuen”.

Oltre alla specie che ho già trattato piuttosto diffusamente: l’Araucaria araucana, originaria del Cile centrale e dell’Argentina occidentale, le altre specie che di solito vengono elencate sono:

1Araucaria angustifolia originaria diSud-est del Brasile, nord Argentina.
2Araucaria Bernieri originaria diNuova Caledonia
3Araucaria bidwillii originaria diAustralia orientale
4Araucaria biramulataoriginaria diNuova Caledonia
5Araucaria columnarisoriginaria diNuova Caledonia
6Araucaria cunninghamii originaria diAustralia orientale,  Nuova Guinea.
7Araucaria heterophylla originaria diNorfolk Island
8Araucaria humboldtensis originaria diNuova Caledonia
9Araucaria hunsteinii originaria diNuova Guinea
10Araucaria laubenfelsii originaria diNuova Caledonia
11Araucaria luxurians originaria diNuova Caledonia
12Araucaria montanaoriginaria diNuova Caledonia
13Araucaria muellerioriginaria diNuova Caledonia
14Araucaria nemorosaoriginaria diNuova Caledonia
15Araucaria ruleioriginaria diNuova Caledonia
16Araucaria schmidii originaria diNuova Caledonia
17Araucaria scopulorum originaria diNuova Caledonia
18Araucaria subulata originaria diNuova Caledonia
19Wollemia nobilisoriginaria diAustralia (Nuovo Galles del Sud)

Per quanto riguarda quest’ultima, la Wollemia nobilis, si tratta di un genere di recentissima introduzione nella famiglia delle Araucariaceae.

La Wollemia nobilis fu scoperta nel 1994 in una zona remota del Wollemi National Park (da cui il nome), nel Nuovo Galles del Sud, a 150 km a nord di Sydney, in AUSTRALIA.

All’inizio si pensò che si trattasse di una specie di pino e la notizia venne riportata in grande evidenza sul “CORRIERE DELLA SERA” con un articolo di Massimo Spampani del 14 dicembre 2003, dal titolo ”L’albero dei dinosauri cresce in Australia”.

Però, successivamente, studi comparativi con le Araucarie l’hanno fatta classificare all’interno della famiglia delle Araucariaceae.  La Wollemia nobilis, sicuramente molto antica, è oggetto di riproduzione e diffusione perché è una pianta rara. Viene acquistata piuttosto facilmente in quanto è ornamentale.

Marzo 2012   Emidio Civitillo  Blog con tutte le foto

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