Il nostro tempo è adesso

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di Michele Palmieri. L’Italia ora ha bisogna di rilancio e non di false promesse ha bisogno di certezze e non di ponti progettati su terre e basi friabili ha bisogno di ripulire la sua immagine di far decollare la sua economia di potenziare le sue risorse e non svenderle. L’Italia oggi ha bisogno di rispolverare il vecchio modo di fare politica e di scardinare il vecchio motto: si!, mangiano loro(riferito ai politici) e mangiamo anche noi. In politica non si mangia, in politica si stringe i denti si cerca di dare il massimo di ciò che si è; in politica si lotta per dare voce a tutti. La politica è vocazione non mistificazione la politica non è corruzione…La politica ha bisogno persone che la facciano per vocazione(non perché vi ci sono stati messi come manichini), persone che abbiano il coraggio di sporcarsi le mani, ma non tra gli impasti illeciti del malaffare(certamente più redditizi), ma sporcarsi le mani per coloro che si aspettano qualcosa di positivo per migliorare la loro posizione sociale andando alla disperata ricerca di quell’uguaglianza che non arriva mai.non fuggiamo dai problemi, dai luoghi dove l’impegno e la politica si fanno carne e sangue. Non serve abbandonare le sedi di un partito o un posto vuoto dietro ad una scrivania, ma piuttosto scardiniamole affinché questo movimento brusco possa provocare un rimescolamento delle carte in termini di pulizia ed onestà.

In Italia, la politica è una meretrix ( prostituta), che batte i marciapiedi, e come una schiava del sesso ha un costo fisso e non fa sconti.
La politica, per i suoi atteggiamenti criminosi non avrà mai multe per sfruttamento perché a consumare l’amplesso sarà sempre qualche altro.
La politica italiana ha perso il pudore ma continua ad ergersi a moralista spandendo i suoi giudizi di santità a destra e a manca.
Essa (la politica), non accetta compromessi che siano capaci di risollevare il bene comune,che siano capaci di creare posti di lavoro(con diritti dignitosi per gli operai),che diminuiscano il debito pubblico.
La politica, non ha più fiuto( tranne che per i suoi loschi affari), non ha più orecchie (si è forse dichiarata invalida?), per ascoltare noi giovani che da mesi siamo in piazza a protestare, paralizzando città,aeroporti,stazioni e autostrade. Forse chiediamo l’impossibile? O vorremmo solo far sapere ai magnacci e ai papponi che siedono tra gli scanni in parlamento il nostro dissenso per un presente che non ha futuro?
La risposta è stata chiara: REPRESSIONE!!
La politica, però,non ha sentito la necessità di abbattere i suoi costi; mentre c’è gente che in questo momento di crisi globale(che ha chiuso l’era della corsa sfrenata all’acquisto), non riesce ad arrivare a fine mese.(ricordo che i dati statistici dicono che il 10%della popolazione detiene quasi il 50% della ricchezza totale,roba da terzo mondo). C’è gente costretta a frugare tra i cesti dell’immondizia o a vivere in condizioni impietose tra le strade.
La politica, ha deciso di schierarsi con gli imprenditori(forse se ne ricava più profitto), e non con gli operai. Si schiera con Marchionne e s’impegna a difendere un modello di lavoro precario e privo di ogni diritto o garanzia.
Sembra di essere tornati agli albori della rivoluzione industriale dove gli operai erano paragonati a bestie, con turni di lavoro che andavano dalle 10 alle 12 ore; e come lo scenario che si profila oggi non avevano diritti pause o copertura sanitaria.
Eppure la politica loda la strada intrapresa dallo stratega Marchionne e lo esalta perché dice: riesce a diminuire gli sprechi.

Certo rispondo io, non facendo più montare i pezzi in sicilia ma facendoli fare la spola tra Torino e Detroit.Chissà mi domando, quanti politici hanno mai lavorato in fabbrica o sanno cosa significa essere parte integrante di una catena di montaggio, dove lavorare senza diritti è un obbligo e morire è quasi una fortuna. Credo nessuno!
La politica italiana, ha bocciato ogni forma di libertà, ed essere liberi non significa attenersi soltanto ai doveri di cittadino; ma anche agire in piena coscienza per come si ritiene più opportuno.Qui, la politica ha assunto sempre più i connotati di un potere dominante, che tende a ricostruire i poteri forti delle corti feudali esistenti nel medio evo.In quel periodo storico i signori, erano padri e padroni, e tendevano a tenere in scacco le masse rendendole serve, lasciandole impotenti.In Italia, non esiste più la molteplicità e tanto meno la possibilità. Questi due caratteri specifici della libertà, sei costretto a barattarli con i diritti, nel momento in cui rifiuti l’obbligo di scelta spostandoti sulla voglia e la ricerca di possibilità e molteplicità, vieni comunque estromesso ed emarginato.In Italia, c’è bisogno di rivedere e ri-classificare le posizioni sociali. Il sistema culturale è sempre più incanalato verso una oligarchia e rende impossibile lo scalare della classe sociale da parte dei ceti meno abbienti che vedevano in essa l’unica forma di emancipazione.Abbiamo bisogno di riqualificare lo status del fare politica, che non è sinonimo di arraffare appalti, pensione, o il modo facile per sistemare amici e parenti, e tantomeno non è il ruolo principale per scendere a patti con la criminalità ed essere corrotti.Abbiamo bisogno di rinsaldare i valori portanti della società democratica: la libertà di stampa, di espressione e giudizio. I diritti: come la salute, l’istruzione e l’accoglienza; e non chiuderci nella cinica e inconcludente lotta alla clandestinità(il villaggio globale non ha più confini) e tantomeno far si che il federalismo sia la posa per la prima pietra per la scissione del territorio nazionale.Abbiamo bisogno, di coraggio e come Cesare attraversa il Rubicone confine naturale di questa politica dell’odio, dell’accattare e dello svendere. Dobbiamo cambiare gli obbiettivi, di questa politica che va alla continua ricerca di godimento e piacere (a pagamento), e che poi ha paura di essere giudicata per i suoi deleteri vizi e i suoi mali inventandosi leggi e legittimi impedimenti. Diciamo si al futuro quello vero ma senza scorciatoie!

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