Cerreto: Fac-simile delle ultime Comunali gettati nel fiume Titerno dal ponte di località Lavelle.

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di Italo D’Andrea, (associazione politico-culturale “Da sempre per Cerreto) ”Fac-simile delle ultime Comunali gettati nel fiume Titerno dal ponte di località Lavelle. Un danno  ambientale che si aggiunge alla lunga lista di orrori ecologici degli ultimi anni.

In località Lavelle, al confine tra i paesi di Cusano Mutri e Cerreto Sannita, sono stati ritrovati centinaia e centinaia di fac-simile delle passate elezioni cerretesi. Essi sono stati palesemente gettati dal ponte per poi sparpagliarsi su tutta la scarpata del fiume Titerno. Osservando le numerose schede ancora adagiate sulle pietre, semi-sommerse dalle acque, è facile intuire che gran parte di esse sono state trasportate dalla corrente del fiume. Un grave danno ambientale che si aggiunge alla lunga lista di orrori ecologici di cui siamo tristemente noti. Le nostre bellezze paesaggistiche, abbandonate a se stesse, senza ricevere un minimo di cura, diventano teatro di ignobili gesti che deturpano panorami naturali tanto belli quanto rari. Dalla mancata valorizzazione di aree potenzialmente molto produttive per la nostra comunità si è passati alla loro definitiva distruzione. Ciò che potrebbe risollevare il nostro turismo, e che pertanto andrebbe protetto, viene invece affossato ed offeso.

Qualcuno ha pensato bene di disfarsi degli ingombranti rifiuti elettorali rovesciandoli direttamente nel verde della già contaminata natura cusano-cerretese. Se un turista, non a conoscenza dei nostri usi e costumi, dovesse capitare per il nostro paese, grazie ai tanti “biglietti da visita” disseminati nel fiume, potrà farsi immediatamente un’idea del nostro modo di rapportarci all’ambiente e del rispetto che abbiamo per esso. Con questo modo di fare, ad essere pubblicizzate non saranno le nostre belle realtà naturali ma le nostre deficienze, le nostre incompetenze e la nostra ignoranza. Inoltre in un paese nel quale la stragrande maggioranza della popolazione concepisce le figure politiche come corrotte e menefreghiste, un gesto del genere non può che deteriorare ulteriormente la loro immagine, come ormai logora è l’immagine di una cittadina che, sebbene ricca di invidiabili potenzialità, non riesce a ritagliarsi un’identità economica e turistica.

La naturale conseguenza di questi comportamenti è l’allontanamento dei giovani dall’idea di una politica sana, costruttiva e trasparente, sostituita invece dalla malevola convinzione che la interpreta come sporca ed immorale. La politica sporca che, come abbiamo visto, sporca non è da ritenersi tale, né tanto meno “politici” devono essere considerati i suoi rappresentanti; ben altri aggettivi sarebbero per loro più appropriati. Ordunque bisognerebbe risalire non tanto agli autori del misfatto, ma piuttosto ai mandanti. Certo è che la zona dovrà essere ripulita perché notevolmente inquinata; come inquinata è la coscienza di chi si è reso protagonista o responsabile di un gesto tanto deplorevole. Con quest’ultimo atto viene dimostrato, quindi, quanto distante sia la nostra comunità dal raggiungere uno stato di vera civiltà che ci consenta di apprezzare, umanamente prima ed economicamente poi, ciò che la natura ci offre. Confinati nelle nostre ristrettezze mentali non siamo ancora in grado di realizzare quanto fruttuoso possa essere il nostro territorio e di intender esso come parte di noi stessi.

 

Italo D’Andrea, associazione politico-culturale “Da sempre per Cerreto”

 

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