La sentenza di Perugia

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di Paola Macolino.La sentenza pronunciata dalla Corte d’ Assise d’ Appello di Perugia relativa al ” Caso Meredith ” ha assolto con formula piena ” per non aver commesso il fatto ” Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ribaltando così il verdetto di primo grado; tutti lo abbiamo appreso in quanto abbondantemente riferito dai media. Detto caso giudiziario, nonchè mediatico, ha riproposto una tendenza sempre più in voga nel nostro Paese, e cioè quella di dividerci in ” innocentisti ” e ” colpevolisti ” o, se volete, ” garantisti ” e ” giustizialisti ” . Abbiamo visto e sentito le reazioni della piazza di Perugia riguardo la sentenza, la gente comune urlante: ” Vergogna, Vergogna “. Tralasciando le opinioni di altrettanti opinionisti che hanno affollato i salotti televisivi in questi giorni, io vorrei esprimere la mia, lungi dall’ elevarmi ad ” Opinionista “, piuttosto mi limito a riportare su ViviTelese i ” dibattiti ” che si sono innescati e le conseguenti considerazioni con amici di fronte ad una tazzina di caffè…in altri termini potrei definirle ” chiacchiere simil-giuridiche al bar dello sport ” , senza dimenticare che trattasi di tragico omicidio ai danni di una giovane donna inglese, Meredith, a Perugia per ragioni di studio, barbaramente oggetto di violenza consumata e terminata perpetrando il peggiore dei crimini, l’ omicidio. Non sono un magistrato, nè un avvocato e neppure un agente delle forze dell’ ordine, categorie per le quali nutro enorme rispetto: non deve essere facile il lavoro che svolgono, a metà fra un servizio ed una missione. Sì, questa è l’ idea che mi sono creata attraverso l’ esperienza mia, di cittadina qualunque, che si muove ed agisce in un paese qualunque, di una società non qualunque….quella italiana!

Consapevole che generalizzare è rischioso, mi rendo conto, però, che un certo tipo di valutazione debba basarsi su una visuale di massima, prescindendo da casi isolati. Come dicevo, il rispetto per chi ci tutela legalmente parlando, seppur nella diversificazione del ruolo che svolge, sia esso giudicante ( GIUDICE ), difensivo ( AVVOCATO ) o accusatorio ( PUBBLICO MINISTERO ) e di applicazione delle sanzioni nonchè controllo di Legge ( FORZE DELL’ ORDINE ), il rispetto e l’ ammirazione sono assoluti.

Talvolta, come in occasione della sentenza di Perugia, mi capita di confrontarmi con persone che la pensano in modo differente dal mio e meno male ( che noia se la pensassimo tutti nell’ identica maniera, non ci sarebbe confronto e dunque crescita ed evoluzione ) : c’è chi è critico verso l’ operato di certuni che emettono sentenze stravaganti, qualcun altro che ha da ridire sull’ impegno di un legale nel seguire gli interessi del cliente, chi ancora parla delle modalità attuate dalle forze dell’ ordine. Insomma ciascuno dice la propria, come succede quando la Nazionale di calcio disputa una gara importante ed i tifosi partecipano attivamente all’ incontro non solo da spettatori, ma improvvisandosi Commissari Tecnici della Nazionale!

Lettori di ViviTelese, io descrivo delle impressioni, perciò opinabili.

Aggiungo altresì che, secondo me, non ci aiuta in un dato senso il proliferare di telefilms in salsa poliziesca, preferibilmente americana, di cui sono anche io fruitrice ed estimatrice, ad esempio CRIMINAL MINDS, C.S.I, LAW & ORDER.

Quello che cerco di dire è che i suddetti telefilms, pur godibilissimi, contribuiscono a creare effetti devastanti! Sì, ci alziamo dalla poltrona convinti di essere degli esperti ” giurisprudenti ” in grado di cogliere il piccolo cavillo, che ha fatto del criminale un ingiusto assolto o dell’ intenzione il chiaro movente!!

A questo nostro ” delirio di onnipotenza ” televisivo, se uniamo la bolgia del sistema giudiziario italiano e le probabili pecche umane di chi deve destreggiarsi in codesta realtà, eccoci giunti al punto che potremmo farci giustizia da soli oppure abbiamo noi la soluzione da indicare a coloro che ne sanno senz’ altro di più.

E dove collocare, invece, altri critici che riducono l’ esercizio della professione legale, alla semplice velleità di guadagno?

Mi permetto di dissentire totalmente da questi ultimi, che non considerano un aspetto fondamentale: chi ha il ” privilegio ” di conoscere la Legge e quindi di garantire diritti e legalità ogni giorno deve barcamenarsi nel mare di fascicoli rinchiusi in uffici spesso fatiscenti, altre volte ove urgerebbe il numerino del supermercato, e non è tutto.

Cosa dire della RESPONSABILITA’ di colui che con una ( propria ) decisione determina l’ avvenire di un suo simile?

In altre parole, accanto a questioni di carattere pratico ce ne sono altre di natura MORALE da gestire con LUCIDITA’; valgono tali considerazioni per i Giudici, da cui dipendono le pene, la carcerazione o meno di un uomo che si deve stabilire se sia colpevole o no; per gli Avvocati su cui può gravare l’ interrogativo: ” è giusto difendere un omicida che però ha diritto ad un processo regolare?”; e vale per un Agente che pure potrebbe essere avvolto da un dubbio che in alcune circostanze fa della Norma una ” crudele e disumana ” compagna che non ammette eccezioni!

Concludendo, il pianeta Giustizia, già di per sè controverso, nella nostra Italia lo è ancor di più, ragion per cui occorrerebbe, a mio avviso, rendersi conto che coloro che ne fanno parte meriterebbero maggiore rispetto di quello che in alcune circostanze ricevono.

Qui…. mi fermo.

E’ opportuno non accostarsi neppure di sbieco alle Patrie Galere….accostarsi preferibilmente da visitatori e non da ospiti.

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