‘Nu fattariello sulla destinazione dell’Ospedale zonale

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di Angelo Leone.  Leggendo “Ospedale di Cerreto e la sorte annunciata” del caro amico Ezio Esposito, pubblicato da vivitelese il 24.dicembre u.s., ho rammentanto un fatto verificatosi nel periodo di Febbraio/Marzo del 1968 che, secondo me, chiarisce abbastanza il come ed il perché l’Ospedale Zonale sia stato ubicato nel Comune di Cerreto Sannita.

‘U fatto è chisto, statemi a sentire … All’epoca il Dottor Sandro COLETTA -ginecologo- ricopriva la carica di “Segretario” della Commissione Regionale per l’Istituzione degli Ospedali  Zonali della Campania. Io ero amico del dottor Coletta che, settimanalmente, veniva alla Clinica San Francesco di Telese dove curava molte sue pazienti.

Il mio amico carissimo Anselmo Mattei da San Salvatore Telesino, conoscendo i miei rapporti amicali con il detto ginecologo mi pregò un giorno di portarlo a San Salvatore per visitare una sua conoscente che, giunta in paese dalla Svizzera, era in stato di gravidanza e costretta a letto da malori continui.

Il giorno seguente, appena il dottor Sandro Coletta ebbe ultimato le “visite” (e questo avvenne verso le ore 18) si mise nella mia macchina (possedevo allora una fiammante Fiat 500 “L”) e raggiungemmo San Salvatore Telesino, in Via  Cerreto, dove erano ad attenderci Anselmo e l’Avvocato Teseo Rabuano.

Presentai ai due amici sansalvatoresi il dottor Coletta e questi, accompagnato da Anselmo, salì dalla paziente al primo piano dell’abitazione ed io rimasi in attesa, in compagnia dell’Avvocato Teseo, discorrendo del più e del meno. Dopo una mezz’oretta, finita la visita, ci raggiunsero anche il dottor Coletta ed Anselmo e il discorso non poté non incentrarsi sull’ospedale zonale già previsto nella zona telesina.

Era sera inoltrata, il cielo era stellato e l’aria già intrisa del tepore primaverile.

Anselmo e l’Avvocato Teseo, chiacchierando, erano riusciti a portarci ‘ncopp’ ‘u Spizio, fuori dall’abitato d’u “Casale” (Il luogo dell’incrocio –adesso regolato da impianto semaforico- della strada San Salvatore-Amorosi con la strada Telese-Piedimonte Matese.) Allora dopo l’incrocio, sul lato verso Amorosi, non c’erano molte abitazioni e si estendeva una bella pianura ricca di coltivazioni ortofrutticole. Anselmo e l’Avvocato, alternandosi continuamente, tessevano lodi sulla salubrità della zona e sulla centralità del posto, lasciando intendere che non vi fosse luogo migliore per l’ubicazione dell’Ospedale Zonale ed aggiungevano anche che Telese era certamente meno adatto per il suo clima molto umido. Io, da telesino verace, cercavo di contrastare le loro affermazioni mettendo in risalto la maggiore centralità del mio paese rispetto all’intera Valle e la comodità dell’utenza tutta del prossimo futuro Ospedale.

L’Avvocato ed Anselmo si accaloravano sempre di più sulle loro tesi e il dottor Coletta, per metter fine alla discussione che diventava sempre più accanita, promise che avrebbe effettuato valutazioni minuziose prima che la Commissione avesse stabilito la sede definitiva della struttura ospedaliera.

Ci salutammo con molta amicizia e raggiungemmo la mia “500”. Appena in macchina io e il dottore non parlammo ma, allorquando stavamo per giungere a Telese, il Dottor Coletta con tono deciso affermò testualmente:  “L’Ospedale zonale dovrà essere costruito a Telese. L’intera Commissione si è già pronunciata al riguardo. Per cambiare questa destinazione dovranno passare sul mio cadavere! … La Clinica San Francesco e la Clinica Salus potranno essere due reparti dell’Ospedale.

Dopo non molto tempo la vita del Dottor AlesSandro Coletta fu stroncata da un violento infarto!  … Le cose poi si svolsero come ha raccontato l’amico Enzo … Prevalsero gli interessi politici … sulla salvaguardia della salute dei cittadini.

In verità io dimostrai molte perplessità anche sul Nuovo Ospedale di Sant’Agata dei Goti che, oltre ad essere “scomodo” per la Valle Telesina non è fruibile nemmeno dall’intera Valle Caudina visto il “successo” delle strutture ospedaliere di Maddaloni e di San Felice a Cancello.

I vari politici e dirigenti si vogliono rendere conto che quando spendono i “nostri” soldi devono soddisfare le nostre esigenze?!

Telese Terme, 28-Dicembre-2011

Il Telesino doc Angelo Leone 1495 letture al 31/12/2012

1 commento

  1. Come ho commentato altrove, quando le scelte sono politiche, non tecniche, riservano sempre sorprese negative. Laddove non esiste la fiducia in un sistema “legale”, tutti investono in raccomandazioni al “potente” di turno. Ma è un sistema che genera nani che si credono”potenti”. E che invece sono solo dei mostri, così come è facile leggere in certe sculture di Salvatore Cipolla, con i suoi mostruosi nani-cardinali assisi sulle poltrone del potere. Quel potere che ha generato a Cerreto il mostro di un ospedale vuoto, con locali ampi, soleggiati, forniti di parcheggio e accessibilità ai disabili; quel potere che ha messo su un’Asl che continua a pagare i fitti per uffici e ambulatori sparsi in giro, scomodi per i parcheggi, spesso non accessibili ai disabili… alla faccia del risparmio in base al quale è stato chiuso l’ospedale cerretese. Quel potere che ha generato l’ospedale di S. Agata che, per la CGIL, boccheggia e che, addirittura, a dimostrazione dell’accortezza con la quale si fanno le opere pubbliche in Campania, costringe il visitatore che deve recarsi in ospedale, a parcheggiare l’auto e poi ad attraversare la strada del pronto soccorso con grave rischio e pericolo… E qui non aggiungo altro. Rinnovo gli auguri a tutti. Soprattutto ai cittadini di Cerreto, Telese e S. Agata dei Goti. Tre cittadine ricche di cultura, storia e tradizioni, messe l’un contro l’altra a farsi la guerra dei polli di manzoniana memoria, a giocare alle tre carte con l’illusione di vincere, senza che nessuno si renda conto che a vincere è sempre il manipolatore, gli sconfitti siamo noi!

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