Anni di piombo … abbiamo avuto, grazie

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di Ezio Esposito. Cominciò con il ’68. Un grande movimento giovanile di protesta contro tutto ciò che era status quo; dai costumi, ai valori consolidati della società liberal borghese e contro un mondo dominato dalle due superpotenze Stati Uniti e URSS.

Partito dagli USA il movimento dilagò subito in Europa, e in Francia prese il nome di “le joli mai”. Le grandi manifestazioni, migliaia di giovani, sobillati dai cattivi maestri nelle scuole secondarie superiori e nelle università, si riversarono nelle strade delle maggiori città dal Nord d’Italia fino a Roma, al Sud il fenomeno fu meno virulento. Cambiarono i costumi e fu nel sessantotto che l’amico Sandro Forlani “scoprì che le donne in carne e ossa erano meglio di quelle di carta”. Nella moda, nata nel ’63, cominciò a diffondersi la minigonna, per gli uomini i pantaloni a zampa d’elefante, gli eskimo. L’Influenza del ’68 si avvertì nell’arte, nella letteratura, gli spettacoli, la musica, nacquero i cantautori impegnati; i ragazzi disertavano le scuole e le università per inneggiare a Mao, al Libretto Rosso; i megafoni all’angolo delle strade gridavano parole d’ordine contro l’imperialismo e la guerra del Vietnam.

In Francia uno degli animatori più accesi del ’68 fu Daniel Cohn-Bendit, giovane intellettuale di madre e padre ebrei. Nella Germania Libera un altro giovanissimo intellettuale Rudi Dutsckhe, fu il leader del ’68, e grande incendiario di anime giovanili. Nella DDR, Germania comunista, dove Rudi era nato, un silenzio assoluto perché si sa che i morti non parlano. Costruiscono muri.

Nelle culle in cui nacque il Movimento: Stati Uniti, America Latina, Francia e Inghilterra in nome dell’anticapitalismo e nel mito di Che Guevara e Castro, dopo qualche anno le proteste si spensero. Daniel Cohn-Bendit e Rudi Dutsckhe sono, oggi, a capo di organizzazioni dei Verdi.

In Germania ma maggiormente in Italia l’evoluzione del Sessantotto sfociò nel terrorismo e la lotta armata, i cosiddetti Anni di Piombo.

Era il 12 dicembre 1969, in Piazza Fontana la Banca Nazionale dell’Agricoltura era piena di gente quando alle ore 16.47 diversi chili di tritolo, contenuti in una borsa di pelle sotto un tavolo, esplosero: 17 morti e 88 feriti. Gli autori dell’attentato furono innanzitutto cercati fra gli anarchici, poi fra i neofascisti e infine tra i Servizi deviati, si cominciò a parlare di un SuperSISMI una sovrastruttura segreta dei servizi italiani, composta da ufficiali fuori servizio delle forze armate detti Patrioti che agivano sotto protezione USA e il cui compito era mantenere i partiti democratici al governo insieme alla Democrazia Cristiana, escludendo tassativamente i Comunisti.

Il compito più importante però era quello della guerriglia contro le armate comuniste dell’Est nel caso avessero occupato l’Italia. Riguardo la strage la rossa Camilla Cederna pubblicò un libro formato zip dal titolo “Strage di Stato”.

Di Piazza Fontana, da più parti si disse che il botto non avrebbe dovuto provocare vittime ma soltanto terrore e così molti pensarono che gli attentatori venissero da fuori essendo, all’oscuro che pur oltre l’orario di chiusura in banca restavano molte persone perché era venerdì e c’era il cosiddetto mercato degli agricoltori e, in quelle occasioni, la Banca Nazionale dell’Agricoltura restava aperta fino alla fine delle contrattazioni.

Pochi giorni dopo gli avvenimenti narrati, nel 1970, ci fu l’esordio delle Brigate Rosse. A Padova, nella sede del MSI, furono giustiziati Giuseppe Mazzola, funzionario del partito e Graziano Girolucci, un povero disgraziato trovatosi nella sede per caso. Le BR si divisero subito, a Torino, in due colonne, una operava nelle fabbriche, si occupava di fare proseliti e boicottare la produzione, l’altra della guerriglia armata, di sequestri e uccisioni di singoli personaggi ritenuti nemici.

Sull’esempio delle BR, neofascisti e comunisti crearono altri pericolosi gruppi extraparlamentari … e fu il prosieguo della guerra civile, con gli stessi eccidi e l’odio di quella del ’45. Chi c’era, all’epoca, non potrà mai raccontare tutto ciò che accadde dal 1970 alla metà degli anni ’80.

Saldatasi la protesta violenta … molto sangue, anche di persone innocenti, inondò certe strade, piazze e sezioni di partito. E non si dimenticano gli attentati con gli esplosivi: piazza della Loggia, treno Italicus, Stazione di Bologna, eccetera. A che pro tale carneficina?

Diciamolo: in quegli anni di regime bulgaro quando, per necessità, a governare il Paese la Democrazia Cristiana poteva succedere soltanto a sé stessa, i gruppi estremisti, tutti, furono infiltrati e manipolati dai Servizi. In quel momento storico la gente doveva pensare: meglio questo governo di questi assassini e bombaroli. La domanda è una: perché dopo i processi ripetuti fino alla nausea non esistono colpevoli? Se un merito si può attribuire a ‘Mani Pulite’ è quello di aver staccato la spina con il passato dando la possibilità all’Italia e agli italiani di diventare un paese normale, o almeno così si credeva.

E invece, no. Il passato è un buon maestro per non ripetere gli errori già commessi. Invece noi italiani siamo quelli degli eterni ritorni, dimentichiamo tutto e in fretta senza imparare un tubo dalle passate cupe esperienze. C’è una parte della classe dirigente attaccata alla Costituzione come un naufrago alla tavola e sembra non rendersi conto che leggi e regole vanno rispettate. Soprattutto in una democrazia liberale, quale vorrebbe essere la nostra. Invece no, la minoranza alleata con la CGIL e parte di quella magistratura, sedicente democratica, ogni giorno attacca il governo voluto dagli elettori per demolirlo.

C’è chi usa un linguaggio apocalittico da ultimi istanti di Pompei un giorno si e l’altro pure suscitando negli animi accesi dalle ideologie rosse e anarchiche imput di violenza e di distruzione.  I Centri Sociali, i disobbedienti, le schegge ancora vitali della Falce e Martello, gli Anarchici e via dicendo si aggregano con l’intento di scatenare la più imbecille delle violenze. Vorrebbero tornare indietro ai bei giorni della lotta armata?

Le BR si addestravano nei paesi dell’est comunista oggi quelli che ne sono la brutta copia vanno a prendere lezioni in Grecia, paese con Presidente Socialista. Li abbiamo visti all’opera a Roma sabato scorso. Questi figli di papà praticano una violenza cieca, furibonda e ottusa pensando di poter cambiare in quel modo il corso della storia. Illusi, non c’è spazio per la loro imbecillaggine. Non trovano terreno di coltura come fu per gli anni di piombo, il loro virus sconsiderato non passerà

Perché gli ‘indignati‘ nel mondo protestano civilmente mentre da noi c’è sempre chi sogna la rivoluzione del’17? Perché l’Italia è afflitta dai tanti comandanti scadenti di lungo corso che predicano tutto e il contrario di tutto senza mai preoccuparsi dello stato di salute del Paese. Possibile che pochi energumeni possano distruggere tutto ciò che incontrano, incendiare macchine di privati e furgoni dei carabinieri, scassare vetrine, sputare in faccia agli agenti di polizia e sprangarli? … Attenzione: se la la misura si colma c’è sempre il rischio che arrivi un Pinochet o un bel plotone  di colonnelli.

Evocare fantasmi fa paura? La democrazia nella libertà è bella ma non bisogna abusarne.

e.e.

 

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