Quali gli orientamenti del gruppo dirigente il Circolo telesino del PD ?

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di Nicola Pacelli. Sarebbe interessante conoscere quali sono gli attuali orientamenti del gruppo dirigente il Circolo telesino del PD, considerata la grande varietà di opinioni che vengono oggi attribuite, da parte della stampa, agli esponenti nazionali del Partito Democratico. In pratica, circa i rimedi proposti per la soluzione della crisi economica italiana, i rappresentanti telesini del PD, seguono le opinioni dell’onorevole Bersani, oppure di Veltroni? Di Vendola oppure di D’alema? Di Renzi o di Franceschini? Infatti , ognuna di queste opinioni, appare in netto contrasto con tutte le altre, né si riesce oggi a individuare una linea univoca tra le diverse anime del partito. Intanto, mentre in Italia ci si diverte ad escogitare, con trovate più o meno bizzarre, rimedi fantomatici e per lo più irrealizzabili, alla soluzione dei gravi problemi nazionali, sulla stampa estera, quotidianamente, appaiono giudizi, indicazioni, possibili soluzioni alla nostra crisi economica, prospettate da studiosi di fama ed esperti i quali, dopo aver individuato le criticità del nostro sistema economico, ci indicano la strada più semplice e logica da seguire. Tra gli altri, in questi giorni, è intervenuto, sul New York Times, lo studioso americano Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, il quale ha firmato un articolo dal titolo “The Eurozone’s original sin”, in cui rileva come la crisi attuale dell’Italia sia da ricondurre essenzialmente agli errori commessi nel momento che ha coinciso con il nostro ingresso nell’area Euro.

Per tale motivo egli usa l’espressione “original sin”, cioè peccato originale, nel senso che tutti i problemi successivi sono scaturiti, quale diretta conseguenza, dagli errori originari commessi al momento del nostro ingresso nella zona Euro. Infatti, in quella occasione, i nostri governanti non si resero conto, né delle condizioni di cambio estremamente svantaggiose, tra la lira e l’Euro, così come venivano imposte al nostro Paese (circa 2000 lire in cambio di un Euro), né del fatto che il nostro debito pubblico, già in quel periodo piuttosto notevole, da quel momento avrebbe subito lo stesso percorso di conversione e quindi, a sua volta, sarebbe stato pagato in moneta estera, ed in particolare in moneta tedesca. Era questo il più grave problema da risolvere in quel momento, onde evitare che il nostro paese si potesse trovare improvvisamente a gestire una profondissima crisi quale viviamo oggi. Tuttavia, in quegli anni, i rappresentanti del nostro governo, formato dalla coalizione di centrosinistra, con a capo Romano Prodi, non si accorsero affatto di tale grave inconveniente, accettarono “sic et simpliciter” l’ingresso dell’Italia nell’Eurozona, creando in tal modo le premesse per la crisi attuale. A differenza dei cittadini i quali, fin dal primo giorno, sperimentavano, sul proprio bilancio familiare, la differenza negativa del cambio e notavano come, di colpo, i prezzi dei prodotti fossero improvvisamente raddoppiati (il caffè da 800 lire del giorno prima era passato ad 80 centesimi di Euro), mentre gli stipendi, da 2 milioni, si erano tramutati in 1000 Euro. L’ultima grave conseguenza, viene da noi scoperta in questi giorni e riguarda l’incidenza dei fattori negativi, tutti riconducibili al momento iniziale, sul nostro debito pubblico. Tutte queste cause, nonchè i fattori che hanno determinato la crisi attuale, sono stati ormai completamente compresi da parte dei cittadini. Ciò che invece non si riesce a comprendere è come sia possibile che molti di quei soggetti politici, appartenenti all’area di centrosinistra, inseriti a quel tempo nella compagine di governo, tra cui lo stesso Romano Prodi, siano improvvisamente ricomparsi in questi giorni, con l’evidente intenzione di proporsi quali canditati del nuovo governo di emergenza.

Oggi che stanno venendo alla luce, sia le responsabilità, sia la gravità di un disastro senza precedenti, se per puro caso, uno di questi personaggi, dovesse essere inserito nel nuovo governo, ci sarà mai qualcuno in Italia, in grado di giustificare, adeguatamente e con sufficienti motivazioni, la sua presenza? Ma forse a questo dilemma, per noi inspiegabile e a questa domanda, ci aiuteranno a trovare una risposta plausibile i nostri concittadini, dirigenti del PD telesino.

Nicola Pacelli

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