Simone e la sua lettera aperta al sindaco di Castelvenere

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 di Luigi Simone. Leggo e rileggo gli ultimi articoli pubblicati a nome del Sindaco del Comune di Castelvenere sulla stampa, e mi chiedo se è proprio Lei che usa questo linguaggio, satirico, irritante e denso di acredine. Mi stupisco perché io credevo di conoscerla, ho condiviso con lei nove anni di amministrazione e fino ad oggi godeva del mio rispetto politico e della stima per la sua serietà, per lo stile del suo modo di dire e di fare.

La riconosco, solo, quando lotta per la presidenza o l’autonomia della scuola , per i collegi elettorali , per l’unione dei comuni……

Io non dimentico che il popolo ci ha “ bocciati” come lei con molto “garbo” afferma e scrive, ma io ed il gruppo Futuro in Comune, insieme a tanti cittadini le ricordiamo che Lei è stato “promosso” e quindi è stato eletto a rappresentare il popolo, TUTTO il popolo di Castelvenere, tutti gli interessi, tutte le speranze, tutti i bisogni e non come ha fatto nei primi cinque mesi del suo mandato, dove è stato, molto di parte, troppo; ha “premiato” ed “accontentato” solo ed esclusivamente i suoi elettori, segretarie, presentatori della lista, i mancati candidati, fans di primo piano, tecnici, avvocati, “esperti”…….!

Tutto questo modo di fare sta creando nel nostro piccolo paese un’ evidente disgregazione sociale, mettendo i cittadini l’ uno contro l’altro… Ma la cosa che più mi preoccupa è che la lista d’attesa è ancora lunga .. e, date le prime avvisaglie, cos’altro dobbiamo aspettarci?

Se, ritornando agli articoli di stampa , lei risponde con tanta veemenza a semplici interrogazioni consiliari, scendendo a livelli di pettegolezzo…devo pensare che io ed il gruppo di minoranza abbiamo sbagliato ad offrire la nostra collaborazione, la nostra disponibilità, il nostro consenso in qualche caso.

Ma soprattutto abbiamo sbagliato nel non denunciare alle autorità competenti quelle azioni amministrative “disinvolte”, lontane dalle più elementari norme di legalità, messe in atto finora , su cui il gruppo di minoranza ha chiesto chiarimenti e non ha ottenuto risposta.

In questo momento mi preme chiarire due cose che mi vedono direttamente responsabile, visto che la campagna di stampa, associata al tam tam del pettegolezzo, è stata abbondante, riguardo la situazione dei telefonini e la “presunta” violazione della privacy.

I telefonini non sono mai stati acquistati, ma vengono dati in comodato nei contratti aziendali, cosa che si verifica in tutti gli enti ed in tutte le società.

Quando la Vice Sindaco mi ha scritto, chiedendomi chiarimenti sui telefonini ed altro, il sottoscritto si è recato al comune ad ha informato componenti dell’amministrazione di tutta la questione: cosa era accaduto, dove erano i documenti e soprattutto che c’era un contenzioso aperto con la Wind, dove già era stato riscontrato, a difesa dell’ente comune , che la pratica era stata mal gestita e si trattava addirittura di frode da parte dell’agenzia che aveva curato la pratica.

Per quanto riguarda poi l’accesso ai documenti e tutto quello che è successo presso la casa comunale venerdì 28 ottobre 2011, la invito a ritrattare ufficialmente quello che ha fatto pubblicare sulla stampa e a rettificare quanto ha scritto nelle delibera di giunta n° 93 del 31/10/2011.

Sottolineo che il sottoscritto, dopo regolare richiesta, concordata con amministratori e segretario comunale, è stato autorizzato dal segretario comunale dell’epoca prot. 4188 del 4 luglio 2011 a visionare ogni venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 14.00, il protocollo informatico, anche se il gruppo di minoranza aveva chiesto di ottenere la stampa giornaliera. Inoltre preciso che il sottoscritto, prima di accedere alla visione del protocollo, è passato come ogni volta nell’ufficio di segreteria e poi si è seduto alla postazione, dove un dipendente ha aperto il programma del protocollo per le consultazioni… e lei sa bene che i dati possono essere solo consultati e non modificati.

Secondo la legge il sottoscritto deve essere messo in condizione di poter svolgere il suo mandato di consigliere di opposizione, inoltre mi piace precisare che, a differenza di quest’amministrazione, la passata, dove io ero stato “promosso”, alle richieste della minoranza del protocollo , stampava l’intero registro nel rispetto del diritto della minoranza e della privacy .

Pertanto, caro Sindaco, mi vengono dei dubbi che le esplicito. Come mai la maggioranza non vuole che la minoranza prenda visione del protocollo informatico? Cosa si vuole nascondere?

E quindi, prima di parlare e scrivere “consigliere comunale di minoranza beccato a smanettare mentre spulciava programmi e informazioni contenute nel computer dell’ente, il cui accesso è severamente vietato ai non addetti”, le consiglio vivamente di rileggere cosa dice lo Statuto Comunale in vigore e precisamente l’art. 12 . e di non “tralasciare” documenti ed autorizzazioni in vostro possesso.

Infine voglio ringraziarla, sig. Sindaco, per avermi dedicato la canzone di Aurelio Fierro “Guaglione”, ma voglio anche dirle che questo guaglione …è “LIBERO”…. E per risponderle in musica le consiglio di ascoltare la canzone di Vasco Rossi “ I soliti” lì dove dice : ”noi siamo liberi, liberi, liberi di volare – siamo liberi, liberi, liberi di sbagliare – siamo liberi, liberi, liberi di sognare – siamo liberi, liberi di non ritornare .”

Spero che questo mio sfogo meriti una risposta, e che sia Lei a darla con il suo stile, la responsabilità del ruolo che occupa e soprattutto con la sua educazione !

Castelvenere, lì 29 novembre 2011

Simone Luigi

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