Altri plessi scolastici chiusi in provincia di Benevento

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di Vincenzo Delli Veneri. Paghiamo caro, paghiamo tutto! Ancora una volta le scelte governative sul sistema scolastico si fanno sentire pesantemente sui lavoratori della scuola: in provincia di Benevento per il prossimo anno saranno tagliate ancora 113 cattedre, di cui 48 nella scuola primaria. Nella nostra Provincia, già piegata per la disoccupazione all’11,50% e per gli oltre 5.000 cassintegrati, chiudiamo un’altra fabbrica dalle dimensioni medio-grandi, nel silenzio totale.

Chiudono i plessi scolastici di Limatola (Molino 49 alunni), Morcone (Cuffiano 27 alunni), Sant’Agata de’ Goti (Tuoro Scigliato 30 alunni), senza interlocuzione con i Comuni interessati. Tutto ciò determinerà: – la perdita dell’unico presidio culturale del territorio; – il disagio per allievi in tenera età ad essere “pendolari dell’istruzione”; – allontanamento dai territori che, aggiunto al calo demografico (1 bimbo iscritto alla prima elementare di Santa Croce del Sannio), determinerà , inevitabilmente, lo spopolamento di questi piccoli centri.

E ancora, le Amministrazioni comunali, già taglieggiate nelle risorse per il sociale, saranno in grado di garantire un servizio adeguato che permetta il trasferimento dei piccoli allievi in un tempo ragionevole nel tragitto da casa a scuola? Inoltre, si può parlare di qualità in presenza di 27/28 e anche 29 alunni, in un’aula che ne può contenere 20? E ai dirigenti che sono costretti a violare le norme sulla sicurezza che suggeriamo? E si può parlare di qualità quando si riduce il tempo scuola o non si assicura quello richiesto dalla famiglie? E quando si usano anche le ore destinate “a potenziare l’offerta formativa” per realizzare fino all’ultimo taglio previsto dalla Gelmini?

E poi arriveranno i tagli al personale ATA: – i Collaboratori scolastici (quelli che la Ministra chiama bidelli) saranno in numero sufficiente a garantire l’apertura della scuola? – l’assistente amministrativo, spesso rimasto “unico” dopo i tagli, riuscirà a gestire i carichi di lavoro richiesti dalle molestie burocratiche che perseguitano le scuole per un Ministero che pretende tre volte la comunicazione degli stessi dati? SIAMO TUTTI COINVOLTI !!! Forse è arrivato il momento per unire le forze e contrastare quest’azione di demolizione del sistema pubblico dell’istruzione che con la legge n. 133 del 6 agosto 2008, dichiara di voler realizzare “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, ma realizza solo tagli al personale e alle risorse della scuola pubblica, in contrasto con quanto richiamato anche nella Circolare ministeriale n 21 del 14 marzo 2011 che ripartisce l’organico regionale “per il corretto funzionamento del sistema dell’istruzione, nelle sue diverse articolazioni, tenendo conto delle specificità relative alle aree geografiche particolarmente esposte a situazioni di disagio e precarietà, comprese quelle edilizie”? I pesanti tagli regionali di 2.263 docenti e 1.782 ATA dal prossimo 1° settembre corrispondono al raggiungimento di questi obiettivi e a garantire la qualità nella scuola pubblica? A che serve responsabilizzare i Dirigenti scolastici che pur in presenza di questi tagli sono chiamati “ad articolare il tempo scuola secondo criteri e modalità che consentano l’ampliamento del servizio e l’incremento dell’offerta formativa; il tutto valorizzando, le potenzialità proprie dall’autonomia organizzativa e didattica”? Forse è il momento che studenti, docenti, personale ATA, Dirigenti scolastici, genitori, amministratori, si assumano la responsabilità di aderire allo sciopero generale del 6 maggio insieme a tanti lavoratori, disoccupati, precari, pensionati, che hanno a cuore le sorti del nostro territorio.

… E SE NON ORA QUANDO???. Benevento, 14 aprile 2011

Vincenzo Delli Veneri

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