Eternit, sentenza storica: con il Fotovoltaico dove stiamo andando?

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Daniela Santagata. Ieri, 13 feb 2012, c.m., i giudici di Torino hanno condannato i due ex vertici della multinazionale dell’amianto, ossia il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny ed il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, a 16 anni di carcere, per la morte e la malattia di migliaia di persone, dovute all’esposizione all’amianto stesso.

La suddetta sentenza è stata definita storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici, ed i giudici di Torino, oltre alle citate condanne, hanno stabilito il risarcimento che segue in elenco:

  • • 30.000,00 euro, per ogni familiare delle vittime;
  • • 15.000,00 euro, per l’inail;
  • • 100.000,00 euro, per ogni sigla sindacale costituitasi parte civile;
  • • 100.000,00 euro per l’associazione familiari delle vittime;
  • • 4 milioni , per il Comune di Cavagnolo (Torino);
  • • 25 milioni, per il Comune di Casale Monferrato (Alessandria).

L’eternit e quindi l’amianto, in generale, è disseminato su tutto il nostro territorio nazionale, nelle forme più disparate, come ad esempio canne fumarie, serbatoi d’acqua, pannelli per tamponamenti, manti di copertura per capannoni e molto altro ancora. L’eternit, cosa ancora più grave, continua ancora ad essere prodotto in molti altri paesi del mondo, come ad esempio l’Ucraina, la Cina, la Russia, l’Egitto, la Thailandia, il Brasile e l’India.

Ma, a questo punto, occorre fare una breve riflessione in analogia all’eternit, poichè, così come l’Amianto, in passato, ebbe una rapida e capillare diffusione, così il Fotovoltaico, oggi, sta riscuotendo sempre più interesse e grande diffusione. Il Fotovoltaico Organico, a differenza del fotovoltaico tradizionale, può essere un’ottima soluzione sia per l’efficienza, sia per l’economicità e soprattutto per il successivo e finale smaltimento del suddetto materiale. Il fotovoltaico, in generale, non può e non deve diventare come il problema eternit, una volta terminato il proprio utilizzo!!! E’ fondamentale, quindi, fin dall’inizio dell’utilizzo di questi materiali innovativi, pensare al futuro smaltimento degli stessi.

Gli utenti, privati e commerciali, non possono e non devono essere abbandonati al momento dello smaltimento dei suddetti materiali speciali, poichè, realizzando il necessario ed obbligatorio smaltimento, effettuano un immenso beneficio, sia per l’ambiente interessato dai materiali contaminanti e sia per gli abitanti residenti nelle più prossime vicinanze ed, infine, per la natura tutta, per il bene della futura umanità.

Lo smaltimento dei rifiuti speciali, richiede procedure lunghe e costose, ma al momento dell’immanente necessità di effettuare questo stesso, saranno solamente ed obbligatoriamente i diretti interessati e proprietari, sia privati che commerciali, a doverlo mettere in atto, nelle modalità prescritte, secondo le leggi previste.

E’ essenziale, dunque, imparare e ricordare sempre da quanto è accaduto e sta accadendo con l’eternit, e non abbandonare nel prossimo futuro, nella totale solitudine e nel totale smarrimento, gli attuali e futuri Fruitori ed Acquirenti, dell’Attuale Fotovoltaico, per l’individuazione delle Ditte Specializzate e dei Tecnici più Idonei, per la risoluzione più felice, del proprio problema, relativo allo smaltimento dei rifiuti speciali del futuro, che non è così tanto remoto, avendo i fruitori ed i proprietari stessi già contribuito, con l’installazione dei suddetti impianti, al fondamentale ed essenziale risparmio energetico, per il bene dell’uomo e della nostra terra.

Architetto Daniela Santagata

 

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