Città telesina. Un progetto ambizioso ma necessario

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di Carlo Franco. Realtà Sannita Anno XXXIV n. 16 – 16/31 OTTOBRE 2011 (pagina – 6 -)Far nascere una vera Città Telesina.Gli antichi campanilismi frenano quella che sarebbe sì una svolta. Per ora c’è solo un accordo per i servizi tra 4 Comuni della Valle Telesina: Castelvenere, Amorosi, San Salvatore Telesino e Telese Terme. Questa volta la “Città telesina” forse ce la farà a nascere, ma va subito precisato che essa non sarà quella che tutti, amministratori e gente comune, hanno sempre auspicato da cinquant’anni a questa parte.

Per città telesina si è sempre inteso l’unione di tutti i Comuni della Valle Telesina, unione se non dei campanili certamente degli interessi che hanno le varie comunità a perseguire strategie che favoriscano lo sviluppo ed il progresso del territorio.

Oggi si pensa ad una città te- lesina formato ridotto, alla unione cioè di quattro Comuni per far fronte ai rigori che la finanziaria di agosto prevede. I quattro Comuni sono: Castelvenere, Amorosi, San Salvatore Telesino e Telese Terme.

Gli incontri tra i sindaci vanno avanti da tempo e diventeranno sempre più frequenti, ma solo da ultimo in un incontro pubblico tenuto nell’abbazia benedettina di San Salvatore Telesino questi primi cittadini hanno informato le loro comunità del perché stavano assumendo una tale decisione.

Messa da parte quindi la delusione di chi si aspettava un’altra interpretazione di città telesina, va certamente detto che questa iniziativa, in un certo senso obbligata dalla legge (per la sopravvivenza dei piccoli Comuni), va incoraggiata, sostenuta e riempita di contenuti.

I quattro sindaci (Di Santo per Castelvenere, Di Cerbo per Amorosi, Izzo per San Salvatore Telesino e Carofano per Telese Terme) hanno sostanzialmente detto tutti la stessa cosa: “Siamo obbligati dalla finanziaria ultima che ha stretto, e minaccia di stringerli sempre di più, i cordoni della spesa pubblica, per cui se non si corre ai ripari, ad escogitare cioè sistemi di collaborazione tra enti vicini, molti servizi erogati ai cittadini possono saltare”.

Il pubblico presente in sala ha seguito con attenzione questo grido d’allarme lanciato dai loro sindaci; ha condiviso ed ha incoraggiato loro a perseguire questa strada con convinzione e con determinazione mettendo da parte ogni eventuale atteggiamento campanilistico (retaggio che tarda a morire), perché le comunità interessate non soffrano più di tanto questa crisi oggi in atto.

Forse il pubblico presente ha voluto dire anche qualche altra cosa: questo primo tentativo di unione di Comuni si allarghi (legge consentendo) ad altri paesi della valle telesina perché in questo caso si potrebbe ottenere un risultato per davvero straordinario, cioè la costituzione di una città, la telesina appunto, con diverse migliaia di abitanti in grado quindi di esprimere un potenziale non trascurabile di capacità e di impegno nell’affrontare e risolvere i problemi e nel guardare avanti con fiducia per lo sviluppo ed il progresso del territorio tutto insieme.

Carlo Franco

 

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