Già, che tristezza!

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di Marilina Mucci. (Comitati Civici di S. Salvatore T, e Guardia Sanframondi / Cittadini in movimento) Che tristezza dover rispondere ad un politico sul quale erano riposte molte aspettative e che certo  spende tanta fatica per risolvere i problemi e  impegna tanta forza al servizio dei suoi concittadini, ma che ancora una volta non solo non risponde nel merito delle questioni, ma insulta chi le solleva.

Nonostante la sua storia, l’Assessore sembra sempre più uno dei tanti che, solo perché siedono su qualche poltrona, si sentono forse infallibili, e di certo poco disposti a dar conto del loro operato.

Che tristezza doversi sentire ancora accusare di “approssimazione e insinuazioni non suffragate dai fatti” da chi è stato semplicemente sollecitato ad una maggiore trasparenza e coerenza, a cominciare dalle informazioni date sulle azioni concrete messe in campo, e non solo annunciate tramite scarni e vaghi comunicati.

Nascondersi dietro alla complessità dei problemi, che i poveri mortali non possono comprendere, e rivendicare la propria correttezza, senza darne prova, o semplicemente minacciando querele, non è il vecchio modo di distorcere la realtà che in tempi non lontani lo stesso Aceto criticava in altri? All’epoca anche lui rivendicava il diritto dei cittadini di partecipare al governo del proprio territorio,  soprattutto in materia di ambiente e salute. Cittadini che in tutto il mondo, quando scelte politiche minacciano salute e democrazia, dimostrano la capacità di diventare esperti più dei politici. Anche loro, del resto, non necessariamente esperti del settore loro affidato, per il noto gioco delle spartizioni, e, a differenza dei cittadini, costretti a compromessi e concessioni ai soliti poteri forti, con comportamenti non sempre coerenti con quanto dichiarato.

E che tristezza le argomentazioni dell’Assessore che, forse perché tanto occupato nel risolvere i problemi, risponde sì immediatamente, ma in modo così poco politico e per niente puntuale da farla sembrare una non risposta.

Noi pensiamo che parlare apertamente dei problemi e della loro complessità, e, perché no, delle difficoltà ad avviare una politica diversa, creerebbe meno incomprensioni e più possibilità di soluzioni condivise.

La tristezza è  tanta, e anche lo sconforto dei cittadini di fronte a tali chiusure da parte della politica, purtroppo generalizzate.

Comunque, liberi come siamo dal “fardello” del politico, proviamo lo stesso a dedicare il nostro tempo non per rispondere agli insulti, ma per ribadire semplicemente le nostre idee, cercando sempre di non mancare di rispetto alle persone, ma anche senza sconti rispetto alla libera critica di atti politici o amministrativi, e di azioni (o non-azioni) e decisioni che non condividiamo.

  • La decisione di non intervenire all’incontro convocato dall’Assessore (ma al quale lo stesso Assessore, dobbiamo ribadirlo, non ha partecipato, come riferito dal comitato di Sant’Arcangelo  presente, è stata determinata dal fatto che di quel  tavolo tecnico non facciamo parte. Con una lettera (LEGGI) avevamo peraltro motivato chiaramente tale scelta (si sa, l’ascolto non è la caratteristica migliore di molti politici) e avevamo ribadito la richiesta di un incontro politico all’Assessore (e al presidente della provincia) che, invece di concederlo, aveva minacciato di querelarci. Quale era il senso di un tavolo che nessuna risposta avrebbe potuto dare, tanto meno politica? Solo dopo quella data sono comparse le relazioni tecniche sul sito ambiente provinciale. Relazioni che presentano dati fondamentalmente positivi e soddisfacenti sull’operato della Daneco. Il monitoraggio ambientale non presenta anomalie e l’intera Commissione Tecnica, appositamente costituita dall’assessore Aceto non ha mai ritenuto, a differenza del magistrato competente, che la discarica dovesse essere chiusa come noi sosteniamo da tempo.
  • La denuncia alla Procura non toccava a noi, ma si sapeva che la Magistratura si stava muovendo sulla base di denunce ed esposti fatti dal comitato locale.
  • Le nostre “soluzioni alternative” (LEGGI) le abbiamo presentate da tempo alla provincia, in varie occasioni (LEGGI), sempre in attesa di qualche riscontro o confronto: come si può constatare sono da sempre contrarie a discariche ed incenerimento. Proprio perché riconosciamo all’Assessore una lunga esperienza politica in materia ambientale, non riuscivamo a comprendere  perché non puntasse concretamente e decisamente alla realizzazione di un impianto tipo “Vedelago”, che noi stessi avevamo proposto da tempo, e che, con soddisfazione, avevamo visto inserito nel piano rifiuti predisposto dalla provincia. Pertanto avevamo richiesto un incontro proprio per esprimere le nostre perplessità rispetto ad alcune parti del piano provinciale che, pur programmando un impianto modello “Vedelago”, che tratta anche il residuo e recupera tutto l’indifferenziato, prevede anche discarica e bio – digestori incompatibili con tale impiantistica.
  • Il provvedimento di chiusura preventiva della discarica non è stato fatto, come dice l’Assessore, per controllare che sia tutto a posto, ma, come dichiarato nel comunicato stampa del Corpo forestale: “è scaturito a seguito di una lunga ed intensa attività di indagine svolta dagli uomini del Corpo forestale dello Stato che ha portato alla luce l’inquinamento causato dall’illecito smaltimento del percolato prodotto all’interno della discarica, nonché del pericolo di frana e di disastro ambientale, poiché non sono stati eseguiti i lavori richiesti dalle prescrizioni contenute nelle relative autorizzazioni. Pertanto, al fine di evitare che gli illeciti riscontrati possano portare ad un maggiore grave danno per l’ambiente e rischio e per la salute pubblica, tenuto conto anche del probabile inquinamento del fiume Calore, cui il percolato giunge attraverso il vallone “Pozzano” si è provveduto ad apporre i sigilli alla discarica commissariale a cui giungono i rifiuti della provincia di Benevento ed occasionalmente anche dalla provincia di Napoli “. Ebbene, non crediamo possibile che si sia potuto prendere un provvedimento così grave come il sequestro preventivo dell’unica discarica attiva in provincia, con le prevedibili conseguenze che ciò comporta sul sistema, se non in presenza di violazioni di legge o imminenti pericoli per la pubblica incolumità.
  • A questo punto riteniamo sia lecito dubitare della idoneità della Daneco, e anche di chi doveva controllarla. Evidentemente ne dubita anche la Magistratura, alla quale l’Assessore, speriamo senza rendersene conto, sembra quasi voler attribuire un ruolo di controllo suppletivo rispetto alle sue prerogative. Ma in generale, l’Assessore ha presente tutto ciò che sta succedendo nella gestione delle discariche in Campania? Accusare ora il commissariamento e non aver pubblicamente detto nulla in precedenza sulla gestione della discarica di Sant’Arcangelo e sulle responsabilità della società cui è affidata la gestione della stessa ci risulta francamente incomprensibile. Alludere a problemi e non informarne puntualmente i cittadini non è un bell’esempio di democrazia e trasparenza.
  • Le nostre proposte, lo ribadiamo per l’ennesima volta all’Assessore, prevedono semplicemente e concretamente riduzione (come il piano provinciale rifiuti rimasto sulla carta), riciclo, riuso e un impianto modello Vedelago, eliminando la necessità di discariche, cioè senza bisogno di portare a casa di nessuno quel residuo che tanto lo preoccupa.
  • D’altra parte è la posizione che Carla Poli, l’ideatrice del suddetto modello, sostiene, con la forza dei risultati già raggiunti, in tutti gli incontri pubblici a cui partecipa, invitata da comitati ed associazioni (posizione che presumiamo abbia esposto anche negli incontri organizzati dall’Assessore).

Le nostre sollecitazioni e proposte non vengono dunque dal nulla, ma sono basate  su esperienze concrete che, dove gli amministratori locali hanno programmato con coerenza e lungimiranza, coinvolgendo i cittadini e valorizzando al massimo le sinergie con i consorzi e con gli operatori economici del settore, consentono di vedere davvero vicino l’obiettivo “rifiuti zero”.

Leggiamo solo comunicati stampa su protocolli d’intesa, delibere di giunta, accordi con associazioni di categoria per avviare tante buone pratiche. Di quale “trasparenza” parla l’assessore?

Le nostre critiche, infatti, nascono dalla constatazione di una gestione che ci sembrava e continua a sembrarci  in continuità con il passato, e cioè inefficiente e non risolutiva, e per di più imposta ai cittadini con arroganza, senza nessun confronto (né con i cittadini né con i sindaci), e con la costante elusione di qualsiasi processo partecipato. Le soluzioni vere non le abbiamo ancora viste e, quel che è peggio, non vediamo nemmeno quel coraggio e quella capacità di programmazione che servirebbero per fare davvero della provincia di Benevento un modello virtuoso come più volte auspicato dallo stesso Aceto.

Non abbiamo mai pensato che gestire in modo corretto un problema complesso sia semplice, né pensiamo che una discarica si possa chiudere da un giorno all’altro senza aver realizzato una filiera alternativa (giova illustrarla sinteticamente ancora una volta: riduzione, riciclo, riuso, raccolta differenziata porta a porta, completa separazione secco-umido, impianti di compostaggio, impianto trattamento meccanico manuale, …) ma non ci sembra affatto che si sia avviato un percorso diverso, con obiettivi chiari e volontà, e capacità, di coinvolgimento dei cittadini, indispensabile per poter davvero pensare di realizzare un modello virtuoso.

Insomma, non riusciamo davvero a comprendere quali siano le “assurdità” da noi sostenute cui l’Assessore teme di dare dignità.

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