Conosciamo il passato per prepararci meglio al futuro

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di Angelo Leone. Nell’anno del Signore 1984 il “Centro Studi Scuola Elementare di Telese”, nell’ambito del Programma UNICEF –Educazione allo sviluppo, pubblicò un “opuscoletto”. Questo il testo completo:

Tulisiom – Telesia – Telese Terme  “Conosciamo il passato  per prepararci meglio al futuro”  un lavoro svolto dagli Alunni di IV/B della Scuola Elementare di Telese,  guidati dall’ins. PLANTULLI MARIA.  1 9 3 4 – 1 9 8 4  Cinquantenario del comune di TELESE

 

Quest’anno il nostro Comune compie cinquant’anni. Nell’approfondire lo studio del suo sviluppo nella sua breve, ma intensa vita, abbiamo creduto opportuno volgere lo sguardo al suo passato.

Si ama di più ciò che si conosce meglio.

Breve storia di Telese antica:  TELESE SANNITICA: TULISIOM

Non è stato facile per gli studiosi ricostruire la storia di Telese, poiché nel corso dei secoli la nostra cittadina è stata più volte distrutta e più volte è risorta, ma in località sempre disverse.

La prima Telese la troviamo quasi ai piedi del monte Acero, si chiamava Tulisiom e, pare, fosse stata fondata da Ercole.

Al tempo dei Sanniti divenne un ricco centro commerciale; i suoi abitanti, bravi agricoltori e provetti artigiani, avevano raggiunto un grado di civiltà già avanzata, quando ancora i Romani erano dei semplici pastori. Ma poi Roma divenne potente e volle allargare i suoi domini anche nel Sannio. Allora i Sanniti, che amavano la loro indipendenza, si ribellarono e, pur non essendo forti e agguerriti come i Romani, riuscirono ad umiliarli.

Il valoroso condottiero sannita Caio Ponzio Telesino si scontrò con le truppe romane alle Forche Caudine, vinse e costrinse soldati romani a passare sotto il giogo.

La guerra tra i Romani e i Sanniti durò ancora per molti anni. I Sanniti, pur di non essere sottomessi ai Romani, si allearono con Annibale.

Purtroppo, quando questi fu sconfitto, anche Telese venne severamente punita dai Romani che la invasero e la lasciarono semidistrutta.

In seguito fu Silla, famoso console romano, che rase completamente al suolo la Telese sannitica e poi la fece ricostruire secondo lo stile delle città romane.=

T E L E S I A

Sorse così la Telese romana nella zona tra San Salvatore Telesino e la piana di Amorosi.

Come tutte le città romane ebbe il Foro per le pubbliche riunioni, l’Anfiteatro per gli spettacoli, sontuosi edifici pubblici, ville maestose per le famiglie illustri.

Sappiamo con certezza che ebbe anche i Curatori delle acque. Essi erano magistrati molto importanti a quel tempo, erché i Romani tenevano in gran conto la cura delle acque e, dovunque c’erano sorgenti di acque minerali, venivano costruite delle Terme. Ciò ci dimostra che anche allora le acque di Telese erano molto conosciute e rinomate per le loro proprietà curative.

Ma anche la grande Roma decadde!

In Italia vennero i Barbari e le nostre terre furono occupate dai Longobardi, che fecero di Benevento il centro del loro dominio nell’Italia Meridionale.

Da quel momento la storia di Telese rimase legata a quella del Ducato di Benevento, di cui era una ricca e potente Gastaldia.

Purtroppo, però, un’altra grave sciagura si doveva abbattere su Telese.

In quel periodo le coste dell’Italia Meridionale erano infestate dai pirati saraceni. Essi sbarcavano e s’inoltravano nei paesi interni per saccheggiare, rubare e devastare. Per ben due volte giunsero fin nella Valle Telesina, comandati prima da Massar e poi da Seodan. Quando se ne andarono, della bella Telese erano rimaste solo macerie e campi devastati.

Così ebbe fine anche la Telese romana.

T E L E S E M E D I O E V A L E

Col tempo, i pochi superstiti fuggiti sulle montagne vicine, ripresero la via della valle, si rimisero a lavorare, ma costruirono le nuove case intorno alla Chiesa Cattedrale, cioè nella zona dove ancora si vede una parte della Torre Campanaria.

Sorgeva, così, la quarta Telese, la Telese medioevale. Fu anch’essa bella, ricca, fiorente, ma non ebbe lo stesso lunga vita.

Questa volta la colpa fu di violenti terremoti che sconvolsero tutta la Valle Telesina.

La terra si aprì lasciando uscire vapori solforosi che rendevano l’aria irrespirabile. Dal 1446 al 1688 la valle tremò più volte e la vita vi diventò sempre più impossibile. Anche il Vescovo fu costretto a trasferirsi a Cerreto e queste zone rimasero completamente disabitate per molti e molti anni.

Un po’ alla volta i vapori si dispersero, il sole ricominciò a splendere , la terra s asciugò e le piante ripresero a crescervi.

Col risorgere della natura vi ritornò la vita.

Dai paesi vicini alcuni contadini scesero a coltivare i campi; si rifecero le strade, si costruirono le prime case e, seppur lentamente, la valle si ripopolò.

Nacque così la quinta Telese; questa nostra Telese che ha pochi anni di vita, ma che è già bella e ridente e sulla strada di uno sviluppo maggiore.

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C A N T A T A M E D I O E V A L E

del Gruppo “I PICCOLI CANTASTORIE DELLA IV B”

 

…T E L E S E E I S A R A C E N I…

 

Questa è la triste istoria di Telese

che per castelli e borghi si cantava;

la storia del gastaldo Maiepoldo

e di Sedan feroce saraceno.

E’ una storia triste e bella

Che veniamo a raccontar.

Correva l’anno ottocentoquarantuno

c’erano i Longobardi nella valle,

duca di Benevento era Radelchi

e di Salerno invece Siconolfo.

Non stavano mai in pace i due ducati

e Siconolfo faceva il prepotente.

Allora Radelchi stanco ed impotente

chiamò in aiuto un capo saraceno.

 

Massar avea nome il miscredente

che nelle Puglie s’era sistemato

e per campagne e terre s’era dato

a saccheggiar con grande crudeltade.

Si presentò al Signor di Benevento

per dargli aiuto contro Siconolfo

in cambio chiese a fine della guerra

se vincitor, denaro in quantitade.

Radelchi acconsentì alla richiesta

e presto in lotta vennero le parti:

Salerno sola contro Benevento

unita alle truppe di Massaro.

Presto per Siconolfo morte arrivò

e il vincitor Massar si presentò

a Benevento, per chiedere a Radelchi

la somma ch’era stata convenuta.

Ma il povero Signor di Benevento

non gli potette dar quanto dovuto;

allor disse a Massar ch’era furente:

nelle mie terre prendi a piacimento.

Quell’orda, allor, crudele e inferocita

calò giù per la Valle annichilita:

quel po’ che c’era tutto fu rubato

campagne e case tutto fu bruciato.

Quando Massar coi suoi si allontanò

miseria e morte dietro a sé lasciò;

e di Telese, ricca cittadina,

restò soltanto una gran rovina.

Ma i Telesini, forti e coraggiosi,

non stettero per molto a lacrimare,

chiusero in core tutto il lor rancore

e ripresero con lena a lavorare.

 

Non erano trent’anni ancor passati

che già Telese era ritornata

bella di case e nelle sue contrade

ricca di vita e di serenitade.

Ma ancor la mala sorte era in agguato

per quella cittadina sfortunata:

da Bari venne un altro masnadiero

ancora più crudele di Massaro.

Era Seodan terribile e feroce

e sempre in cerca di miglior bottino;

passava nella Valle per andare

in terre più lontane a saccheggiare.

Gastaldo di Telese era a quei tempi

Maiepolo, uomo fiero e coraggioso

che con gli altri Signori suoi vicini

per Seodan un agguato preparò.

Ma il saraceno era troppo forte

e i suoi troppo feroci ed agguerriti:

sconfisse Maiepolo e i suoi alleati

e a pezzi per vendetta li tagliò.

Poi, l’anno dopo, ancora ritornaro

a saccheggiar, distruggere, ammazzare.

Telese a pietra a pietra la lasciaro

e dell’agguato così si vendicaro.

Questa è la triste storia di Telese

e dei feroci capi saraceni.

Storia di lutti, guerre e crudeltade

che si cantava per valli e per contrade.

 

A voi l’abbiam voluta raccontare

per ricordar Telese e la sua sorte;

spesso fu terra di dolore e morte,

ma poi sempre tornò più bella e forte.

E’ una storia triste e bella

che speranza vuole dar.

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== U N ’ I D E A ==

Un giorno, nel riguardare tutti i nostri lavori, dissi agli alunni che sarebbe stato bello raccoglierli in un libricino, ma che ci sarebbero voluti molti soldi.

Un bambino particolarmente vivace mi rispose: “Signora, ma voi, quando abbiamo studiato i servizi che ci sono a Telese, ci avete parlato della Banca e ci avete detto che conserva i soldi dei cittadini ed aiuta quelli che possono averne bisogno. Perché non le chiediamo di aiutarci?”

Nacque l’idea che poi la Scuola, aiutata dal Comune, è riuscita a concretizzare.

La Banca Sannitica ha offerto la somma necessaria a questa piccola pubblicazione e noi tutti, che viviamo nella Scuola, desideriamo ringraziarla per questo suo gesto di sensibile partecipazione.

Un grazie particolare da me per la gioia che ha regalato ai miei piccoli allievi.

Ins. Maria PLANTULLI

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Tra tutte le “carte” e i libri che conservo con amore, ho trovato questo “libricino” e sono grato a vivitelese se lo pubblica integralmente.

Spero tanto che possa risvegliare tanti dolcissimi ricordi tra quelle persone che furono gli alunni di “quella IV/B” di quell’ormai lontano 1984 e della “Maestra Plantulli” che ringrazio e saluto con stima.

Sono anche convinto che sarà una piacevolissima lettura per tutti i “telesini” che, per sommi capi, ricorderanno la storia di questa nostra amata cittadina

Telese Terme, 13-Nov.-2011

Il Telesino doc Angelo Leone 721 letture al 31/12/2012

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