Provincia: Gianluca Aceto, sull’esito dei referendum popolari

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di Antonio De Lucia. “L’alta partecipazione popolare ai quesiti referendari costituisce un premio all’impegno forte ed alla mobilitazione dei Comitati, delle Associazioni, delle Organizzazioni Sindacali e dei Partiti che hanno sconfitto l’ostracismo del Governo ed i silenzi dei principali network nazionali vicini allo stesso, che hanno tentato di occultare l’importante appuntamento. La partecipazione uniforme su tutto il territorio nazionale è un dato storico che merita di essere sottolineato non fosse altro perchè inverte una tendenza che si era purtroppo instaurata nel Paese da sedici anni a questa parte. Nel merito il successo dei “Sì” costituisce una nuova sconfitta, anch’essa clamorosa, per la rinnovata politicizzazione di questo voto, politicizzazione imposta esclusivamente dal Governo così come ha fatto per il test amministrativo di pochi giorni or sono.

 

La netta sconfessione di questa impostazione da parte dell’elettorato vuol dire che la maggioranza degli italiani non crede più alle favole del presidente Berlusconi. L’elettorato ha voluto scrivere nelle urne una solenne bocciatura di una politica capace solo di produrre leggi “ad personam”, come per il legittimo impedimento e per le stesse politiche energetiche.

 

Il 12 e 13 giugno, proprio a questo riguardo, il popolo italiano ha chiesto che si punti tutto sulle fonti rinnovabili in un contesto eco-sostenibile e che si investa da subito in energia pulita e nella riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato, anziché sprecare enormi risorse finanziarie per progetti sul nucleare che oltretutto potevano essere letali per il pianeta e che sarebbero andati a regime solo nell’arco di un ventennio (nella migliore delle ipotesi).

 

Per quanto riguarda l’acqua, è stato solennemente sancito che si tratta di un bene pubblico irrinunciabile: dunque, il voto del 12 e 13 giugno costituisce una lezione per lo stesso centrosinistra che negli ultimi anni ha voluto inseguire l’avversario politico sulla medesima strada delle privatizzazioni dei servizi. Occorre invece che il centrosinistra recuperi la propria identità politica e puntando sulla gestione pubblica qualificata dei servizi essenziali, avendo cura di badare all’efficienza e alla razionalità del sistema nel rispetto e nella tutela dei bisogni sociali.

 

Per far questo, tuttavia, occorre restituire al più presto ai Comuni quella capacità di intervento nel territorio che le più recenti disposizioni legislative del Governo hanno di fatto cancellato.

 

In definitiva il 12 e 13 giugno è stata scritta una pagina importante per il futuro del Paese”.

 

Comunicato Stampa n. 2740 del 13 giugno 2011

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