Quello speciale per le Terme

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di Aldo Maturo. Arrivava tutte le mattine verso le 9 lo “speciale” per le terme. Era il treno dei bagnanti che partiva dalla stazione e dopo circa un chilometro si fermava davanti alle terme, dove sostava per qualche ora coprendo con i suoi vagoni il giardino del Ristorante Pagliarella. Dalla stazione al quadrivio i binari seguivano un percorso interno che costeggiava le vecchie palazzine ferrovieri, passava dietro la casa di Tommaso Fasano, superava la Seneta, proseguiva lambendo il retro della casa di Riccardo Affinito e attraversava il quadrivio a raso. Da qui sotto casa mia, quella di Vallone e poi giù giù fino alle terme, pronto a ripartire dopo il tempo necessario per assicurare un bagno in vasca o  un aerosol. Come ogni treno che si rispetta aveva la sua locomotiva,  i vagoni di 3^ classe con i sedili in legno, le traversine piene di erbacce e i passaggi a livello. Negli ultimi 400 metri ce ne era uno al quadrivio, uno davanti casa mia ed uno davanti a casa Vallone e si chiudevano o riaprivano dopo il tradizionale din din din che preavvertiva i pedoni e le poche auto.  I binari dal quadrivio alle terme correvano paralleli al vecchio viale Minieri i cui platani, d’estate, creavano un lungo e riposante tunnel di verde dalla stazione alle terme, quasi un omaggio al turista che arrivava o ripartiva, icona storica delle cartoline del tempo.

Al di là dei platani secolari, avanzava traversina dopo traversina “lo speciale”, pieno di umanità scamiciata e sudata. Ancor prima che il treno si fermasse alle barriere davanti al bar Orfitelli e proprio perché avanzava lentamente nel suo viaggio in centro abitato, si assisteva al rito giornaliero della corsa dei bagnanti, momento di massimo divertimento per i bambini del circondario, già incantati da questo mostro che invadeva i loro spazi.  C’era sempre qualche uomo più frettoloso che apriva le porte e scendeva al volo, subito imitato da altri. Pochi passi per riprendersi dall’incertezza della repentina discesa e poi la corsa  ridicola verso il cancello  delle terme. Una mini maratona giornaliera di donne, uomini, bambini, borsoni e seni ondeggianti, tutti desiderosi di assicurarsi per primi l’accesso ai camerini impregnati di zolfo. Si, perché i “bagnanti” pendolari erano tutti clienti dei “bagni caldi”, dove bagnini storici li aspettavano per riempire e svuotare le vasche da bagno. Ci si restava immersi circa 20 minuti in un’acqua di 37 e più gradi riscaldata da soffioni che ribollivano l’acqua attraversandone il fondo con una  scia azzurra.

Dopo il bagno c’era l’attesa della ripartenza dello “speciale”. Una passeggiata nel parco, una sosta sulle panchine con il fazzoletto attorno al collo sudato, una bottiglia riempita alla fonte, qualche taralluccio e molto più spesso la colazione portata da casa. All’una tutti sul treno verso la via del ritorno, segnato dall’immancabile fischio prolungato. Era il mondo dei bagnanti pendolari, gente semplice che da giugno a settembre riempiva le terme.

Li si aspettava con ansia tutti gli anni anche se ai telesini lasciavano solo qualche cartaccia a segno del loro passaggio. Alla fine degli anni ’50 l’asfalto ha cancellato inesorabilmente traversine e riti.

(le foto da Flickr-Yahoo,   Albo Pro Loco Telesia)

Aldo Maturo 1683 letture al 31/12/2012

2 Commenti

  1. Meravigliosi scorci di storia che non sono miei ma dentro di me…continui la storia…di persone e personaggi mai conosciuti eppure aleggianti ;il cavaliere Lamparelli …il “Barone Costanzo”,quell’Altro… sempre presente nei racconti dei miei nonni.Nonno Ciccio tanto importanti per me da…dare a mio figlio il nome Francesco…come lui…presente addirittura nella mia stessa cultura di vita… .i contadini e i signori… gli stemmi nobiliari… la signora donn’Anna che da un palazzo con sette fontane di acqua di Serino sposò Don Americo Zotti e fu lei a scegliere Telese che anche se era frazione era piu’ elegante per lei di Solopaca….la sartina che morì sulla sua macchina da cucire e come e chi fu ricco di famiglia e come e chi si arricchì da arguto imprenditore,da viaggiatore ardito o…da sciacallo…strane,meravigliose storie che fanno rivivere la coscienza collettiva. Storie che percorrono e ripercorrono gli stessi tragitti che non sempre furono solo di poesia dei ricordi,ma anche tragedie sangue e dolore. Grazie Aldo. Lia Buono

  2. Poi se la penna…poetica, si infiamma di passione,potro’ dire a dei giovani alla soglia dei settanta con cuore di ventenni:”Ragazzi pero’ ricordatevi di non esporvi qui a Telese!!” …. finalmente…Lia Buono

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