La storia di Telese e le sue Terme scritta per chi non c’era o per chi l’ha dimenticata

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di Ezio Esposito. La bottiglia d’acqua solfurea miracolosa carbonica e alcalina che Pietro Quercia pensava fosse da litro in realtà contiene 92 cl., un bicchiere in meno, quale finezza, di quanto pensasse! Da buon ragioniere l’amico ha rifatto i conti e ha scoperto che la bottiglia in formato ridotto non costa € 0,67 al litro, come aveva scritto su ViviTelese ma 6 centesimi in più, vale a dire € 0,73.

Ciò che Pietro non sa è quanto sia fortunato. Il malaugurato viandante che entra in qualche supermercato telesino e gli prende la voglia di bere la nostra acqua solfurea ha trovato, in qualcuno di questi il prezzo di € 5,95 per confezione, in un altro € 7,00.

A chi beve quella schifezza di acqua Uliveto, ad esempio, bottiglia in pet mica in vetro, gravata del costo di trasporto dalla Toscana, negletta al confronto della miracolosa nostrana, il costo di sei bottiglie da 1500 cl. È di € 2,25. Mo, il viandante potrebbe dire a lei, la miracolosa, Stunz!… a chi, a me?…no… ma io con 7 € non mi faccio un abbonamento con Natascia, due z.zz. così!…

De Crescenzo ci aiuta a sorridere quando ci sarebbe da piangere

Nota: questa mattina una commissione di indagine sull’economia europea ha scritto che l’Italia è già fuori dall’Europa perché ha stipendi troppo bassi e prezzi folli (sic!).

Ora, chi ha qualche primavera in più ricorderà che i Signori (nel vero senso della parola) Eduardo e Guido Minieri non vendettero mai l’acqua solfurea a Telese, fornivano soltanto il Telesino al bar di zi’ Lisandro Orfitelli fuori dalle terme e a zi’ Carminiello che aveva un chioschetto di bibite al quadrivio, nell’angolo dove stava la ex Olivetti, e aveva anche a disposizione un grosso spazio dove c’era, d’estate, un enorme cumulo di angurie che vendeva ai locali e ai bagnanti.

I due fratelli Minieri, per vendere l’acqua, avevano comprato un grosso camion e affittato, a Napoli,parte di un grande deposito e da lì l’Acqua di Telese circolava in tutta la città. Venivano anche soddisfatte le richieste che arrivavano da tutta Italia con spedizioni a mezzo treno o corrieri. É’ d’obbligo ricordare qui che l’autista del camion era la buona memoria di Ottavio Coppola, persona di buoni sentimenti e di grande umiltà, I Minieri lo avevano assunto a tempo pieno e lo trattennero in servizio anche quando tolsero l’automezzo e chiusero il deposito di Napoli pagando al Coppola stipendio e contributi fino a quando andò in pensione.

Altri valori !!!

I sigg. Minieri, per accordo con i Sindaci di Telese e San Salvatore Telesino, mettevano a disposizione l’acqua, gratuitamente, agli abitanti dei due Comuni e, allo scopo, predisposero una fontanella appena dentro le Terme. Non c’erano vincoli al prelievo d’ acqua solfurea ne orario, i vincoli arrivarono con Rhett Butler che insediatosi nelle terme cominciò col ridurre il prelievo d’acqua giornaliero (da tener presente che non tutte le famiglie telesine attingevano acqua). Poi ci fu il vincolo dell’orario: dalle ore 15,00 alle 17,00 e non più di un litro a testa.

Infine il Padrone disse: basta acqua a sbafo. A quell’epoca si pagava il biglietto d’ ingresso al parco ad eccezione di coloro che avevano la tessera delle cure. Il Padrone che non poteva controllare tutto, se c’erano ragazzi che saltavano all’interno scavalcando il muro di cinta dai posti bui o se qualcuno entrava con la tessera per poi passarla ad un amichetto di fuori, mise un controllore all’interno delle terme che doveva sorprendere chi era entrato senza biglietto e le guardie giurate armate addette a scoprire chi passava le tessere.

Si, guardie armate! Chi poteva commettere tali ingenuità se non ragazzini che, colti in fallo, si trovavano assaliti da mangiafuoco a pistole spianate!

Non racconterò degli spaventi e dei pianti dei ragazzetti trattati come delinquenti. Chi guardava il Nostro caracollare per il parco aveva l’impressione che dicesse: è tutto mio!!! è tutto mio !!!.

e.e.

 

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