Un mare di ipocrisie

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di Giovanni Pio Marenna. (Associazione ‘da sempre per Cerreto) Se dovessimo raccontare i 150 anni di storia italiana partendo dai 18 mesi di amministrazione Santagata, non sarebbe certo un inizio incoraggiante. Premi agli amici allineati, incarichi a fratelli di consiglieri comunali e a ditte familiari, discriminazioni verso chi non “allatta” al Santagata pensiero (anche se, obiettivamente, definirlo tale richiederebbe un grosso sforzo d’immaginazione), sprechi per spese inutili e soldi arretrati che giustamente reclamano ditte e singoli lavoratori, nessun beneficio dato a cultura e turismo, contraddizioni su contraddizioni sulle politiche territoriali, occupazione non pervenuta (erano occupati a fare ben altro), voci venute fuori su spartizione di appalti, tentate truffe ai danni della Comunità Europea, lotterie fasulle, progetti non completati e relativi soldi finanziati volatilizzati e concorsi per un posto promesso a più persone. Il tutto, come abbiamo ripetuto più volte, con un prologo poco edificante composto da una totale mancanza di programmazione e da una situazione economica delle casse comunali che definire disastrosa è dire poco.

 

Ce ne sarebbe abbastanza per dire basta e per fare di tutto per impedire che certi sistemi tornino a galleggiare nel mare della nostra comunità, che certi personaggi continuino a gestire la cosa pubblica per interessi personali e di bottega, che certi atteggiamenti si ripetano finendo di far sprofondare Cerreto negli abissi della paralisi.

 

Se a tutte queste portate, aggiungiamo che l’ex sindaco Santagata, da sindaco, ha detto di non riconoscersi nell’Unità d’Italia e di non avere niente da spartire con essa, capirete che siamo arrivati alla frutta. Comunque la si pensi, l’Italia rappresenta da 150 anni una realtà esistente. Che la si veda come una violenta conquista piemontese del Mezzogiorno o come uno splendido processo d’unificazione nazionale, è innegabile che l’Unità abbia rappresentato un momento di aggregazione. Allo stato attuale è impensabile non riconoscersi in una nazione unita, in uno Stato che nella sua dimensione unitaria è passato attraverso vari traumi e sacrifici. Tanto più Santagata che, nel suo agire politicamente incoerente, non si riconosce nell’Unità d’Italia, ma si è candidato (e pare si ricandiderà) a sindaco di un paese italiano ed ha giurato fedeltà alla Repubblica sulla Costituzione italiana. Tanto più Santagata che non condivide l’Italia come nazione eppure ha indossato la fascia tricolore, cantato l’Inno Nazionale e giovedì scorso era in piazza L. Sodo dove si è festeggiata l’Unità d’Italia. Lui c’era, probabilmente per rendersi visibile e raccattare qualche voto?!? Certo, sicuramente, non per rendere omaggio alla nostra nazione dato che il suo pensiero a riguardo lo ha già espresso. E, allora, come si concilia la sua opinione pubblicamente espressa circa l’Unità d’Italia e questo atteggiamento? A meno che non rinneghi quanto dichiarato mesi fa. Ma ciò sarebbe assai schizofrenico, oltre che lo renderebbe ancora più inadatto ad amministrare nuovamente Cerreto. Perché al confronto delle sue tante confuse ipocrisie, anche le “supercazzole” di Tognazzi erano di gran lunga più comprensibili.

 

 

 

Associazione ‘da sempre per Cerreto

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