Telese: disattese tutte le speranze

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di Carlo Franco. Realtà Sannita Anno XXXIV n. 16 – 16/31 OTTOBRE 2011 (pagina – 4 -) Telese è ferma come sempre. La cittadina termale aveva riposto grandi speranze nella nuova amministrazione che non fa altro che tirare a campare. Anche le terme deludono e il nuovo statuto è sempre al di là da venire.

L’estate è passata e con essa è passata la stagione turistica telesina, ma in paese non si fanno certamente salti di gioia per come sono andate le cose. La delusione è massima e l’opinione pubblica ne individua subito i responsabili, a torto o a ragione.  Questi sono indicati nell’ente locale, l’amministrazione comunale per intenderci e nella gestione delle terme.  Si sa, le terme sono state sempre, e a maggior ragione lo sono tuttora, il volano dell’economia locale.  Quando le terme non tirano ed il Comune lascia andare, tutto va a rotoli e le critiche diventano legittime.  I cittadini sono avviliti perché la storia si ripete e non nutrono molte speranze su una ripresa dell’iniziativa amministrativa per portare il paese fuori dalle secche economiche che la crisi nazionale attuale ha finito per esasperare.

Capiscono che ci sono difficoltà, ma non riescono a giustificare quella che è (secondo loro) l’incapacità della Giunta comunale di uscire dalle secche di un’amministrazione di routine, senza progettualità.

Ci si guarda intorno, si vorrebbe scorgere un qualcosa di nuovo, una qualche idea utile allo sviluppo del paese, una qualche iniziativa che valorizzasse il concetto di città di servizi che la cittadina termale è sempre stata, ma tutto sembra essere racchiuso in una calma piatta che si estrinseca nella sola volontà (o possibilità) di realizzare il minimo indispensabile.

In questa ottica quindi s’inquadra anche il rapporto tra il Comune e le terme per la gestione a dir poco fallimentare (è giudizio unanime) realizzata quest’anno.  Tanto che l’argomento delle terme è stato ripreso, da ultimo, anche dalla minoranza consiliare. Infatti, il capogruppo Peppino Di Cerbo testualmente dice: “Il nuovo statuto del Consorzio Idrotermale, quanti altri anni devono passare per essere portato in approvazione? Eppure, i novanta giorni annunciati in Consiglio Comunale oltre un anno fa, sono ampiamente scaduti. Anche questo è un tormentone”.

Insomma, a Telese si vorrebbe che il Comune si decidesse a prendere posizione contro questa gestione delle terme che vanno sempre più indietro, e peggio; si vorrebbe che andasse avanti il discorso sulla costruzione della nuova sede del Liceo; che si realizzasse il Centro Pastorale; che si facesse il nuovo Piano Regolatore.

Su questi temi si è già fatto un certo percorso, ma da tempo non se ne è saputo più niente, si è persa traccia.

Fare amministrazione normale è utile, ma non sufficiente, bisogna un po’ spremersi le meningi per mettere in cantiere progettualità più alte che non siano (solo) quelle dell’orticello e/o dell’interesse di bottega, che dir si voglia

Carlo Franco

 

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