Cosa vorremmo fare

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di Giovanni Pio Marenna. (Associazione politico culturale ‘Da sempre per Cerreto) Cosa abbiamo provato e stiamo cercando di fare?  Trovare convergenze per dare una mano al nostro paese, per rendere più trasparente la gestione della cosa pubblica, più efficaci i servizi, per tornare a parlare di sviluppo.

Abbiamo messo al primo posto della nostra agenda e del nostro impegno il territorio, al di là delle appartenenze, che pure restano e non le sconfessiamo.

Fare coesione sui contenuti significa, in questa fase, fare gli interessi di Cerreto Sannita, ricercando il bene comune, in contrapposizione all’altra aggregazione finalizzata solo ed unicamente alla spartizione del potere, tenendo come stella polare i reali bisogni della gente e la necessità di avere come guida una persona nuova e una lista dove le varie esperienze si fondono senza crearsi problemi.

In tante parole e documenti nessuno si è chiesto come sta Cerreto, tutti i giorni e non solo in quelli di festa.

Vincere le elezioni non è prioritario, se non si è in grado di governare i processi, così come è sterile ricercare candidati senza badare al programma elettorale a cui bisognerebbe riconoscere un valore progettuale e non solo burocratico.

Non ci siamo mai nascosto nessuno dei problemi e delle prove da affrontare per creare il coinvolgimento di energie e di volontà, per cercare di mettere a frutto tradizioni, risorse e potenzialità di cui siamo ricchi; guardare la realtà negli occhi, nominarla anche quando non fa piacere e trovare la forza per combatterla.

Anche a Cerreto si sta indebolendo la rete di protezione e di relazione, si sta costruendo una società di persone sole e spaventate per il futuro, nella convinzione che si possa andare avanti senza pensare alla crescita complessiva della comunità. Il nostro paese non può essere guidato da chi lo ha destrutturato a tutti i livelli: culturale, sociale ed economico.

Lo sviluppo è il prodotto di una strategia che può dare risultati apprezzabili solo sul medio-lungo periodo: questo significa che non solo il presente ma anche i prossimi anni ce li siamo già giocati. Siamo fermi alla tattica, al che fare domani, a come tappare le falle che si aprono di continuo.

Siamo un paese fermo solo ai tempi brevi, che non pensa al futuro suo e dei suoi figli che fa finta di dimenticare che è stato speso troppo, anche i soldi della prossima generazione.

Allora bisogna partire dai problemi del paese, dei cittadini. Chiedersi se la qualità della vita è migliorata in questi anni. Occorre partire da un’idea condivisa dello sviluppo del paese con soggetti che condividono una progettualità senza nominalismi, che non portano da nessuna parte.

Qualcuno dirà che è troppo tardi per fare questi ragionamenti, che bisogna armarsi per andare alla guerra, che non c’è tempo. Ti vuoi candidare con me? Voi con chi vi candidate? Fate la terza lista?

Come se il problema fosse questo o noi, in un mondo di saltafossi e arrivisti, dovessimo dar conto della nostra coerenza a chi ignora l’esistenza di questo termine.

Non è troppo tardi per un ragionamento serio e costruttivo, per dare un futuro a Cerreto: basta solo che i tanti cerretesi che hanno qualità e spessore morale facessero un passo avanti e gli altri un passo indietro. Noi non abbiamo problema alcuno a fare passi indietro per il bene di Cerreto.

Non siamo indifferenti e siamo pronti a combattere una battaglia per il nostro paese, non ci interessano le guerre personali e non siamo interessati a combatterle: noi siamo partigiani e non, come altri, mercenari.

Un grande italiano, spesso citato a sproposito, in un discorso disse: “La politica non è mai solo forza, è anche autorevolezza. E l’autorevolezza dei senza potere si chiama intelligenza”.

La speranza c’è, chiediamo ai cerretesi di provare ad afferrarla.

 

ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE “DA SEMPRE PER CERRETO”

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