Sono fortunato, abito a Cerreto …

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di Lorenzo Morone.  Sarà stato il clima Natalizio, sarà stata la consapevolezza degli enormi problemi che attanagliano l’Italia in generale, Cerreto in particolare, fatto sta che ho molto apprezzato l’intervento propositivo di “Da sempre” relativamente al pacchetto turistico che dovrebbe offrire Cerreto per attuare quel sogno eterno di trasformarci in ciò che siamo: un centro d’arte e cultura votato al turismo. E’ troppo facile, infatti, elencare i problemi, o stare solo a criticare i programmi degli altri, difficile è trovare le soluzioni, soprattutto oggi che l’euro ci costringe ad essere tutti…genovesi. Ma la strada che stiamo seguendo, anche grazie alla Consulta e all’impegno e ai suggerimenti di chi vuol fare, è quella indicata nel volantino domenicale, è quella indicata dalle Associazioni, è quella indicata dall’impegno di tanti giovani e, finalmente, mi sia consentito, di tante donne che hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che la conquista di un ruolo nella società non può essere legato al sesso o imposto da una legge, ma esclusivamente alle proprie capacità. Grazie Lina, grazie Ilaria, grazie Rosanna.

Grazie a tutte. La Biblioteca del Sannio è forse il frutto più succoso di questo novello impegno, è una iniziativa unica, vincente, ma deve far parte di un buquet di offerta turistica che sia ampio e variegato, e che va dai prodotti a km 0 alla gastronomia di qualità (che tristezza vedere il virno, raro prodotto d’elite, svenduto in modo “industriale”, direi poco culturale, in una sagra che tutto promuove fuori che la eccellenza della offerta gastronomica dei nostri ristoranti!), dai musei che siano finalmente tali alle mostre periodiche, alla manifestazione”evento”, ai percorsi ecologici che vanno dal ponte di Annibale, alla Leonessa, ai siti sanniti e, perché no, alle grotte che stanno sotto Monte Cigno. Grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, come tante più famose, di una bellezza sconvolgente, come ben sa chi le ha esplorate, anche se solo in minima parte. Ed io sono tra questi. Una ricchezza incredibilmente dimenticata anche dal Parco. Ma il nastro della strada indicata sarà “tagliato” solo quando ci sarà un’offerta adeguata, il coinvolgimento di albergatori, ristoratori e artigiani, la certezza della qualità e della accoglienza qualificata e disponibile, senza improvvisazione. Gli errori, in campo turistico, si pagano, la programmazione e l’organizzazione, invece, pagano, anche al sud (vedi Altomonte, vedi Santa Severina, vedi Gerace, vedi Erice). Perchè NON provarci anche a Cerreto? Di splendidi centri storici medievali è ricca l’Italia, di centri storici fondati a fine 600 c’è solo Cerreto nell’Italia continentale. Basterebbe la solo caratteristica, debitamente pubblicizzata, della piazza centrale su cui si affacciano San Martino e i palazzi dei Feudatari, piuttosto che la Cattedrale e il palazzo dei Carafa, relegati in periferia, a destare curiosità culturale-turistica.Se poi aggiungiamo la fontana di Masaniello… Noi siamo in un paese unico, ma non abbiamo un’offerta così ricca per cui il turista viene “a prescindere”! E soprattutto dobbiamo entrare nell’ordine di idee che l’offerta culturale deve avere anche un costo, perché ciò che si da gratis non si apprezza, e perchè il volontariato è bellissimo, ma non può costituire un impegno gravoso e permanente.

Bisognerà rivedere alcune posizioni per trovare, all’interno della struttura comunale, competenze, professionalità, entusiasmo e voglia di impiegare il tempo lavorativo diversamente. Non dico un’eresia se penso che l’organizzazione di una struttura, al tempo dei computers, non può essere la stessa di qualche anno fa. Sarebbe uno spreco di energie assurdo, incompatibile con le attuali esigenze economiche. E tutto dovrà avere anche e soprattutto un ritorno economico. Sia per chi si vorrà impegnare direttamente e professionalmente, sia per il paese. Il sistema per far pagare e contemporaneamente avere un ritorno c’è, e sarà proposto all’Amministrazione di San Gimignano da un operatore del settore turistico-commerciale locale, con cui ho avuto un ampio e proficuo scambio di idee. Il lavoro è impegnativo, ma se ci crediamo ci si riuscirà. E se ci riusciremo, il carro vincente non sarà quello dell’Amministrazione, sarà quello di Cerreto, cioè quello di tutti. Buon Natale, con l’augurio che anche i Cerretesi che oggi espongono un cartello con la scritta: Le cose vanno male perché sto a Cerreto, meglio andare via! possano esporre un cartello con l’orgogliosa scritta: SONO FORTUNATO, ABITO A CERRETO, PECCATO PER CHI ABITA ALTROVE.

Lorenzo Morone

 

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