La truffa dei posti fantasma alla Provincia di Caserta

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di Maria Bartolo. Posti fantasma alla provincia di Caserta. L’amara vicenda fini negli anni scorsi sui media nazionali. Una truffa colossale smascherata brillantemente dalla Guardia di Finanza di Caserta, che consenti di individuare un’associazione per delinquere che, millantando credito nei confronti di politici “influenti”, aveva promesso posti di lavoro a numerosi soggetti (circa 150 -200 giovani) che, in cambio di somme di denaro, dovevano essere assunti nell’istituendo Corpo di Polizia Provinciale di Caserta.

Un caso che colpi gli autori di ben due trasmissioni Rai. A Piazza Grande(Raidue), approdarono, Michele Russo e Maria Rosaria D’Angelo(nella foto con Magalli), due delle sfortunate vittime, che nella piazza televisiva più “frequentata” d’Italia, furono intervistate da Magalli. Russo e D’Angelo(cugini) raccontarono le modalità dell’inquietante raggiro. La stessa vicenda sbarcò poi nella trasmissione “Cominciamo Bene”, condotta da Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati, in onda su Raitre.

Nell’occasione, a raccontare la personale e triste esperienza, una giovane donna casertana. Il sogno di un posto di lavoro sfumato miseramente per centinaia di giovani casertani(arruolati massicciamente in comuni periferici)-diventato un grande incubo. Per avere perso tutti i risparmi. L’attività investigativa ebbe inizio nel marzo 2007. Sette i destinatari delle misure cautelari personali, partecipanti all’attività illecita che avrebbe fruttato all’intera organizzazione la somma totale di circa 500.000,00 Euro.

Dalla risultanze dell’attività investigativa emerse che i soggetti coinvolti si erano accordati nel far credere alle vittime che le somme di denaro ricevute erano destinate a ripagare i favori e l’interessamento di personaggi politici “influenti”, che avrebbero favorito l’assunzione presso il Corpo di Polizia Provinciale di Caserta. Vittime reclutate nell’intera che riferirono anche di aver partecipato ad incontri, quali i promotori della truffa si erano prodigati nell’illustrare i compiti dell’istituendo Corpo di Polizia, nel riferire i dettagli circa la foggia delle divise che sarebbero state distribuite a seguito dell’assunzione, nonché nel raccogliere i dati per il successivo rilascio del porto d’armi.

Alle vittime veniva addirittura fatto firmare un contratto di assunzione con penna digitale su un computer portatile, in cui era indicato lo stipendio che sarebbe stato percepito, alcune vittime furono anche accompagnate sui luoghi dove sarebbe stata edificata la struttura della caserma, e il parco macchine della Polizia Provinciale, fatto visionare all’interno della Reggia di Caserta. Ciascuno degli “aderenti” aveva ricevuto direttamente presso la propria abitazione, a mezzo posta, una lettera, falsamente proveniente dal Presidente della Provincia di Caserta, con la quale veniva comunicato l’esito favorevole della selezione e la conseguente prossima assunzione nel Corpo della Polizia Provinciale. L’interessamento dei media nazionali alla vicenda, potrebbe continuare, grazie alle segnalazioni di un giornalista freelance casertano, collaboratore di settimanali e tv nazionali.

 

Maria Bartolo

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