Il colore della pelle

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Questa è una storia senza tempo nata in un borgo marinaro senza confini con un grappolo di casette imbiancate dal sole calamitate miracolosamente sulle pendici del monte a picco sul mare intorno alla vecchia torre municipale con l’orologio fermo da sempre.

Quel giorno di primavera uno sciame di turisti, a metà mattino, scende dal traghetto e invade le strade strette e assolate  del borgo. Le poche botteghe di alimentari e di souvenir festeggiano sorpresi l’anticipato evento. A ora di pranzo l’unica piccola osteria, dieci tavoli di legno con i listelli tutti uguali unti e anneriti dal tempo, è piena di gente seduta o in piedi in attesa del proprio turno.

Un giovane turista entra, attende, ordina, prende il suo piatto fumante di minestra con fagioli e trovato un tavolino libero ci si siede appendendo il suo zainetto sotto al tavolo. Solo allora si accorge di aver dimenticato il cucchiaio.

Lascia la minestra e va al banco a prendere il cucchiaio. Al ritorno vede seduto un vecchio pescatore di colore. Ha i capelli bianchi arruffati sulle orecchie, la pelle rugosa arsa dalla salsedine e sta mangiando la minestra con fagioli.

Il giovane, sbalordito, visto che l’uomo ricambia lo sguardo con aria tranquilla continuando a mangiare, decide si accettare la sfida. Si siede di fronte al vecchio pescatore e, cucchiaio in pugno, prende una cucchiaiata di minestra. L’uomo non dice niente, lo guarda un attimo e poi sposta il piatto al centro del tavolo, con gesto di invito e condivisione.

Il duello continua. Una cucchiaiata il giovane, nervosissimo, una cucchiaiata l’altro, tranquillissimo. In silenzio, fino a quando nel piatto non resta più nulla.

Solo allora il vecchio si alza e se ne va, senza parlare. Il giovane sempre più sorpreso scuote la testa, si alza pure lui per andar via, cerca sotto il tavolo il suo zainetto ma non lo trova.

“No – pensa – quel negro non solo mi ha preso la minestra, ma anche lo zaino”

Gira veloce in mezzo ai tavoli per dirigersi verso l’uscita e fermare il vecchio pescatore.

Solo a quel punto vede pendere da sotto un tavolo il suo zainetto. Sopra, ormai freddo, c’è il suo piatto di minestra con fagioli.

Aldo Maturo 822 letture al 31/12/2012

(Aldo Maturo, 13.3.2005)

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