Livori in corso …

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di Angelo Mancini. Il disincanto per la politica da parte di tanti cittadini é direttamente proporzionale ai sogni di potere  della classe politica che mal si adatta a vivere lontano dalle telecamere e dalle riverenze di cui rivestono, ormai, le cariche pubbliche. La seduzione é tale da far dimenticare anche il passato più recente, e le proprie storie personali, pur di impugnare l’agognato bastone del comando. Finite le ideologie di massa del ‘900, é rimasta in piedi l’unica ideologia veramente potente e perdurante nel tempo: l’individualismo, la ricerca affannosa e spasmodica dell’affermazione di sé. Ecco allora quel continuo e frenetico andirivieni tra schieramenti politici antitetici, che assomiglia più al borbonico  “facite ammujna” che ad una convinta ed intelligente rappresentanza delle istanze sociali e civili della collettività.
Come descrivere diversamente il comportamento di alcuni “notabili nostrani” all’approssimarsi delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Benevento!
Lo scontro a distanza tra gli onorevoli Costantino Boffa e l’onorevole Carmine Nardone é sintomatico del ruolo mortificante a cui é stata relegata la politica rispetto alle logiche di potere personali e politiche.

L’on. Nardone rivendica, giustamente, il diritto di ricercare condizioni politiche per dare un buon governo alla città di Benevento e crede di averle trovate nel Patto Istituzionale Territoriale con Viespoli, Mastella e De Mita; un patto, un progetto, una strategia allo scopo senza nessuna prospettiva ideale e organica entro cui far scaturire una nuova visione della società  e dell’azione politica: fiducia cieca nelle persone e nelle loro capacità di esperti naviganti della politica paesana e nazionale. Al proprio partito rinfaccia di essersi “chiuso in se stesso e negli enti gestiti (Comune e Provincia), attento a dirimere esclusivamente questioni di poltrone e gestioni di potere”. Vero!  Ma perché non dire queste cose dopo le provinciali? E la candidatura regionale  e la vice-segreteria provinciale per il figlio a quali dinamiche del PD appartengono?
Il passato, anche recente,costruito sull’assoluta incompatibilità tra la propria visione politica-gestionale della cosa pubblica e quella di Mastella, di De Mita, di Viespoli, su cui si é chiesto ed ottenuto un consenso molto forte, é magicamente svaporato e le forze bollate per tanti anni come conservatrici e reazionarie sono diventate per incanto i propulsori del rinnovamento e dell’innovazione. La città é precipitata in un inferno – ha affermato Mastella, ma i diavoli, egregio onorevole, chi sono?
L’onorevole Boffa con una “sofferta” , ma inelegante confessione,ha rivelato che il “guaio Nardone” l’ha fatto lui, elevando un oscuro agronomo al rango di deputato e di presidente della provincia e che per quest’ultimo incarico  “non c’é pietra, infrastruttura, museo, contributo che non sia passato dalla regione Campania, dalla scrivania di chi vi parla”.

Altro che protagonista; Nardone é stato solo un devoto scudiero, che ora si rivolta irriconoscente contro il proprio mentore. L’onorevole Boffa,per arroganza o insipienza politica, afferma che la giunta Bassolino erogava fondi non in base alla bontà e all’utilità dei progetti presentati, ma sulla scorta dell’appartenenza politica. Ma in tutti quegli anni non aveva giurato  dell’esatto contrario? E il suo partito,il PD, é daccordo con lui? Bisogna, però capirlo: parlava a Pesco Sannita, sua città natale, doveva dare prova del suo “potere” e sublimare la marginalità a cui il PD sannità lo ha relegato.
Anche gli altri partiti hanno vite tormentate e burrascose!  Per fortuna c’é la gestione del potere: ad oggi l’unico collante capace di tenere interessatamente insieme questi nostri rissosi e vanitosi rappresentanti.

L’Italia, diceva Orson Wells, é un paese con 50 milioni di attori e i peggiori sono sul palcoscenico…(della politica, aggiungiamo noi)

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