Non è mai troppo tardi

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di Francesca Del Vecchio. Non è mai troppo tardi per domandarsi in che modo la mercificazione degli ambienti naturali ed il potere del Dio Denaro abbiano potuto contaminare quella che per anni è stata l’oasi felice di un’intera valle. Mi riferisco, ovviamente, al Parco delle Terme del quale, di anno in anno, si ha una sempre peggiore impressione. In effetti non è solo una degradante apparenza a contare ma i fatti reali che attestano, ben più gravemente di una semplice occhiata disattenta del passante, che le Terme sono diventate negli ultimi anni un luogo deputato all’esposizione di pneumatici e di auto, all’ubicazione di tristi e solitarie bancarelle o, come qualche anno fa, alla circolazione di vecchi e malati pony sfruttati per il divertimento di bambini viziati.

Tuttavia il colmo è stato raggiunto nella giornata di ieri, domenica 10 luglio, durante la quale all’interno del Parco delle Terme si è svolta un’esposizione, con relativa competizione, di macchine modificate. È un paradosso pensare che la rigogliosa e maestosa volta di platani che accoglie le nostre passeggiate nel meraviglioso parco debba ospitare lo show dei “tamarri”, come direbbero ad Italia Uno, intenti a mettere in mostra alettoni e neon, impianti stereo da sfondamento della barriera del suono e luci stroboscopiche.

Ah se quegli alberi potessero parlare… ci racconterebbero, forse, la sofferenza di veder mutare con il tempo i luoghi che, nella memoria dei miei genitori evocano eventi importanti, serate di ballo con musica dal vivo e piano bar. Ed i cittadini restano a guardare, inermi, senza iniziativa, ma soprattutto senza riguardo per la natura che in tanti anni è stata arduamente preservata.

Mi sento oggi di poter paragonare le Terme ad una piccola creatura indifesa, bisognosa di cure, di guide competenti ed all’altezza dell’importante compito di farla crescere. Il Parco è oggi come un bambino in affidamento a genitori disattenti, sciatti e distratti … in questi casi, però, appostati dietro ai cespugli ci sono frotte di assistenti sociali pronti a redarguire o revocare l’affidamento. Mi domando, allora, dove sono i tutori, gli “assistenti sociali” delle nostre Terme? Perché lasciano che questi “genitori” sciatti continuino ad avere il diritto di prelazione su un bene comune che ci viene progressivamente sottratto?

Ad impoverire ulteriormente l’immagine delle Terme è, in maniera gravosa, il confronto con il subitaneo miglioramento del Viale, della Piazza Minieri e di gran parte delle strutture pubbliche del paese che rivedono dopo anni di oscurità la fiammella del rinnovamento. Di questo, dobbiamo ammetterlo, va riconosciuto il merito all’amministrazione comunale che incessantemente si sta occupando, specie dall’inizio della stagione estiva, del rinvigorimento dell’immagine del nostro paese.

Ma forse c’è ancora una domanda alla quale mi sento di dover dare una risposta o, quanto meno, provare a farlo. Da cittadina mi duole dover ricordare nostalgicamente gli anni ’90 in cui, bambina, venivo condotta dalla mamma alla piscina dei Goccioloni. Mi piaceva l’odore intenso dello zolfo, il sapore frizzante dell’acqua e la sensazione strana sulla pelle ad ogni bagno. Oggi ho smesso di andare in piscina poiché mi sono resa conto che le piscine, un tempo luogo di relax sono diventate il campo estivo di orde di ragazzini indemoniati, provenienti da comuni del napoletano e casertano con i pullmini, muniti di panini con la mortadella e sacchetti di patatine rigorosamente consumati a bordo vasca. Ma soprattutto ho preso coscienza del triste fatto che gli effetti benefici, tanto decantat,i della nostra acqua solfurea vanno scemando gradualmente. Sarà per caso perché l’acqua non è più quella di una volta? E allora perché meravigliarsi se i cittadini, i più temerari, sfidano il divieto di balneazione dei Bagni Vecchi per godere della frescura e delle potenzialità terapeutiche delle nostre acque immergendosi nella meravigliosa sorgente.

M’indigna profondamente sapere che, nonostante l’importo delle tasse pagate dai cittadini sia quello proprio delle località termali, come telesini non godiamo di alcun beneficio, di alcun vantaggio se non quello di poter dire che questo è il nostro paese. Nonostante tutto, reputo ciò un onore poiché nella regione in cui ho vissuto per cinque anni, la Toscana, le Terme e l’intero paese di Telese sono rinomati e conosciuti ed è sempre stato per me un orgoglio poter affermare di esserne cittadina. Ma oggi non mi resta che questa punta di campanilismo alla quale mi aggrappo per denunciare a nome mio, ma credo anche a nome di molti altri, lo scempio che una parte fondamentale di questa meravigliosa località sta vivendo.

So bene che per ragioni legali e contrattuali, permangono dei vincoli dai quali non si può prescindere ma sono sicura che leggendo queste poche righe anche voi vi starete chiedendo perché ce ne stiamo con le mani in mano a guardare il futuro del nostro paese soffiato via da una folata di vento.

 

FRANCESCA DEL VECCHIO

 

1 commento

  1. Ciao Francesca,

    ho letto con piacere il tuo intervento ma,anche con un pizzico di nostalgia xchè mi hai fatto ricordare e rivivere, sebbene per pochi attimi, gli stessi sentimenti che hai provato te, negli anni ’90!!!!

    Qualche anno prima, era ancora + bello tutto l’ambiente delle Terme e si viveva un’atmosfera molto + armoniosa, socievole e allegra.

    Aggiungo alle tue sacrosante denunce anche un appunto per il Sindaco e relativi Assessori e Consiglieri.

    Sabato 2 Luglio con mia moglie e due fraterni amici, eravamo dopo una pizza a passeggiare prima nelle Terme ad ascoltare il sosia di Zucchero, e dopo ci siamo incamminati lungo il Viale Minieri. C’era un fiume di gente di tutte le età e mamme che spingevano i loro bambini nei passeggini. All’altezza dell’ex cinema all’aperto, un serpentone di macchine che venivano dal quadrivio portandosi gas velenosi, rumori, afa e….tanto fastidio x tutti!

    Ci chiedevamo come potevano convivere questi due fattori. Da una parte pedoni in cerca di serenità e di tarnquillità, dall’altra parte piloti di formula uno, senza fissa dimora e traguardi ma soltanto in macchina per annoiarsi di meno!!!!!!!!!

    Gli amministratori si sono trovati qualche volta a vivere questi momenti? Perchè si sforzano di studiare e migliorare la vita ai bimbi, agli anziani e a tutti i cittadini e poi non s’accorgono e non impediscono che una passeggiata in simili condizioni è dannosa 100 volte di + per tutti!

    E’ veramente tanto difficile rendere isola pedonale quel tratto che va dal quadrivio alle Terme dalle 19,00 alle 24,00? Pensate di dispiacere i Telesini? Sono convinto che a fronte di pochi giovani che dopo alcuni giorni di cambio di abitudini saranno i primi a ringraziarvi, tanti altri se non tutti, avranno un pensiero di ringraziamento x i loro Amministratori fin da subito!!!!!!!

    Con l’augurio di vedere Telese crescere e prosperare e trovarla alla mia prossima venuta, ancora + bella del passato, invio un cordiale saluto.

    Antonio

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