Soli nella neve

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Maria Silvestri (Circolo Pd San Lorenzello)  L’emergenza neve ha colpito tutta l’Italia e ovunque i disagi sono stati notevoli a causa della straordinaria precipitazione nevosa ma anche a causa della scarsa messa a disposizione di mezzi di soccorso (dovuta ai tagli e alla precarizzazione dei lavoratori).

Ci siamo recati nelle zone più colpite dall’emergenza neve del nostro circondario e lo scenario è stato drammatico.

Se le strade di collegamento provinciali tutto sommato risultavano praticabili, grazie al passaggio dei mezzi meccanici sgombraneve, la situazione all’interno dei centri abitati era gestita dal solo volontariato.

Vedere donne e uomini lavorare con mezzi propri di fortuna (chi col trattore chi solo armato di pala), inorgoglisce e ci rende fieri della grande partecipazione e sentimento di appartenenza ma, nello stesso tempo, ci chiediamo come mai uno stato di emergenza deve essere gestito in maniera spontanea senza un’ organizzazione.

La rabbia viene se si pensa che l’emergenza poteva essere gestita in maniera professionale dagli operai idraulico-forestali della comunità montana del Titerno – Alto Tammaro (attualmente in cassa integrazione) i quali avevano le competenze e anche mezzi costosissimi ed efficaci (Macchina Multifunzionale: spalaneve e spargisale e automezzi a doppia trazione per esigenze particolari).

Centinaia di famiglie (riguardanti gli operai OTI e OTD) da ottobre, in un momento difficile di crisi, sono costrette a vivere senza un futuro e con promesse (mai mantenute fino ad ora) fatte della maggioranza che detiene il consiglio generale della Comunità Montana Titerno – Alto Tammaro e dalla Regione Campania.

Questi operai sono sempre pronti, anche senza conoscere il loro futuro, a dare un contributo per la loro realtà. Noi ci chiediamo se sia giusto tagliare i fondi per la difesa del territorio montano quando la sicurezza di un territorio, idrogeologicamente a rischio, necessita di continue opere di manutenzione che solo una manovalanza specializzata può assicurare.

Ci chiediamo come mai gli operai in questa emergenza sono stati costretti a restare a casa?   Perchè gli operai della comunità montana appartenenti alle legge 730 (in materia di Protezione civile) non sono stati visti sul posto?  Auspichiamo che il Presidente Caldoro ripensi alle scelte finanziarie della Regione. Con la stessa preoccupazione ci preme sottolineare la situazione dei precari dell’Anas (lavoratori che hanno garantito la costante percorribilità in sicurezza della rete viaria, indispensabili su tutto il territorio nazionale soprattutto nei momenti di emergenza come questo).

Siamo convinti che la manutenzione sia l’unica arma efficace per prevenire disastri per cui ci sentiamo solidali con i lavoratori che si occupano materialmente della difesa del territorio e con gli operai che ci hanno garantito la sicurezza delle strade . Attendiamo delle risposte e speriamo che in una situazione del genere qualcuno abbia più senso civico e si adoperi per trovare una soluzione necessaria non solo per garantire reddito negli anni a venire alle famiglie dei lavoratori in cassa integrazione o precari, ma anche per garantire la sicurezza del territorio.

Circolo Pd San Lorenzello

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