Sexygate all’ombra della reggia di Caserta

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Giuseppe Sangiovanni (Con la collaborazione di Maria Bartolo). Una storia di passione, sesso, tradimenti, bugie e pruriti di provincia . Roba da far impallidire il mitico Tinto Brass, maestro dell’erotismo boccaccesco italiano. Una love story insolita, ricca di colpi di scena ! Lei, filiforme, apparato tricologico da vamp, gentile, delicata, apparentemente bigotta; lui, un uomo dai sani principi morali e l’altro, originario del caiatino, un uomo in vista, prossimo al pannolone. Un “mènage a trois”(sentimentale), diventato tale per amore della moglie e per salvare il matrimonio. Unione da salvare a tutti i costi. E’ il sexygate caiatino, che non fa tremare le borse(come per il caso Lewinsky) – ma che ha cancellato pace e serenità in una famiglia della provincia di Caserta. Con ragionevole certezza professionale racconteremo la verità( il più bravo cronista al mondo difficilmente farebbe meglio, questione di residenza ed… altro!), per rispetto ai lettori, perché questa è una storia seria e non un fumetto porno per teenager foruncolosi, come cercavano di presentarlo all’epoca i fattorini di Clinton, per ora non c’è alcun segreto istruttorio. Lui, lei e l’altro, che improvvisamente entra nel cuore della donna che cerca di colmare un vuoto nel bollito matrimonio. Un amore ossessivo, quello della donna, fisico da velina, orfana di qualche diottria, che senza freni si abbandona all’attempato amante, esponendosi, proponendosi e mascherando poco la contrastata love story. Ha voglia di scappare(come una sedicenne) per buttarsi anima e corpo tra le braccia del nuovo amore. Una tormentata relazione extraconiugale, candidamente confessata dalla fedigrafa al marito, che ha facilmente scoperto il tradimento della consorte, al rientro da un incontro clandestino, beccata con i corpi del “reato” addosso(autoreggenti, tacchi a spillo , etc.), quindi, costretta a spifferare tutto: Nome e cognome dell’amante e luogo del rovente incontro. Monica Lewinsky(quella del celebre sexigate nella stanza ovale della Casa Bianca) di fronte ai giurati americani disse: “Ho avuto una relazione con lui, con Clinton, durata 18 mesi. Lo abbiamo fatto 12 volte, sempre in un certo modo però, in un modo particolare, che lui mi chiedeva perché nella sua testa non lo considera sesso, perché lui diceva che in quel modo avrebbe potuto negare di avere avuto una relazione sessuale con me”. La Lewinsky “caiatina”, dopo essere stata sgamata per l’ennesima volta in tre mesi(e tantissimi incontri con l’amante) messa alle corde in una drammatica notte , avrebbe detto al tarantolato marito: Basta! Finiscila! Si, confesso tutto, ci siamo incontrati tantissime volte, ma stai tranquillo, quello è completamente impotente! Confessione di comodo. Ma la gente del posto, concordando con il chiacchierato amante, si chiede: Se aveva testato davvero l’impotenza dell’amante, perché l’ha cercato, desiderato e incontrato per oltre tre mesi, dozzine e dozzine di volte? “I nostri incontri sono stati semplicemente “sensuali, ti prometto che non lo sentirò più e non lo vedrò più”- le “rassicuranti” parole della donna, che avrebbero momentaneamente rasserenato il marito, che per difendere l’onore e l’apparenza, si sarebbe attribuito false relazioni.

Ma le telefonate e gli incontri tra i due piccioncini sarebbero continuate/i a tutte le ore del giorno e della notte e in ogni luogo. Overdose di emozioni per entrambi: per l’anziano amante gioia, stress, batticuore, tachicardia e cuore a mille, con la paura incombente di rimanere sul campo di battaglia, specialmente in una memorabile e rischiosa “partita”, giocata in “trasferta”, tra le mura dell’avversario, con i congiunti a due passi. Una storia sballottata fra lo squallore piccolo borghese. Ben presto a prendere il sopravvento tra le mura di casa della scoppiata coppia: l’odio, il dolore, il disprezzo, scambio di accuse al vetriolo; si tira avanti tra quotidiani litigi, zuffe, spintoni, schiaffi, occhi pesti per lei, per lui sguardi allampanati, per le veglie notturne e un tarlo nella testa, e l’ossessione: ma è davvero impotente quell’uomo che mi ha fatto perdere, sonno e tranquillità? All’uomo rimane l’atroce dubbio nelle agitate notti in bianco. Senza chiudere occhio. La donna, ha fatto tabula rasa, ha rovinato la vita del marito, adesso sta rovinando la sua. Appena sola piange. La donna si aspettava la cacciata di casa per correre dal suo dolce amore. Niente di tutto questo. Scoperta decine di volte, il marito fortemente attapirato, commoventemente l’ha perdonata, tenendola in casa. Cerca di riconquistarla, si avvicina a lei nel letto, l’accarezza, poi lo spettro delle mani del vecchio sul corpo della giovane moglie, chiude gli occhi, la rabbia sale e sferra un pugno sulla gamba della consorte, che si abbandona ad un pianto a dirotto, chiedendo scusa per i continui tradimenti con l’anziano amante, un uomo libero, che non ha perso nulla. Era ed è single. Altro che impotente! Diversi i “cantieri” aperti in case di dame coniugate e non. “Ma io non sono geloso dei mariti”- tiene a precisare sorridendo l’etichettato impotente. Fisico da fantino, quasi sessant’anni, contro le 39 primavere della donna, perdutamente innamorata di lui! Una farfallina incantata e che ha sedotto l’uomo. Bruciando tutto! Ma che nella caduta ha scritto un’altra pagina di un libro antico e triste come la storia umana: il romanzo della piccola donna, sognatrice, ingenua, insoddisfatta, con una funzione sociale modesta e precaria: donna che fa vacillare l’uomo ideale sempre sognato, dolce, ammirato e con una professione affascinante. Passione che ha lasciato impronte ovunque, come per la macchia fatale a Clinton! Click ed accessori di abbigliamento, incubo ricorrente! Croce per l’uno, delizia per l’altro. Passione diventata una fogna che raccoglie liquami, quei veleni, quelle vergogne vomitate impropriamente. Il silenzio avrebbe giovato alla fedifraga. Il marito, arrabbiatissimo avrebbe cercato di comprare il silenzio dell’amante della moglie sulla loro relazione, di contro avrebbe messo in giro la voce della persa virilità dell’uomo. Il tutto testato dalla moglie? Una clamorosa e bizzarra autodenuncia-conferma dell’avvenuto adulterio. In esclusiva, Di Tutto ha raccolto immagini e dichiarazioni dell’amante della donna. “Una storia tormentata la nostra-spiega S.M.G., ricca di retroscena e particolari clamorosi, come il menage a trois(sentimentale), architettato con vigoria dalla signora. Sono stato sedotto da questa giovane donna, che pur di vedermi ha fatto i salti mortali. Aveva perso la testa per me.

Voleva scappare con me al Nord( ultimissima richiesta il giorno 14 febbraio, in occasione della festa di San Valentino). Voleva venire a vivere con me, ma il consorte non l’ha mollata. Lui teneva e tiene molto alla famiglia. E’ un brav’uomo, onesto lavoratore, impegnato nel sociale. Lei, in un momento particolare, durante un furibondo litigio, con il marito indiavolato, ha tirato fuori dal cilindro la storia della mia totale impotenza sessuale. Chiedo alla signora: “Se ero impotente, perché mi ha incontrato tutte quelle volte e per oltre tre mesi? Al secondo incontro avrebbe dovuto mollarmi. Perché tenersi un amante impotente? Appare chiaro il motivo della mia virilità messa in dubbio, per alleviare l’amara sofferenza del marito. E rincarando la dose sbotta dicendo: “Consiglio alla signora l’eliminazione di composti volatili solforati, batteri presenti nei cavi che “inibiscono” il partner, e che incidono notevolmente sulla libido”. Una metafora al cianuro indirizzata alla donna, attrice protagonista di una telenovela ricca di colpi di scena, destinata a continuare. Un ultimo particolare- riferisce l’uomo: Una storia vissuta tra ansia e paura. Ogni volta che incontravo lei, per ovvi motivi, temendo il pericolo del marito, lasciavo sul desktop del computer, l’ora e il luogo dell’incontro con lei”. Una storia per certi versi inquietante, che ha segnato tutti. Lei, lui e l’altro. Una storia che ha scombussolato le loro vite. La fedifraga adesso, resterà chiusa nella sua casa dentro la “Casa del Watergate”, dalla quale esce soltanto al mattino, il cappello da baseball in testa e gli occhiali scuri, per non farsi riconoscere, per non farsi dare della donnaccia, della stolta, dai paesani. Il villaggio dei mariti che inghiottono i rospi per convenienza e apparenza, diventa sempre più popolato, dei figli che non vogliono divorzi di genitori, il villaggio di noi farisei non vuole essere scosso dalla ipocrisia perbenista della comunità. La condotta morale della Lewinsky italiana non piace a nessuno nella comunità. Probabilmente neppure a sé stessa.

A Caiazzo, minuscolo comune in provincia di Caserta, intanto impazza il totocoppia. Non dovrebbe essere difficile scoprire l’anziano amante, fattosi immortalare con coraggio e forse pure “incoscienza”. Intanto un giornalista forse troppo lungimirante e fantasioso, ha raccolto le confidenze intime dell’amante della donna, intenzionato a pubblicare un libro, un romanzo erotico sulla piccante love story. Non è finita, ha già approntato una bozza di scenografia per un film sul peccato erotico di provincia, spedita in questi giorni a Tinto Brass. Chissà che il libro non diventi pure un best seller, partorito questa volta fra le manie, i vizi, le turbolenze della provincia casertana, ipocrita e trasgressiva. E il maestro Brass, chissà che lo traduca veramente in film. Un remake del precedente “Fermo posta” del Tinto nazionale. Qualche buontempone pensa che la vicenda potrebbe finire con una Pax finale. Per vivere tutti insieme felici e contenti. Chi vivrà, vedrà!

 

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