La spasmodica necessità dei politici di rendersi visibili

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Emilio Tazza. Ho letto l’intervento di Vincenzo Fuschini che solleva un problema sui riscaldamenti lasciati accesi nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore Telesi@ chiuso con ordinanza del Sindaco per l’allerta neve. Trovo ammirevole l’impegno di chi segnala l’ipotetico spreco di risorse pubbliche ma, in questo caso, Fuschini che è consigliere comunale di Telese Terme, si è lasciato condizionare incautamente dal suo ruolo politico. Mi ha sorpreso, in verità, la forma espositiva della lettera laddove, con granitica certezza, si afferma che il “gas consumato serve a riscaldare un edificio vuoto” dando per scontato che “si è dimenticato di riprogrammare l’accensione dei riscaldamenti” con consiglio finale perentorio al Sindaco “di ricordare ai capi d’istituto di spegnere le caldaie e le luci!!!” (con ben tre punti esclamativi!!!). A corredo, foto con cerchietto sul fumo che fuoriesce dalla caldaia. Comprendo (ma non condivido) la spasmodica necessità dei politici di rendersi visibili anche a costo di palesi strumentalizzazioni; tuttavia, il tentativo di mettere in cattiva luce l’operato dei “capi d’Istituto” ha ottenuto, questa volta, l’effetto diametralmente opposto che voglio sottolineare con piacere.

La risposta (non dovuta) data dalla Dirigente, dott.ssa Domenica Di Sorbo, spiega che i termosifoni erano stati lasciati in funzione al minimo, per poche ore, con il solo scopo di evitare il congelamento dell’acqua nelle tubature. Come si fa con le utenze domestiche. Nessuna “dimenticanza”, quindi, ma esemplare e vigile prevenzione di possibili danni all’impianto di riscaldamento. Il candore della sintetica risposta smonta le critiche ingenerose mosse imprudentemente nei confronti di un capo d’Istituto che, in un momento particolare di crisi della cultura della scuola, sta dimostrando di saper lavorare con capacità e competenze non comuni. La gestione dell’Istituto Superiore Telesi@ è considerata ormai un modello positivo da imitare per la qualità dell’offerta formativa, per la capacità di lanciare sfide coraggiose, per il concreto coinvolgimento degli organi collegiali. Una simile opportunità, particolarmente sul nostro territorio, non ha bisogno di inutili ingerenze politiche ma va rispettata e valorizzata con interventi indirizzati verso la qualità dell’istruzione, unica cosa che conta e della quale pochi s’interessano.

Emilio Tazza  Componente del Consiglio d’Istituto

5 Commenti

  1. Carissimo sig.Emilio Tazza, è vero che il sig. Fuschini si è lasciato prendere dal suo ruolo di consigliere comunale.. però è pur vero che mentre lunedì mattina i termosifoni (senza i ragazzi) erano accesi, ieri mattina in via caio ponzio telesino (quando c’erano i ragazzi ) i termosifoni erano spenti!!! Ho sentito dire da qualche alunno che sono dovuti stare col giubbino (è vero che i ragazzi esagerano sempre) però ogni tanto forse hanno ragione.. Buona giornata

    • Gentile Sig. Simone, grazie di aver segnalato un problema di cui non ero a conoscenza. Ho due figli che frequentano l’Istituto di Via Caio Ponzio Telesino e non mi avevano detto nulla dell’incoveniente. Mi sono informato ed ho saputo che, mercoledì mattina, i termosifoni erano effettivamente spenti in sei classi (su trentadue) perché una delle quattro caldaie, per il suo stato d’avanzata vetustà, era andata fuori uso a causa del gelo. La tempestiva richiesta d’intervento tecnico ha reso possibile una riparazione che, per la sua complessità, ha consentito la ripresa del funzionamento nelle prime ore del pomeriggio. Cordiali saluti. Emilio Tazza

  2. Noto con piacere che la questione “termosifoni” è un classico che non tramonta mai.Quando ero un’alunna del liceo scientifico, negli anni ’80, era quasi l’unica possibilità per scioperare, speravamo tutti che per qualche arcano e imprevedibile accidenti, andando a scuola trovassimo i termosifoni guasti e avere così una bella scusa per non entrare e far disperare l’amato prof. Daddona. Oggi i nostri figli sono più maturi di quello che si vuol far credere, e mentre si riuniscono e si confrontano su temi ben più importanti, lasciano ai politici le schermaglie sul funzionamento di caldaie e termosifoni. Come mamma di un alunno del Liceo scientifico ad indirizzo tecnologico, non posso che condividere le motivazioni del Dott. Tazza. La mia sensazione è quella di una scuola moderna, attenta, che pur tra le mille difficoltà del momento, si sforza di fare un lavoro serio e soprattutto partecipato con i ragazzi. Che si voglia a tutti i costi, da parte della classe politica, strumentalizzare per portare acqua al proprio mulino, è solo una triste conferma. Non si ha il buon senso di valutare, cercare una soluzione, collaborare, prima di dare in pasto notizie all’opinione pubblica. Ma questo vale per tutti.
    Cordialmente
    Betty Colella

    • Gentile Sig.ra Colella, il Suo intervento mi riporta indietro negli anni ’70 quando anch’io frequentavo il Liceo Scientifico dove ho avuto la fortuna di avere come insegnante il compianto prof. D’Addona. Riscontro con piacere la condivisa opinione di una scuola moderna in cui l’insieme di genitori, insegnanti e studenti possa essere il vero portatore d’interessi in educazione. Gli sforzi che, tra mille difficoltà, l’Istituto Superiore Telesia sta facendo per il raggiungimento di standard educativi di qualità meritano pieno sostegno e non possono essere inficiati da strumentalizzazioni politiche. Mi rincuora sapere che ci siano genitori come Lei che la pensano allo stesso modo. Grazie. Cordiali saluti. Emilio Tazza.

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