Risorse necessarie per affrontare le dipendenze patologiche

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di Carmela Longo. Questa sera, a San Salvatore Telesino, alle ore 18 presso la sala conferenze ex Municipio si terrà la conferenza: “Alcool, droghe, gioco d’azzardo: famiglia e politiche per la famiglia, risorse necessarie per affrontare le dipendenze patologiche”, organizzata dall’Ordine degli Psicologi della Campania, in collaborazione con ANCI, nell’ambito della Settimana per il Benessere Psicologico http://www.psicamp.it/index.asp

che, iniziata il 21 novembre, si sta ora avviando alla conclusione. Nel solo Sannio, ben 46 iniziative in altrettanti comuni, e duecento comuni coinvolti in tutta la regione. La conferenza affronterà i seguenti temi: Meccanismi comuni nelle dipendenze patologiche e fattori di rischio, a cura di Carmela Longo, Psicologa Psicoterapeuta, U.O. Dipendenze Patologiche ASL BN1, Telese Terme, La famiglia e i giovani: l’ascolto come cura e prevenzione, di Padre Vittorio Balzarano, Ass.ne Casa nel Sole, sede di Telese Terme, Risorse territoriali per il sociale, a cura di Pina Rossi, Assistente sociale Ambito B3, Risorse economiche per il sociale: una panoramica storica, di Alessio Ruggiero, Assistente sociale Ambito B3. Modera Assunta Tazza, Psicologa psicoterapeuta U.O. Materno Infantile, ASL BN1, San Salvatore Telesino.

Si parlerà, tra le altre cose, del ruolo degli adulti nello stimolare e accrescere i fattori protettivi nei bambini: la capacità di autocontrollo, la consapevolezza emotiva e la gestione adeguata delle emozioni, la capacità di padroneggiare in maniera efficace la comunicazione, la gestione costruttiva delle situazioni difficili, l’autoefficacia e l’autostima, la capacità di critica verso le droghe e verso ogni comportamento compulsivo o di abuso.

Spesso gli adulti arrancano loro stessi, non riescono a smettere di fumare o di bere, di mangiare smoderatamente, non riescono più a fare a meno di psicofarmaci, non ce la fanno a distaccarsi dal gioco d’azzardo o dal gratta e vinci, affogano nello shopping compulsivo la vacuità del senso di identità, lavorano quindici ore al giorno e non hanno tempo per uno sguardo, troppo impegnati nella propria carriera e nel proprio successo.

Sono tanti gli adulti che ruotano intorno a un bambino nel corso della sua crescita, e tutti devono sentire forte la responsabilità del suo percorso di vita: oltre alla mamma e al papà ha i nonni, i parenti, e, fuori dalla sua famiglia, vi sono il pediatra, le insegnanti della scuola primaria e secondaria, il parroco, i vicini di casa, i genitori degli altri bambini.

Nelle piccole comunità è più facile che il bambino abbia tanti occhi su di sé…..ma a volte non basta, perché gli adulti spesso sono ignavi, e, pur in presenza di situazioni pregiudizievoli per il bambino di cui molti siano a conoscenza, si preferisce tacere, demandare, soprassedere.

I problemi legati alle dipendenze patologiche spesso nascono in un’infanzia non tutelata, comportano sempre per la famiglia una condizione di forte stress che si protrae per anni e che mette a dura prova le sue capacità di rispondere in maniera costruttiva ed efficace all’insorgere e al protrarsi dei problemi che tale situazione comporta.

Molti utenti (comprese le loro famiglie) entrano nella relazione d’aiuto con sentimenti di impotenza, convinti di non avere più alcun controllo sulla situazione e, di conseguenza, alcuna responsabilità. Altrettanto frequentemente, può verificarsi una deresponsabilizzazione e delega totale al Servizio che prende in carico la persona, Spesso la famiglia vorrebbe che il problema emergente fosse risolto, senza interferire con i suoi meccanismi stantii e disfunzionali.

Riscoprire un dialogo vero, basato su un ascolto aperto e genuino, capire che si ha bisogno di aiuto, non avere vergogna a chiederlo.  Riflettiamo su queste parole: “Tu solo puoi farcela, ma non da solo”.

 

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