Cerreto: ultimo tango sul Titanic

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di Ivan Ricciotti. Associazione politico-culturale “Da Sempre per Cerreto” Prima che iniziassero le manifestazioni estive, organizzate dall’attuale amministrazione, c’è stato un gran vociare, una pubblicità chiacchiericcia tanto vastissima quanto inconsistente su questo nuovo evento “rivoluzionario”. Ma, come al solito, solo state chiacchiere. L’unica rivoluzione effettuata finora è stata quella di sostituire chi manovrava i fili.

Il riferimento è a “La Movida” (se si chiama ancora così, visto che ogni 2 giorni un nuovo manifesto ci annuncia il cambio di nome del contenitore di iniziative estive: hanno le idee confuse persino su un nome da dare), evento di svariati gruppi musicali, avviato nel 2004 dall’amministrazione dell’epoca e terminato nel 2008 sostanzialmente per carenza di fondi (e, aggiungerei, fortunatamente per i cittadini cerretesi visto che la disparità tra le uscite e le entrate era notevoli e che, soprattutto, l’evento “mordi e fuggi” era poco consono allo sviluppo di attrattive della nostra comunità).

Oltre al nome, non si evince nessuna innovazione nel programma. Anzi, a dire il vero, esso conteneva (si saranno accorti della gaffe) anche numerose manifestazioni che non c’entravano una beneamata mazza con la programmazione dell’ente, come le feste in onore di alcuni santi.

In buona sostanza, da ciò che si legge nel programma, si tratta di una semplice organizzazione di eventi estivi, sicuramente ben accetta, ma che non meritava affatto il fracasso di pompose grancasse.

Sappiamo bene che le casse comunali sono prive di liquidità, tant’è vero che lo stipendio di giugno dei dipendenti comunali è stato pagato a fine luglio e quelli della Cooperativa Alba Nuova stentano a vedersi. Quindi bisogna avere prudenza e oculatezza nelle scelte. Però è altrettanto vero che si possono organizzare manifestazioni quasi a costo zero con fini di sviluppo, se convogliate nei giusti canali comunicativi (lo hanno dimostrato e continuano a dimostrarlo i giovani del Forum).

Detto ciò, non si è ancora ben capito quale sia il “piano di rilancio turistico” della nuova amministrazione. Che, a parole, è capace di rivoluzionare, tramite un programma vuoto, lo sviluppo della nostra comunità nei suoi vari settori, ma nei fatti dimostra di avere ben poco affetto, ingegno e, soprattutto, una scarsa credibilità. L’impressione è che loro per primi credono poco in ciò che fanno, quasi come se facciano le cose perché si devono fare, non importa come o quali sono gli obiettivi da raggiungere.

Per quanto concerne il settore turismo, i problemi, lo abbiamo sottolineato tante volte, sono tanti. Nonostante abbiamo tutti i requisiti per attrarre folle di turisti, mancano personale specializzato, sia per l’accoglienza, sia per l’accompagnamento, ma soprattutto un strategia di cooperazioni tra le attività delle associazioni presenti sul territorio. Infine non esiste proprio un’idea di pacchetto turistico, che comprenda una sinergia di collaborazioni tra i vari comuni della valle. Prima di preoccuparci di creare manifestazioni, dovremmo preoccuparci di come far venire i visitatori, di come ospitarli e di come creare quell’interesse che farebbe in modo alle persone di ritornare.

Per far decollare le nostre zone bisogna ripartire da una nuova organizzazione per quanto concerne l’accoglienza e da una stretta collaborazione tra i vari comuni, dando più spazio ai giovani competenti per i vari settori. Ma con atti concreti, non solo dando fiato alle trombe. Non basta conoscere le cose, bisogna anche mettere in pratica i concetti con cui ci si sciacqua la bocca. Non basta scrivere di voler rilanciare commercio e turismo. Bisogna anche farlo. Invece domina il ritornello “parole, parole, parole”, mentre Cerreto continua a sprofondare nell’abisso e l’orchestrina continua la sua triste melodia su un Titanic che sta rapidamente affondando.

 

Ivan Ricciotti, associazione politico-culturale “Da Sempre per Cerreto”

 

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