Essere o non essere. Questo è il problema

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di Lorenzo Morone. La comparsa su molti media del mio nome quale candidato a Sindaco di Cerreto Sannita, nel mentre mi onora, mi impone un chiarimento nei confronti dei miei concittadini. Effettivamente sono stato invitato, da più parti, ad assumere un ruolo importante nelle prossime elezioni amministrative. La mia personale esperienza, però, il mio carattere non sempre disponibile ai compromessi, mi consigliano una prudenza che non nasce dalla paura dell’impegno, ma dalla paura di deludere i cittadini qualora, in caso di elezione, non riuscissi a guidare adeguatamente la squadra che dovrà cercare di risolvere i problemi che attanagliano Cerreto, soprattutto il rilancio e la ricostruzione della comunità, tramite la realizzazione dell’equilibrio sociale. In qualunque campo mi sia impegnato, infatti, dalla Scuola alla Pro Loco, dal Calcio Locale a quello Nazionale, non ho mai saputo assumere il ruolo di spettatore inerme, come il coro delle tragedie greche, essendo innato in me il desiderio di essere ”protagonista nelle scelte”, rischiando la faccia e assumendomi la responsabilità delle mie azioni.

Ecco perché, nel rinnovare il ringraziamento a chi mi ha invitato all’impegno politico, chiarisco che i miei dubbi non sono strategici, legati cioè ad una tattica per far aumentare il mio “prezzo”, come spesso avviene, ma al fatto che l’onore, per me, non è essere chiamato “assessore” o “Sindaco”, l’onore per me, in caso di vittoria, è “fare” l’Assessore, “fare” il Sindaco”, per contribuire, con l’aiuto di una squadra idonea e compatta, alla rinascita di Cerreto. Quanti campionati si sono persi perché la squadra, pur composta da ottimi calciatori, non era affiatata. Ripeto spesso a me stesso: non basta avere una Ferrari per vincere le gare, bisogna anche avere buoni piloti. Ma non basta. Bisogna avere anche un eccellente team. Per sperare di vincere! E poi conservare le posizioni.. Giusto? E Cerreto è come una Ferrari abbandonata nei box….ad arrugginirsi.

La storia mi ricorda tanto quel contadino che, pur avendo una miniera di diamanti sotto il terreno, continuava a coltivare…patate. Nella speranza di essere stato chiaro e di non aver sollevato il solito polverone, concludo affermando ancora una volta che non mi interessa null’altro che “quel” progetto per Cerreto iniziato con la Pro Loco. Tutto il resto…giochi di potere, voci messe in giro ad arte, io sto con te se…, io sto contro di lui…lo lascio alla politica dell’inciucio.

Io non starò mai in una lista “contro” qualcuno, ma, eventualmente ed esclusivamente, in una lista “per” qualcosa…per Cerreto. Se no fuori. E chi guiderà Cerreto lo farà bene anche senza di me.

Con affetto Lorenzo Morone

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