Pubblicazione del ‘Rapporto Cloyne’

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di Alberto Senatore. In riferimento alle dichiarazioni rilasciate da padre Federico Lombardi a seguito dei risultati del Rapporto Cloyne, dal quale emergono gravi omissioni e irresponsabilità della Chiesa Cattolica sulla gestione degli abusi su minori, l’Associazione Antipedofilia “ il piccolo Davide ” esprime diffidenza, preoccupazione e sdegno. Nella presentazione dei risultati del Rapporto Cloyne che ha fatto luce sugli abusi su minori commessi da 19 sacerdoti e sulle relative coperture nel periodo dal 1996 al 2009, il primo ministro irlandese, Enda Kenny ha detto: “ ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un’inchiesta in uno Stato sovrano, democratico e repubblica non più di tre anni fa, non trent’anni fa ” ed ha specificato che “ il Cloyne fa emergere la disfunzione, la disconnessione e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione ” Esprimiamo diffidenza, perché come premesso dallo stesso padre Lombardi, le sue sono riflessioni personali e “ non costituiscono in alcun modo la risposta ufficiale della Santa Sede ”, che invece risponderà “ nelle forme e nei tempi appropriati ”.

Esprimiamo preoccupazione perché le dichiarazioni di padre Lombardi, anche se a titolo personale, sono sempre parole espresse dal portavoce del Vaticano, quindi di massima risonanza ed intrinseca valenza. Lombardi ha definito “ curiosa la gravità di certe critiche mosse al Vaticano … simili accuse sembrano andare assai al di là di quanto asserito nello stesso Rapporto ”. Esprimiamo sdegno perché padre Lombardi, non avendo ancora la dichiarazione ufficiale della Santa Sede, poteva anch’egli aspettare e riflettere meglio, prima di comunicare la sua idea personale, poiché nell’enfasi del momento, non ha considerato bene le parole del primo ministro, che parla di stupri e torture a danno dei bambini. Il nostro sdegno cresce, nell’apprendere che il rapporto individua e accusa il vescovo John Magee, a capo della diocesi di Cloyne per ben 33 anni, di omertà ed omissione, in quanto, pur essendo a conoscenza dei presunti abusi, non ha mai informato le autorità giudiziarie irlandesi.

Il vescovo Magee nella sua carriera è stato segretario personale di tre papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I,  Giovanni Paolo II). Dal 24 marzo 2010, dietro sua richiesta non è più in carica. Oggi John Magee è un vescovo emerito, cioè non esercita più l’ufficio di vescovo, ma ne conserva il grado. Nell’attesa della risposta della Santa Sede, la nostra associazione si augura che Papa Ratzinger decida di applicare la tolleranza zero, iniziando proprio dal vescovo Magee, ritirando il titolo di emerito, perché i fatti dicono il contrario.

Alberto Senatore.

ilpiccolodavide@hotmail.it

Giffoni Valle Piana, 22 luglio 2011

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