Risposta a Flaviano Di Santo

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di Maria Pia Cutillo. Desiderando rispondere al gentile commento di Flaviano Di Santo al nostro articolo (e da me inviato): https://www.vivitelese.it/2011/02/dalla-vocem-padella-alla-r-m-b-brace-ceneri/ mi sono accorta di aver scritto un secondo comunicato che poteva essere dedicato non solo a Flaviano ma anche ai lettori di Vivitelese ( come faremmo senza questo blog?), ecco perché ho chiesto a Giovanni di pubblicarlo.

Salve Flaviano,

scusa il ritardo con cui ti rispondo e lascia che divida la mia risposta in diversi piani.

Nel nostro comunicato l’oggetto principale riguarda la ormai solita e “noiosa” questione del metodo usato dai politici poi riguarda una tipologia di impianti che non è un  “bisogno” né della Valle né ( partendo dal presupposto che non c’è necessarietà alcuna di incenerimento) della Regione.

I nostri amministratori assumono impegni, firmano protocolli con chiunque, aprono trattative senza aver prima discusso con i cittadini da loro amministrati. Per dirla “alla Berlusconi” la sovranità popolare ha ceduto le armi alla delega del voto pertanto il politico “ votato” è arrogante e pretende di imporre a tutti il suo volere.

Quindi è necessario innanzitutto denunciare, sul piano metodologico, il mancato rispetto, da parte dei nostri amministratori, degli obblighi di coinvolgimento della popolazione  nel procedimento di pianificazione in corso, così come previsto dalla Convenzione di Aarhus recepita nell’ordinamento italiano con la legge 16 marzo 2001, n. 108 . Io aggiungo che veniamo trattati come topi di fogna invece che come persone con una dignità ( ma ne abbiamo ancora un po’???).

Nel nostro caso il sindaco Bartone “gode” di una delega antica e consolidata, prova ne è, ancora in questi giorni, il silenzio assoluto dei cittadini da lui amministrati e degli amministratori dei paesi vicini.

Il diritto alla partecipazione va ribadito sempre, anche quando si propone qualcosa di buono.

Nel caso di San Salvatore infatti si parla di reflui zootecnici. Una quindicina di allevatori si stanno riunendo in gran segreto con qualche politico e una società qualsiasi per mettere su un impianto forse di digestione anaerobica. Eppure io non sono “contraria alla digestione anaerobica” http://www.youtube.com/watch?v=tlK90KQ8brU&feature=related .

Immagino che siano disposti a pagare una parte di soldi per l’impianto, poi il proprietario dell’impianto si farà dare anche i soldi dalla rete GSE e poi gli allevatori magari pagheranno anche sulle quantità di “rifiuto”organico conferito.

Come dicevo immagino solo perché sono appunto incontri segretissimi! Io chiederei loro di mettere su un piccolo impianto di compostaggio che oltre ai rifiuti zootecnici fosse in grado di riciclare anche l’organico prodotto da 3/4 Comuni, un impianto per 10.000 abitanti. O, meglio ancora, le amministrazioni potrebbero, con un Piano economico locale, incentivare la spesa presso agricoltori locali con gruppi di acquisto di cittadini locali. Entrambi i gruppi dovrebbero e potrebbero trovare nel reciproco rapporto economico la “convenienza” e le vuote parole sulla filiera corta e il consumo sostenibile diventerebbero reali. L’agricoltura deve fare l’agricoltura in primis, l’energia prodotta ed auto-consumata deve essere un ristoro, l’energia sovraprodotta è per la speculazione, a danno della comunità.

Per quanto riguarda i link che hai postato relativi all’impiantistica per lo smaltimento rifiuti sai bene che non sono mai stata d’accordo su torce al plasma, arrow bio e impianti simili come“soluzioni tecnologiche complementari ai processi dei cicli rifiuti differenziati”

Tra l’altro tu fai anche riferimento “all’indifferenziato già accumulato nelle nostre discariche” che certo non potrebbe essere risolto con qualcuna delle tecnologie citate. Le discariche vanno bonificate urgentemente ma si preferisce, nella nostra provincia, e in regione, ampliarle e metterle in sicurezza per renderle più capienti. Sono anni che i politici promettono un  piano regionale per le bonifiche  e uno per i rifiuti speciali e tossici ma non si fa nemmeno la raccolta differenziata a Sant’Arcangelo Trimonte.

Credo fermamente nella raccolta differenziata e la dimostrazione che possiamo farcela mi viene data quotidianamente dai risultati positivi di chi la pratica. Portici, come si è visto in Presa Diretta, ha raggiunto il 70%, con la raccolta porta a porta e un’isola ecologica nonostante tutte le difficoltà da città con più alta densità del mondo. Anche il mio paese in soli 4 mesi ha raggiunto il 65% che, pure, è ancora un risultato bassissimo. La filiera della materia seconda, costituita dai materiali post consumo riciclabili, è una realtà; non capisco quindi perché, con tutti i soldi che paghiamo, non dobbiamo lavorare sull’unico percorso sostenibile per la nostra salute e la nostra terra. Il punto che va necessariamente affrontato più drasticamente è la riduzione dei rifiuti che significa cambiamento radicale nelle nostre abitudini di consumo. Dobbiamo consumare di meno e dobbiamo chiederci, quando acquistiamo qualcosa, che fine faranno i rifiuti provenienti dal nostro acquisto. Sono molto presuntuosa al riguardo ma se personalmente riesco a conferire un solo sacco d’indifferenziato al mese e un solo sacco di materia seconda come plastica, carta e alluminio non credo di essere speciale quindi credo che ciò sia replicabile in tutte le famiglie medie. L’organico mi serve per il compostaggio, potrei rubarne per quanto me ne serve. Moltissime altre persone usano gli scarti organici per il compostaggio domestico, esso va semplicemente incentivato, spiegato, diffuso come semplice, buona abitudine domestica. Per coloro che non hanno la possibilità di farlo vanno semplicemente costruiti impianti di compostaggio.

Allora? A parte la presunzione e il fatto che non sono ricca ( che aiuta a produrre pochi rifiuti) non credo di essere speciale se nella mia casa non entrano piatti e stoviglie usa e getta. I piatti si possono lavare anche dopo aver dato una grande festa. Lo abbiamo sempre fatto fino a che il “monouso” non ha invaso le nostre case e di conseguenza le nostre discariche. Un’ordinanza restrittiva, con una “emergenza” che sta per compiere i 18 anni può sicuramente essere impopolare ma è sicuramente più necessaria di un impianto di ceneri tossiche o di una nuova discarica. Allo stesso modo di un commissariamento immediato di tutti i comuni che non vogliono organizzare una razionale raccolta differenziata che inizia necessariamente dalla divisione del secco dall’umido.

Anche  nella normativa comunitaria e nazionale si definisce l’ordine gerarchico di interventi per una corretta gestione dei rifiuti, iniziando con:

Riduzione all’origine di quantità e pericolosità dei rifiuti

Recupero della materia attraverso la raccolta differenziata

Riciclaggio.

Pertanto non rispettiamo la legge mentre rispettiamo tutte le deroghe ad essa. Prima di cercare l’impianto “migliore” per smaltire i rifiuti mi deve essere dimostrato che la raccolta differenziata per il riciclo dei materiali non funziona. E non credo di avere, per questo, un atteggiamento di “opposizione intransigente”.

Sono quindi costretta a contraddirti perché la proposta che faccio, insieme a tanti altri è provata ed efficace.

Dopo la raccolta differenziata il cerchio è stata chiuso per i materiali al 100%. Tolto l’organico e i materiali riciclabili gli impianti come quello di Vedelago,  con il metodo dell’estrusione, riducono tutto il resto  (compreso i pannolini che costituiscono un 5% dei rifiuti raccolti e sono un pauroso contributo al conferimento in discarica o all’incenerimento e che potrebbero andare nel medesimo impianto) in un granulato plastico ricercatissimo anche nell’edilizia. Il riciclo totale della materia, quindi, non è un discorso vuoto e ideologico ma una realtà imprenditoriale, redditizia, che dà lavoro e soprattutto chiude le discariche e cancella gli inceneritori…e le ceneri tossiche tanto care all’impianto di cui parlavamo. Appena venuti a conoscenza dell’impianto Vedelago 2 amici andarono a visitarlo per verificare l’impianto ed invitammo la signora Poli a Napoli alla Camera di Commercio circa 4 anni fa. Poi abbiamo proposto l’estrusione anche alla provincia di Benevento e l’assessore l’ha persino inserito nella bozza di piano rifiuti provinciale. L’unica stranezza è che, malgrado tutto ciò, anche lui continua ad organizzare incontri e protocolli segreti con la Poli e non ci è dato sapere se si è andati avanti con l’impegno preso. Tra l’altro per come vedo io la programmazione di piano rifiuti regionale non sembra possibile realizzare un impianto TM a Benevento mentre la regione apre cave, discariche, costruisce altri 2 inceneritori e parla di ipotetica FOS stabilizzata che non esiste.

Ti prego sinceramente di guardare il video di cui ti posto il link. L’impianto si vede chiaramente e altrettanto chiare sono le parole della signora Poli. Lei è una imprenditrice non una militante dei comitati. Video su Vedelago ce ne sono tanti ma in questo l’amministratrice è molto pratica, parla della dispendiosità delle sagre per l’uso di materiali non compostabili, parla dei costi di smaltimento, descrive i materiali destinati alle piattaforme etc.

Invece noi cosa abbiamo? A livello normativo il caos più totale in regione e provincia tra ordinanze e decreti che si sovrappongono, piani rifiuti regionali e provinciali approssimativi e senza copertura finanziaria , raccolta differenziata a percentuali minime, amministratori arroganti e fascisti…o semplicemente fermi, incapaci di autodeterminazione e di assumersi le proprie responsabilità discutendo liberamente con i propri cittadini sulle decisioni da prendere per il bene della comunità e non per la stabilità della propria poltrona.

Ti ringrazio per l’attenzione.

maria pia cutillo

1 commento

  1. Cara Maria Pia, nessuno di noi due ha competenze tecniche per poter dire quale sia il miglior sistema di smaltimento rifiuti. Proprio per questo ti avevo allegato (anche) un rapporto dell’ENEA del 2007 di cui ti invito a (ri)leggere le conclusioni.
    Certamente, questo non esclude che si possa in teoria, arrivare ad una organizzazione capace di riciclare il 100% dei rifiuti prodotti ma in pratica, abbiamo un passato disastroso ed incancellabile con un futuro complesso di cui non credo sia ancora il caso di continuare a farsi le pippe mentali.
    Il mio concetto è semplice. Se esistono oggi, tecnologie che possano avere il massimo dei vantaggi possibili, perché rinunciarvi?
    Le tecniche di dissociazione molecolare, possono innanzitutto abbassare i costi elevati di una raccolta differenziata multi materiali perché trattano qualsiasi rifiuto.
    Non hanno emissioni inquinanti, producono energia e scarti riciclabili.
    La loro realizzazione non è ambientalmente impattiva ed è sostenuta da contributi europei.
    Produce lavoro e sarebbe anche un modo per trattare lentamente, anche le discariche che abbiamo.
    Con tutto questo ben di Dio, te ne esci con…non mi piace????? Di cosa possiamo parlare ancora?

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