A proposito di ‘presunti sprechi’ e responsabilità

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Maria Pia Cutillo. Leggendo gli interventi sulla questione del riscaldamento acceso a scuole chiuse, si ha l’impressione che ci si sia spostati troppo dal tema principale, forse perso tra le infinite sfumature della semantica. Mi sembra che sia centrale, invece, e ancora da affrontare, il tema principale del risparmio energetico e quello, non certo secondario, dell’insindacabilità dei dirigenti scolastici affermata dalla, sicuramente preparatissima, dirigente dell’istituto.

La segnalazione di uno spreco da parte di un cittadino, a maggior ragione dovuta in quanto consigliere comunale, in un periodo di consumi in forte crescita e di diminuzione dei rifornimenti di gas, con rischio di blackout , è stata vista come un attacco ad una scuola di eccellenza, chiamando a raccolta i tanti estimatori della dirigente,

La segnalazione ha addirittura provocato la dotta replica del vice sindaco, che, come sempre, ha colto la ghiotta occasione per declamare la propria autocelebrazione.  E, ancora una volta, le sue scelte, “ sempre coerenti e morali “, sono contrapposte alle polemiche pretestuose di chi invece è stato sempre dalla parte dei cattivi.  Ovviamente, nessuno mi proteggerà dall’attacco di uno dei suoi “strali” semantici che, a compensazione di ciò che io definisco “inattività politica”, proliferano sui quotidiani provinciali, abbattendosi su chiunque abbia l’ardire di contraddire tanta illuminata coerenza e moralità.

Sul merito di uno spreco, però, non trova niente da dire nemmeno come amministratore, nonostante predichi spesso di sobrietà, uso sostenibile delle risorse, risparmio energetico e via di seguito. Certamente molte più parole avrebbe dedicato a questo importante argomento se ci fossimo trovati in piena celebrazione di uno di quegli eventi che da 3 anni organizza diligentemente.

Un amministratore, soprattutto se ama autocelebrarsi ambientalista e con una visione complessiva dei problemi mondiali di inquinamento e insostenibilità, non dovrebbe rinunciare a cambiare le cose a partire dalla sua piccola realtà.

Non può continuare a raccomandare la cura dell’ambiente e la necessità di cambiare stili di vita nelle occasioni ufficiali, utili alla costruzione della propria immagine, ed ignorare i tanti piccoli sprechi che sono frutto di un sistema che ci ha portato alle difficili condizioni economiche ed ambientali attuali.

E non credo che, scrivendo ciò, io possa essermi messa dalla parte del torto o della ragione, o, meglio, dalla parte di D’Occhio o di Aceto. O a favore o contro la dirigente del Telesi@. Il fatto è che, pur essendo d’accordo sulla interpretazione della segnalazione come evidente strumentalizzazione politica di un gruppo politico di opposizione, sono d’accordo anche sul fatto incontestabile che ci sia stato un atto di spreco giustificato poi con arroganza.

Credo che il successivo battibecco politico, nel merito del quale non mi interessa entrare, poteva trovare una più giusta collocazione in altre occasioni, magari quando gli stessi consiglieri dell’opposizione si sono lasciati andare su questioni puerili e prevedibili che ben avrebbero meritato le dovute bacchettate. In questo caso, la risposta suona fuori luogo, oltre che prestarsi a sostenere una certa arroganza.

Una scuola di eccellenza può agire in deroga a tutto, a quanto pare. La cosa importante è l’immagine, che non può essere rovinata da osservazioni tanto banali e piccine sull’uso di risorse che, per fortuna sono ancora pubbliche, grazie alla lotta politica di semplici cittadini, e che speriamo lo resteranno a lungo. Come cittadina trovo strano che una Dirigente affermi che, “per l’autonomia”, non deve rendere conto “ a nessuno “. Eppure le sue parole non hanno scandalizzato nessuno.

Anche l’ex sindaco D’Occhio usava la “macchina comunale” come se ne fosse stato il monarca assoluto, e, giustamente, tutti noi che abbiamo un’idea diversa del bene comune inorridivamo e ci appellavamo alla legalità ed alle leggi per contrastare un modo di intendere la politica come strumento per perseguire interessi personali a scapito del bene comune. Cosi come ci mobilitavamo contro riforme della scuola che miravano a distruggere quella comunità educante con misure che ne minavano alla base la democrazia, dando un potere spropositato ai dirigenti, e trasformando la scuola in un’azienda che deve attrarre visibilità e clienti, e che, a parer mio, forma poco gli studenti o, meglio, forma tanto bene gli studenti già privilegiati per condizioni economiche, familiari e sociali.

Sinceramente, mi meraviglia che nessuno si scandalizzi per parole così significative, neanche chi per storia politica contrastava certe scelte nel passato. A costo di essere ripetitiva, devo purtroppo scrivere che, a quanto pare, una cosa è fare opposizione, un’altra è governare! Almeno nel caso del nostro erudito amministratore.

Quello che non mi meraviglia affatto, però, è la ricostruzione che il vice sindaco dà di se stesso, ignorando tutti i punti oscuri delle vicende raccontate, la strumentalizzazione elettorale della vicenda polo scolastico, l’uso di conoscenze politiche per ottenere cose, come nella migliore tradizione della politica clientelare, la confusione tra realtà e promesse degli amici. Ancora mi meraviglia il candore della ricostruzione quando il vice sindaco si inorgoglisce della sua carriera immacolata.

Non è un po’ troppo, per chi è stato nominato Assessore provinciale senza essere stato eletto, grazie a certe frequentazioni e raccomandazioni, e che certo non ha brillato, nella sua veste istituzionale, per pratiche democratiche ed inclusive? Ero presente ad un incontro in Provincia, quando il presidente Cimitile non aveva ancora deciso a chi affidare l’assessorato all’ambiente. Noi comitati, con alcuni poliziotti della Digos, eravamo lì per parlare della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte e gli sottoponemmo i nostri dubbi sul signor Cocca, indicato come possibile assessore. Il presidente ci rispose che era ancora indeciso e che stava ricevendo anche tante pressioni da Sodano, che insisteva proprio per il nostro assessore cosi virtuoso. D’altra parte, i pochi voti ricevuti non sarebbero stati sufficienti a garantire un incarico, ma, si sa, le contrattazioni bilaterali, già in campagna elettorale, decidono sulla spartizione delle varie poltrone…

E la battuta sui soldi del polo scolastico che verranno dirottati ai corsi di formazione?  Non era proprio “ l’amico “ Gabriele colui che ha gestito per anni quei fondi, usandoli per costruirsi il proprio potere clientelare? Cosi come non credo lasci immacolati l’aver sostenuto, secondo la convenienza dettata dal clima politico , la famiglia Mastella, Vincenzo De Luca, una coalizione cosi eterogenea in provincia…

Insomma, a me sembra che come politico se la cavi piuttosto bene, senza bisogno di ostentare tanta puzza sotto il naso. Nient’altro che “sfumature” semantiche…

Non sono di Telese e non ho mai avuto frequentazioni politiche con coloro che adesso sono la minoranza nel Consiglio comunale di Telese, nè con l’ex sindaco. Non sono nemmeno mai stata amica di Nardone, sono sinceramente contraria alla giunta Caldoro, e non ho figli al liceo. Pertanto, parlo solo di uno spreco inutile di energia: lo “spreco” del liceo, che sicuramente è stato frutto di una dimenticanza o di una leggerezza, e che, come tale, poteva essere giustificata con serenità e maggiore modestia da un dirigente ( o chi per esso) che non deve per forza essere infallibile e lo “spreco” di una polemica abbastanza puerile in cui un politico decide di usare questo pretesto per rinfrescare un po’ del suo ormai scolorito curriculum…, con qualche autoesaltazione di troppo.

Senza sentirsi minimamente in dovere di rispondere da amministratore delle azioni messe in campo dalla sua amministrazione per la tutela del bene comune. La sobrietà non dovrebbe partire proprio dall’evitare gli sprechi inutili, di cui questa vicenda è solo un esempio tra tanti?

Umilmente…maria pia cutillo

1 commento

  1. ….Un amministratore,…. , non dovrebbe rinunciare a cambiare le cose a partire dalla sua piccola realtà.. Concetto che sposo in pieno. Come è triste vedere che, durante i giorni festivi infrasettimanali, i programmati riscaldamenti rimangono accesi perchè “nessuno” ha la responsabilità di premere un interruttore” ..è rischioso! e se succede qualche cosa?… come è vomitevole vedere riscaldamenti accesi e finestre aperte per il caldo, come è bello invece vedere un dirigente (è accaduto a Cerreto) che, appena uscita l’ordinanza di chiusura delle scuole dell’obbligo, ha ordinato all’addetto di spegnere l’orologio per l’accensione automatica.L’ingegnere si è preso gli oneri e gli onori che ogni carica comporta… altrimenti meglio cambiare mestiere. L’Italia ne guadagnerebbe.

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