Ri-girando nella Scuola

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di Domenica Di Sorbo. La scuola è un luogo straordinario in cui ogni giorno gli adolescenti ci regalano le loro contraddizioni e restituiscono al “buon maestro”, al passo con i tempi, un drammatico ritratto, parafrasando Oscar Wilde. E’ così che Dorian Gray sente il bisogno di dare risposte, ma di trovare anche nuove domande.

Certamente, il nostro solerte interlocutore, Raffaele, è espressione di un eccellente lavoro. “Buoni maestri” lo hanno educato a volare e ad esprimere liberamente ciò che pensa.

Purtroppo, da quando la scuola si è trasformata da azienda di erogazione in azienda di produzione, ogni giorno, il “buon maestro” s interroga in preda ad una sindrome del burn out … chiedendosi: “qual è il mio ruolo?”

I giovani sono preda di forme di comunicazione a causa delle quali il “buon maestro” deve inventarsi nuovi linguaggi, trovare modalità affini alla logica del mercato, pur continuando a mantenere, anzi a consolidare, il suo ruolo.

Superando il dualismo caro alla cultura manichea occidentale, il “buon maestro” deve sopravvivere ad ogni quotidiana provocazione, di qualsiasi origine, ispirandosi ai principi di correttezza, equità e trasparenza, ricordando che “ non si insegna ciò che si sa, non si insegna ciò in cui si crede, ma si insegna ciò che si è”.

Inoltre, oggi il “buon maestro” deve saper fare il “coach” per permettere ai suoi studenti di “apprendere” nel modo in cui “vogliono” apprendere.

Il “buon maestro” si impegna, nonostante tutto, a rimanere fedele a se stesso, ad essere coerente con i suoi principi di partenza. Egli sa che il miglior traguardo consiste nel regalare ai suoi studenti la capacità di porsi domande, perché la conoscenza nasce dall’amore per la verità, giorno per giorno.

I cervelli che si pongono domande respirano e spesso si nutrono dell’ossigeno che “rubano “ al “buon maestro”!

Questi, in tal modo, sa che il traguardo è vicino, e finalmente può sedersi e ripensare al primo principio ispiratore del suo lavoro e, rispolverando i ricordi giovanili, ripete con Voltaire: “Io non condivido la tua idea , ma sono disposto a dare la mia vita perché tu possa esprimerla!”.

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