Le acque solfuree di Guardia Sanframondi … e di Telese

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di Flaviano Di Santo. Quando parliamo di acque sulfuree, relativamente alla Valle Telesina, è scontato riferirsi esclusivamente alle note sorgenti sotto monte Pugliano ma è stata una sorpresa per me, scoprire che esistono anche altre sorgenti analoghe .

Da uno studio scientifico conservato presso la Biblioteca della Società napoletana di storia patria ( IT\ICCU\SBLE\012103), emerge che il chimico Galileo Pallotta nel 1823 pubblica il risultato delle analisi chimiche di due sorgenti distinte: quelle di Guardia Sanframondi e di Telese.

Il sito di Guardia è così descritto: “ Lontano da Guardia Sanframondi circa un miglio dalla parte, che guarda l’angolo di Mezzo giorno, ed a Occidente, si trova una Valle che nasce da due Colli, uno detto Selvozza, e l’altro Pietre acute, nella quale scorre una acqua Minerale di natura Epatica dà quei naturali chiamata Acqua Fetente, che uscendo da una Vasca nell’istesso sito uniscesi ad altre acque.

Il sito a cui si riferisce il Pallotta potrebbe corrispondere alla sorgente che i guardiesi chiamano ‘acqua sàuza’ che per una corretta analisi etimologica, attingo da ‘Parole nel tempo’ di Enrico Garofano (da lat. salus-a-um salato, che contiene sali, salmastro) ed identifica il toponimo rurale di ‘Fontana Bolla’. Per una migliore identificazione del sito, è l’area sotto la piazzola di emergenza tra le uscite di Paupisi e Solopaca della SS 372 Telesina (dir. Cancello), chiamata appunto Fontana Bolla.

Del sito telesino il Pallotta analizza le acque della sorgente dell’Olivella, sottolineandone la “quantità immenza…non piccole sergenti, o anche ruscelletti, ma bensì fiumi da ogni lato vedonsi scorrere…” e che i principi attivi perdono di energia verso il lato dell’antica Città di Telese.

In entrambe le sorgenti di Guardia e Telese, si riscontra una composizione analoga con carbonati di calce, magnesia e soda. Presenti inoltre solfati di soda, cloruro di sodio e tracce di silice.

Negli anni successivi a quelli a cui ci riferiamo, sarà Achille Jacobelli ad aprire la strada degli stabilimenti delle sorgenti telesine. Per quanto riguarda le sorgenti guardiesi invece, questo studio è un’autentica rarità. Va considerato che nell’intero comprensorio guardiese, la presenza di sorgenti potabili ha rappresentato già dal periodo longobardo, una vera ricchezza.

L’acqua sgorga dal suolo copiosa e solo nel centro urbano ci sono le fontane pubbliche di rione croce, 2 nel rione fontanella, ben 4 nel rione portella ed una nel rione piazza, la più antica. Ancora oggi sono tutte funzionanti anche se qualcuna non è più alimentata direttamente da sorgenti naturali che sono ovviamente sprecate come d’altronde si sprecano gran parte delle sorgenti telesine.

Qualche mese fa attraverso un referendum proposto dagli ambientalisti, la volontà popolare si è espressa a favore di una gestione pubblica dell’acqua ma è un vero peccato non aver colto che l’essenza del problema ambientale è lo spreco e non la sua gestione, che è un problema politico. L’esempio delle risorse guardiesi e telesine sono esempi eclatanti ed assistere ad espressioni della politica che usano l’ambiente come strumento di dissuasione aiuta a tutto, certamente carriere politiche… tranne che l’ambiente. Buona plin plin

Flaviano Di Santo

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