Una rotonda … al Pastorello

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di Lorenzo Morone.  Sono da poco partiti i lavori per realizzare una rotonda sullo svincolo tra Cerreto-Telese e San Lorenzello. Anche io mi voglio unire al ringraziamento dei Sindaci di Cerreto e San Lorenzello, Dott.ri Pasquale Santagata e Gianni Di Santo, ringraziamenti indirizzati a Lucio Rubano che, quale Consigliere Provinciale, ha da sempre sposato l’idea della Rotonda, fin quando, grazie all’intelligenza del dirigente del Settore Infrastrutture della Provincia di Benevento, Ing. Liliana Monaco, non è riuscito a farla realizzare. Penso che il modo più giusto per ringraziarlo sia ripubblicare l’articolo da me redatto quando i lavori erano appena partiti, e si sarebbe potuto risparmiare una bella sommetta se solo altri politici avessero preso in considerazione il mio appello…ma l’Italia è così. Grazie Lucio.

“Qualcuno ricorda Fred Bongusto? Cantava, facendo sognare, “Una rotonda sul mare…”. Più prosaicamente io sogno una “Rotonda”…al Pastorello.

La rotonda o rotatoria o rondò alla francese è un sistema pensato per una più razionale organizzazione del traffico in prossimità degli incroci e porta ad una significativa diminuzione degli incidenti.

Questa tipologia stradale venne realizzata per la prima volta a Parigi agli inizi del XX secolo, ma non ebbe un gran sviluppo in Europa fino al secondo dopoguerra. L’introduzione del principio della priorità all’anello centrale, che obbliga i veicoli in avvicinamento a rallentare e a cedere il passo ai veicoli che già occupano la rotonda stradale, ha contribuito all’affermarsi e al diffondersi di questa tipologia in tutti i paesi europei, ora anche in Italia.

Osservando infatti il panorama viabilistico odierno, si può sempre di più notare come gli incroci stradali di qualunque grado e tipo, dotati o non di semafori, sia in ambito urbano che extraurbano, siano progressivamente sostituiti dalle rotonde stradali che assicurano un maggiore smaltimento del traffico veicolare e procurano altri numerosi effetti positivi.

Il primo comune italiano ad adottare la rotonda alla francese è stato quello di Lecco, nel 1989, mentre a Cattolica, grazie all’uso delle rotatorie, in un anno si è passato da 1800 a 300 incidenti stradali. Caso unico in Italia la Provincia di Treviso, che investendo 500 milioni di euro nel “Progetto Rotatorie” è riuscita ad inaugurare più di 250 nuove rotatorie dimezzando dal 1997 al 2006 il numero dei decessi.

Oggi finalmente anche nel resto dell’ Italia gli svincoli stradali sono sostituiti da “Rotonde”, di ogni grandezza. Molte di queste sono state l’occasione per realizzare macchie di verde, arricchite spesso da “monumenti”, dei veri totem dedicati alle tipicità della zona, al fine di propagandarle.

La nostra rotonda apre al turista le porte del Parco del Matese, attraverso Cerreto e San Lorenzello, e pur non avendo molto spazio a disposizione potrebbe-dovrebbe essere fortemente caratterizzata dall’uso della ceramica, per dare subito un segnale forte e chiaro del “confine” che si sta varcando: una zona a forte vocazione turistica ricca di natura, arte ed artigianato.

Sembra però che questo orientamento ormai generalizzato non troverà posto nei lavori che si stanno realizzando in località Pastorello. L’idea, partita da una proposta della Pro Loco, si sta realizzando da parte della Provincia con scelte progettuali che, sembra, prevedano uno svincolo semaforizzato. Pur nel rispetto delle scelte effettuate, penso che sarebbe opportuno trovare una soluzione che consenta di evitare i semafori, di realizzare una rotonda che possa contenere anche i simboli della zona nella quale si accede e che renda meno pericoloso la percorrenza ai pedoni realizzando un marciapiedi lungo la curva dal lato delle case. Lo spazio è poco? fidando nella bontà dei tecnici progettisti, sono certo che una soluzione ci sarà evitando così anche il malcontento che serpeggia, non a torto, tra gli abitanti dell’affollato Rione A.Moro. Oltretutto l’Italia si è recentemente allineata alla norma acquisita dalla Comunità Europea e l’istituzione obbligatoria dei cosiddetti P.U.T, cioè i “Piani Urbani del Traffico”, con i quali i Comuni sono chiamati a realizzare una migliore gestione delle condizioni della viabilità all’interno dei centri abitati, obbliga ad un ripensamento delle scelte fatte, qualora ritenute non idonee. Cosa ne pensano i Comuni di Cerreto e San Lorenzello?”

Lorenzo Morone – Vice Sindaco di Cerreto annita

Ecco come a Vieste una rotonda è stata l’occasione per propagandare il territorio.

Un  ” totem” in ceramica moderno, da il benvenuto a tutti evidenziando le caratteristiche della zona: sole, mare. Ai nostri bravi ceramisti il compito di proporre un totem che esalti “La porta del Parco del Matese”. Cerreto, San Lorenzello, Faicchio, Cusano e Pietraroja potrebbero unirsi per finanziare l’opera. Ci proviamo?

 

 

 

 

 

 

 

5 Commenti

  1. Caro Renzo,
    La completa informazione per chi legge richiede il ripercorrere brevemente la storia della rotonda: una tua battaglia iniziata già quando si parlava del progetto di un impianto semaforico e non della rotonda al Pastorello.
    Mi ricordo che in quell’occasione nè chi sedeva in consiglio provinciale nè chi ricopriva cariche istituzionali che gli consentivano di parlare con autorevolezza, presero posizione contro la realizzazione dell’impianto semaforico e a favore della rotonda. Anzi (come tu mi raccontavi), contro il tuo parere da urbanista, sostenevano che non c’era spazio sufficiente a realizzare una rotonda e l’impianto semaforico era la migliore soluzione per risolvere il problema del traffico a quell’incrocio.
    Poi l’impianto semaforico fu realizzato, con una spesa di cui non conosco l’entità ma che certamente ha raggiunto parecchie migliaia di euro.
    Poi l’impianto semaforico non è entrato mai in funzione ed ora si deve smantellare.
    Poi, per abusare di una locuzione molto popolare, “… e io pago …”
    Ma non hanno pagato quelli che hanno buttato via i soldi pubblici realizzando l’impianto semaforico, anzi evidenziano il loro impegno per l’interesse della comunità.
    Evviva.
    Con affetto e immutata stima
    Franco Gismondi

  2. Caro Franco, quante parole abbiamo speso per le cose assurde che si fanno…ma ogni tanto è bello aver avuto ragione. E’ brutto pure “aver avuto ragione” in casi come questi, perchè trattasi dell’ennesimo spreco di risorse.E la cosa brutta è vedere che si vanta chi, allora, tacque.Pur potendo far variare i lavori. Perciò ringrazio Lucio che, come te, tanto ha fatto per la nostra Cerreto.
    Ma questa è l’Italia. Nel mio piccolo, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di fare qualche cosa.
    Ciao

    • Mi sta bene il ringraziamento per chi ha fatto tanto per Cerreto, ma ai tempi del semaforo al Pastorello Lucio era consigliere provinciale, e non mi ricordo nessun suo intervento contro quel semaforo e a favore della rotonda. E’ una mia dimenticanza o si è ravveduto dopo lo spreco di denaro pubblico del semarofo?

  3. ..e ricorderai pure quanti scienziati, bravi a fare il mestiere degli altri, pontificarono con la certezza degli ignoranti: L’architetto è pazzo. Lì non c’è spazio sufficiente per una rotonda. Andassero a vedere..se invece di denigrare chi non era dello stesso partito avessero fatto qualcosa per verificare, probabilmente avremmo risparmiato qualche decina di migliaia di euro…concludo con una considerazione che sicuramente condividi:Io sono soltanto uno. Non posso fare tutto, ma questo non mi fermerà dal fare quel poco che posso.
    Everett Hale

    • No, Franco, ricordi bene. Solo che Lucio si interessò già allora, ma i tecnici dell’epoca (2006-07- se non sbaglio) gli dissero che non c’era spazio sufficiente. E’ poi tornato alla carica con il nuovo Dirigente Ing. Liliana Monaco, che ha recepito la giustezza della richiesta. Ma il nostro Comune, a cui fu indirizzata pure una petizione e che poteva-doveva chiedere una modifica del progetto,che si eseguiva sul SUO territorio, tacque. Avallando il tutto. Ora si farà la rotonda..dopo 4 anni e tanto sperpero di danaro. Ma chi mette una pezza non è colpevole, colpevole è chi ha creato lo strappo. Ciao, Franco. So bene che, pur da diverse posizioni, intendiamo la politica in modo diverso.

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