Fa freddo anche se non si è in Siberia

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di Giuseppe Creta. (Consigliere comunale di minoranza) L’assessore alla Pubblica Istruzione e alla Cultura ha dimostrato capacità reattive immediate alla mia interrogazione sulla condizione dei riscaldamenti della scuola media. Tale prontezza non è stata la stessa nel rispondere alle domande dei genitori, giustamente preoccupati per i propri figli. E’ pure vero che non siamo in Siberia, che non c’è neve, ma ciò non significa che un freddo più mite possa essere sopportabile, per un mese, per i bambini della nostra comunità.

La verità è che non è l’autorità scolastica ad essere inefficiente, abilmente tirata in ballo dall’assessore. L’assessore sa bene che la ditta manutentrice del suo operato deve rispondere solo ed esclusivamente al Comune che le ha affidato il servizio, e solo su indirizzo e ordine dei Responsabili di tale Ente esegue i lavori previsti e non previsti dalla sottoscritta convenzione di manutenzione. L’eccesso di zelo, insito nel manutentore, lo spinge ad intervenire per momentanei black out degli impianti delle scuole anche su chiamata diretta della Dirigenza scolastica. Per mantenere la continua e piena efficienza degli impianti di riscaldamento, per esperienza vissuta, ma come del resto sa bene anche il “sensibile” e “solerte” assessore, non bastano i controlli annuali e i tempestivi interventi per momentanei black out, risolvibili in un baleno premendo un tastino o far risalire il livello di acqua nella caldaia, ma, a volte, serve dotare il manutentore degli strumenti occorrenti e necessari come pezzi di ricambi o nuove caldaie. I costosi pezzi di ricambi o nuove caldaie, sono a carico del Comune e da questi vanno preventivamente programmati in quanto il materiale di consumo non rientra tra i costi della manutenzione ordinaria prevista dalla convenzione citata dal “capace”assessore. I ritardi accumulati nel caso specifico non sono, dunque, né della Dirigenza e/o Professori della Scuola, né del manutentore, ma esclusivamente dell’assessore che, in tutt’altre faccende affaccendato, non ha dato i tempestivi indirizzi ai Responsabili del competente apparato di gestione del Comune, per cui non hanno potuto provvedere nei tempi dovuti ad acquistare i materiali di consumo e/o i ricambi necessari.

Al di là dei titoloni di giornali, i fatti parlano chiaro: il Comune, tramite il suo “profuso impegno”, ha messo in condizione il manutentore di riparare o sostituire, vox populi vox Dei, la caldaia mal funzionante solo il 12 gennaio 2012. Un acquisto e un lavoro che si sarebbe dovuto e potuto fare già prima dell’inizio dell’anno scolastico, evitando di tenere in aula alunni infreddoliti per oltre un mese.

A conferma, ecco il commento di una mamma coraggiosa all’articolo dell’assessore Emilio Bove “San Salvatore e la Siberia”, estratto dal sito “Notizie della Valle Telesina” dove l’articolo è riportato: “dottore mi dispiace contraddirla ma il problema ai termosifoni c’è stato. La classe IA cioè quella di mia figlia non era riscaldata da moltissimo tempo, tanto che non solo noi genitori ci siamo lamentati più volte facendolo presente agli insegnanti, ma anche gli insegnanti spesso si sono lamentati con gli allievi del freddo che c’era in classe. Quindi le posso assicurare che il guasto esisteva da molte settimane e che i bambini si lamentavano in continuazione. Il guasto, oggi ho saputo, è stato risolto, grazie! “ e di un papà agli articoli del consigliere Creta e dell’assessore Bove. Pierluigi Santillo scrive il 13 gennaio 2012: “Per la verità, il riscaldamento alle “medie” effettivamente non era in funzione, ed è stato riparato/avviato, almeno parzialmente, solo da un paio di giorni.

E per la verità, noi genitori, sollecitati dai nostri figli, ci stavamo effettivamente “agitando” per chiedere un intervento dell’amministrazione.

Certo, non c’erano temperature “siberiane”, ma il disagio c’è stato.”

In altri tempi i predecessori all’assessorato al ramo non aspettavano le proteste dei genitori (evitiamo il termine “rivolta” altrimenti si rischia di scomodare la Digos) e le interrogazioni dei consiglieri di minoranza, ponevano riparo agli inconvenienti segnalati con tempestività ed efficienza.

Alla luce dei fatti, se per certuni “per non essere stupidi occorre tacere”, per il consigliere di minoranza Creta (e a quanto pare anche per qualche mamma coraggiosa) “meglio essere mille volte stupido che tacere”, specialmente quando si tratta di difendere i diritti della collettività e, nel caso specifico, della salute dei ragazzi, che hanno priorità assoluta rispetto ad “ogni altro impegno di spesa”.

E’ qui la differenza!

A buona memoria del “sensibile e solerte” assessore, riporto qui di seguito l’interrogazione presentata al Sindaco con richiesta di risposta per iscritto, dal quale ci si aspetta la comunicazione dei provvedimenti adottati a risoluzione del problema, con l’indicazione delle determine adottate di impegno di spesa dei lavori alle caldaie della Scuola media, nonché la motivazione e da quando persisteva l’inconveniente.

Si dice che domandare sia lecito e rispondere è cortesia. Qualità che è mancata nell’articolo dell’assessore Bove

2 Commenti

  1. Carissimo consigliere Creta,
    la tua replica non contraddice la sostanza delle mie argomentazioni.
    Anzi, in qualche misura le rafforza.
    Soprattutto laddove è scritto: «è pure vero che non siamo in Siberia, che non c’è la neve, ma non significa che un freddo più mite possa essere tollerabile».
    Oppure quando si asserisce: «Evitiamo il termine “rivolta” altrimenti si rischia di scomodare la Digos» (Ti ricordo che non sono stato io a parlare di “rivolta”).
    Ed allora siamo d’accordo!
    Qualsiasi inconveniente può e deve essere risolto nell’interesse della nostra collettività, a cui entrambi facciamo riferimento.
    Nessuno impedisce ai consiglieri la facoltà interrogare l’Amministrazione nell’ambito di un sereno e civile confronto istituzionale, purché poi non si diano alla stampa informazioni allarmanti e non si parli di alunni in aula con guanti, sciarpa e cappotto o, peggio ancora, di inesistente “rivolta dei genitori”…
    Alla fine, quello che importa (a me come a te) è che i ragazzi possano stare bene in classe, seguire le lezioni in ambienti caldi e confortevoli, così qualche genitore potrà essere meno apprensivo.
    Cordialmente. Emilio Bove.

  2. Egregio dott. Bove, Vicesindaco,

    “Excusatio non petita, accusatio manifesta!” – Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può ragionevolmente costituire un indizio del fatto che si abbia in verità qualcosa da nascondere. –

    I commenti di alcuni genitori sono eloquenti!

    Quello che mi meraviglia è che sia proprio tu a meravigliarti dei titoloni, essendone stato il maestro, ai tempi in cui eri consigliere di minoranza (mensilmente e per alcuni anni). Pur cosciente di poter “acquisire informazioni direttamente dagli uffici preposti”, ti affidavi, “per fare politica”, sul giornalino da te diretto (hai dimenticato “MINERVA” ?), a “inesistenti scoop” editoriali, “parlando a vanvera e sollevando problemi inconsistenti” solo per il gusto di denigrare e oscurare l’operato dell’amministrazione attiva, di cui faceva parte anche il Sindaco Izzo, da te voluto pensando che fosse l’unica strada per arrivare dove hai sempre sognato e continui a sognare di arrivare.
    La differenza sai dov’è? E’ che mentre i tuoi titoloni e le allarmanti informazioni che davi sul tuo giornalino avevano il solo scopo di denigrare e oscurare “il fare” dell’amministrazione attiva, le “allarmanti informazioni” del consigliere di minoranza Creta su fatti reali e non risolti, sono serviti a dare una “mossa” al “NON FARE” tuo e della maggioranza di cui fai parte, che sino ad oggi poco attenzione ha dimostrato di dare verso la collettività rappresentata.

    E’ proprio vero, come tu spesso ami chiosare: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e fugare ogni dubbio!”

    Cordialmente. Giuseppe Creta

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