Senza ascoltare ragioni !

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di Pierluigi Santillo. Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva.  Il 12 agosto scorso si è svolta un’importante seduta del Consiglio Comunale di San Salvatore Telesino, nel corso della quale, fra l’altro, le osservazioni di Cittadini in Movimento, della Consulta Ambientale e della LIPU di Benevento sulla variante al Piano Regolatore generale relativa ai terreni di proprietà comunale nei pressi delle sorgenti del “Grassano” (già approvata con delibera di C.C. n. 14/2011), sono state “bocciate” senza alcuna discussione, dalla sola maggioranza, e con un “numero legale” striminzito, data l’assenza di molti Consiglieri e la presenza, fra le file della minoranza, del solo Giuseppe Creta.

Peraltro, almeno per quanto riguarda l’esame delle osservazioni e le relative controdeduzioni al progetto di “sistemazione e riqualificazione aree comunali in località acqua fetente ai sensi dell’art. 19 DPR 327/2001 in variante PRG” (punto 5 dell’o.d.g.) e sull’adesione al progetto di unione con i comuni di Amorosi, Castelvenere e Telese Terme (punto 12 dell’o.d.g.) sarebbe stato necessario dare la possibilità anche ai cittadini di partecipare attivamente al consiglio, di rispondere alle controdeduzioni del Comune, di precisare le proprie posizioni, di chiedere chiarimenti, … convocando un consiglio comunale aperto ai sensi del comma 3 dell’articolo 30 del Regolamento.

Insomma, sarebbe stato il caso, sul serio, di “aprire il palazzo”, di avviare un percorso di partecipazione reale, e di confrontarsi con i cittadini che non sono più disposti a concedere credito cieco ed illimitato agli amministratori e a subire passivamente decisioni calate dall’alto (lo diciamo in generale, guardando all’intera situazione politica nazionale e mondiale, confortati dall’esito dei recenti referendum e nella certezza che l’attuale crisi economica non potrà che costringere ad un completo ripensamento dei modelli di sviluppo degli ultimi decenni).

Quello che ci ha colpito assistendo a questo consiglio comunale è stato proprio il contrasto, sempre più evidente ed inaccettabile, fra le, pur condivisibili, dichiarazioni di principio e gli atti concreti di questa amministrazione:

approvazione dei criteri generali per l’ordinamento degli uffici e dei servizi in recepimento delle disposizioni del D.Lgs. 150/2009 (la cosiddetta riforma Brunetta: trasparenza, accessibilità totale, valutazione performance, obbligo di rendicontazione ai cittadini, …) e il persistere di inopportune commistioni fra ruoli dirigenziali e attività di assessore incongruenti anche rispetto a quanto stabilito dal P.E.G. (piano esecutivo di gestione) approvato dalla stessa Amministrazione (in più occasioni siamo stati anche accusati di aver definito illegittime quelle nomine, ma in realtà noi abbiamo sempre e solo detto che le troviamo del tutto inopportune);

insistenza a parole sulla dichiarata apertura alla partecipazione democratica della nuova amministrazione e approvazione del regolamento del forum giovani, senza averli, per quello che ci risulta, nemmeno sentiti, e, dopo la brutta figura dello Statuto, approvazione di altri regolamenti e atti di indirizzo fondamentali per il futuro di tutti i cittadini, come l’unione dei comuni, senza alcun confronto, nemmeno con la minoranza consiliare, completamente assente;

condivisione e sottoscrizione della “Carta di Matera” (tutela dei suoli agricoli e del paesaggio) e conferma, a dispetto delle osservazioni ricevute, della volontà di modificare il PRG vigente e di alienare a scopo edificatorio un’area già destinata a verde pubblico in prossimità del torrente Grassano.

A proposito di questa decisione, abbiamo anche dovuto subire, e senza poter replicare o almeno chiarire, le offese, le provocazioni e i tentativi di ridicolizzazione da parte dell’Assessore e Tecnico Leucio Iacobelli (ma presumibilmente i suoi colleghi di maggioranza ne condividono lo spirito e l’azione), con l’unico risultato di dimostrare che le esternazioni “poco opportune” in occasione del dibattito pubblico da noi organizzato su questo progetto di vendita dei terreni in località “acqua fetente” il giorno 3 agosto sono una meditata posizione politica di esibito, oltre che sentito, fastidio per la libera espressione della propria opinione da parte dei cittadini e non, come speravamo, un’infelice reazione del momento nel mezzo di un concitato confronto.

Non si comprende che il considerarci come fastidiosi oppositori, invece che come liberi cittadini che esprimono le loro opinioni e cercano di dare un contributo, è deleterio per la stessa azione dell’amministrazione, la quale da un ascolto attento e critico dei cittadini dovrebbe trarre solo stimoli positivi e collaborazione fattiva su obiettivi condivisi.

Tornando alla variante al PRG, la maggioranza consiliare si è fatta comunque forte dell’avvenuta acquisizione, come è stato riferito di tutti i pareri previsti da parte degli enti competenti (ad eccezione di quello della Provincia di Benevento, ma incluso quello della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Caserta), richiesti peraltro senza nemmeno attendere le osservazioni e proposte dei cittadini sollecitate con l’avviso pubblico del 6 giugno scorso, con ciò dimostrando che non v’era nessuna intenzione di valutarle nel merito per modificare eventualmente le proprie scelte o almeno il progetto. L’obbligo di pubblicazione è stato visto, evidentemente, come un mero adempimento cui dare corso per la regolarità formale del procedimento.

Comunque sia, Iacobelli ha insistito nel presentare la variante come un intervento finalizzato al recupero ambientale di un”area “abbandonata e dimenticata” e non anche come procedura finalizzata alla vendita dei terreni, a scopo edificatorio, come invece successivamente ammesso dal Consigliere Iatomasi.

Noi continuiamo a pensare che il doveroso recupero delle aree degradate del nostro territorio (e ce ne sono tante, come abbiamo più volte segnalato) non necessariamente debba tradursi in cementificazione e alienazioni a privati, che debba essere rispettata la Convenzione Europea del Paesaggio (sottoscritta anche dall’Italia) e tutte le norme vigenti sia in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza che di partecipazione dei cittadini, che le amministrazioni locali debbano tutelare l’ambiente, la biodiversità, il paesaggio, e debbano incentivare non più l’edilizia speculativa (o attività produttive prive di radicamento e a volte contrarie alla “vocazione” del nostro territorio) ma, per quanto possibile, un’economia sostenibile e solidale (agricoltura biologica, turismo di qualità, produzioni e commercializzazione a Km zero, …).

Ricordiamo che il “progetto” dell’Arch. Iacobelli prevede la realizzazione di due fabbricati di oltre 6.000 metri cubi e alti più di dieci metri all’interno di quella che dovrebbe essere una fascia di “rispetto” intoccabile di 150 metri dal torrente Grassano, con un impatto a nostro avviso inconciliabile con il contesto in cui si vanno ad inserire, e che certamente non si può risolvere con una fascia “alberata” larga 20 metri piantumata a canne e salici) per rendere conveniente economicamente l’acquisto dei beni e quindi incentivare i potenziali acquirenti privati.

Nel corso del suo intervento in Consiglio Comunale, l’Assessore ci ha accusati di non aver fatto proposte alternative: nelle osservazioni presentate (che lui stesso ha comunque riferito potranno essere utili per la redazione del nuovo P.U.C.), al contrario, avevamo proposto di bandire un concorso di idee o di avviare una consultazione dal basso. Inoltre avevamo sostenuto con chiarezza che per la riqualificazione ambientale dei terreni in zona “acqua fetente”, ogni eventuale intervento avrebbe dovuto rispettare il vincolo di inedificabilità nella fascia di 150 dal bordo del torrente Grassano, avrebbe dovuto tener conto della situazione idrogeologica dei terreni, avrebbe dovuto rispettare le indicazioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ancorché ancora in fase di adozione, e avrebbe dovuto tenere prioritariamente in conto le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica dell’area.

Possiamo aggiungere, visti anche i progetti in corso di unione, fra gli altri, con il Comune di Telese Terme, che l’area che si intende alienare si prestava come naturale secondo ingresso al Parco del Grassano, in modo da valorizzarlo ulteriormente, magari anche accettando la realizzazione di manufatti per attività commerciali e servizi, al di fuori della fascia di rispetto di 150 metri dal torrente, e di altezza non superiore ad un piano fuori terra, previa rigorosa valutazione dell’impatto ambientale, magari prevedendo anche la continuazione in territorio di San Salvatore Telesino, della pista ciclabile già in funzione nel territorio di Telese Terme.

D’altra parte, dobbiamo anche ricordare che questa Amministrazione non ha ancora fatto alcun incontro pubblico sulla procedura di redazione del nuovo P.U.C. che oramai va avanti, si fa per dire, sin dal 2005 senza che ancora i cittadini abbiano avuto modo di capire quale modello di sviluppo del territorio i nostri amministratori (tanto gli attuali quanto quelli precedenti) vogliano proporre. Questo “silenzio” ci preoccupa non poco, soprattutto quando ci riferiscono che invece, nel chiuso degli uffici comunali, e magari anche altrove, in realtà si sta lavorando attivamente proprio per la redazione del PUC, senza che i cittadini “normali” ne sappiano nulla.

Le sollecitazioni della Consulta Ambientale nei confronti dell’Assessore Iacobelli affinché fossero ripresi i confronti con i cittadini prima di arrivare a definire un progetto di piano non hanno avuto, fino ad ora, alcun riscontro e l’unica iniziativa sul tema rimane l’incontro con l’amministrazione ed il progettista incaricato (al quale l’attuale amministrazione ha confermato ed ampliato l’incarico) del 19 febbraio 2008. Evidentemente si pensa, anche in questo caso, di decidere prima e di pubblicare il piano solo formalmente ancora in bozza per la ricezione delle osservazioni, senza alcuna reale volontà di ascolto e confronto con i cittadini. Speriamo di essere smentiti al più presto, con i fatti, e non a chiacchiere.

Come già fatto per rispondere all’insofferenza degli amministratori intervenuti al dibattito organizzato il 3 agosto dalla Consulta Ambientale, vogliamo sottolineare ancora una volta, con determinazione, che è sempre un bene quando è possibile incontrarsi tra cittadini, per discutere dei problemi e fare delle proposte. Anche quando si chiedono le piazze e non si è capaci di riempirle, anche allora, è un bene, perché il vuoto non parla dei presenti ma degli assenti, parla di una capacità di cittadinanza attiva evidentemente ancora poco sentita, e dunque tutta da pensare, da volere, da costruire e da realizzare insieme agli altri.

Piazze vuote vuol dire che bisogna imparare a desiderare la partecipazione, a svegliarsi dal sonno preconfezionato di soluzioni pre-masticate e offerte talvolta con un atteggiamento di presunta superiorità, spesso con l’assenso acritico dei cittadini stessi.

Fare parte di un comitato, di un’associazione ambientalista, o di un altro gruppo che in qualche modo sia impegnato nel seguire le faccende inerenti la gestione amministrativa di un Comune, è volontariato civico, né più né meno di altre forme di volontariato, tradizionalmente più rinforzate socialmente e accolte con maggiore favore, specialmente nelle nostre piccole comunità, dove non ci si vuole sbilanciare, si pensa che questo possa garantire l’apparire “amici con tutti”, senza rimetterci la faccia. Tutti sanno, tutti dicono in piazza, ma nessuno si vuole assumere la paternità di un pensiero. Come ha sottolineato anche Luca Zolli nel suo intervento, in questo modo rischiamo di essere tutte monadi, singole persone, non c’è una comunità.

Il volontariato civico è un volontariato scomodo, spesso si denunciano le criticità, si propongono nuove visioni e valutazioni di un problema, si crea “disordine” là dove doveva rimanere tutto immobile. Sempre, comunque, si dedica tanto tempo a sciorinare i problemi, discuterne, e cercare di coinvolgere le persone, convinti che la partecipazione sia il metodo e sia un valore in sé, sempre.

Il volontariato civico, pertanto, non persegue fini partitici ma persegue certamente fini politici, inerenti cioè la gestione della cosa pubblica, nell’ottica del ricercare e favorire il bene comune.

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Ulteriori considerazioni sul nostro blog: http://transizionesst.blogspot.com

Cittadini in movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva

1 commento

  1. …con un “numero legale” striminzito, data l’assenza di molti Consiglieri e la presenza, fra le file della minoranza, del solo Giuseppe Creta… … senza alcun confronto, nemmeno con la minoranza consiliare, completamente assente…

    Sottolineare la mancata partecipazione al Consiglio Comunale del Gruppo Consiliare di Minoranza è scorretto sia politicamente che eticamente. Nel nostro ordinamento giuridico esiste un principio generale ed inderogabile vigente sin dal diritto romano (audiatur et altera pars: si ascolti anche l’altra parte) che impone il contraddittorio con l’altra parte.
    Orbene, la maggior parte dei componenti della minoranza consiliare non era presente al Consiglio Comunale in questione per il semplice fatto che lo stesso è stato convocato con atto protocollato in data 08/08/11 per il giorno 12 agosto, in pieno periodo feriale.
    Il comportamento del gruppo di maggioranza, definibile come l’imboscata di ferragosto, viola tutti i più comuni ed elementari principi di democrazia.
    D’altronde, le questioni prospettate nell’articolo vendita di terreni comunali, commistioni tra funzioni dirigenziali ed assessoriali, ecc. ecc.) sono state da noi fermamente censurate e contestate in tutti i consigli comunali e attraverso numerosi articoli senza mai trovare la condivisione e compartecipazione di gruppi o associazioni di volontariato.
    Senza trascurare che la Consulta Ambientale è stata istituita anche con il nostro voto benchè avessimo esternato seri dubbi sul fatto che l’amministrazione di maggioranza avrebbe realmente recepito i suoi pareri e favoritone l’operatività.
    Anche il nostro Gruppo …persegue certamente fini politici, inerenti cioè la gestione della cosa pubblica, nell’ottica del ricercare e favorire il bene comune… mettendoci sempre la “faccia” ed il coraggio di sottoporsi al giudizio dell’elettorato.
    Il Gruppo Consiliare di Minoranza non si è mai sottratto al dibattito ed al confronto politico esercitando il proprio ruolo di opposizione conferitogli dal voto di oltre 1.200 cittadini.
    Continueremo a svolgere le nostre funzioni, nonostante i continui ostacoli posti dalla maggioranza (mancato rilascio della documentazione richiesta, mancata informazione sulle questioni di maggiore rilevanza, mancata convocazione delle conferenze dei capigruppo ecc. ecc. ), con il massimo impegno, nel rispetto delle regole ed a tutela di tutta la comunità.
    Al termine del mandato saranno gli elettori a valutare il nostro impegno ed il nostro lavoro.
    Fabio Romano Capogruppo Minoranza Consiliare Comune di S. Salvatore Telesino

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