La bozza di Piano regionale rifiuti è … delirante

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di Marilina Mucci. ( CoReRi )   Delirante. Questo il commento di Associazioni e comitati ambientalisti campani riuniti nel Coordinamento Regionale Rifiuti a proposito dalla presunta bozza di Piano regionale rifiuti che la Regione Campania avrebbe inviato alla Commissione Europea a Bruxelles con la richiesta di svincolare i fondi bloccati dalla procedura di infrazione. I redattori del Piano, il Prof. Umberto Arena, Ordinario di Ingegneria Impiantistica presso la Seconda Università di Napoli, e i suoi collaboratori prevedono di raggiungere, a regime, una percentuale massima di raccolta differenziata del 50%, mentre la normativa italiana impone già dal 2012 una percentuale minima del 65%. Basterebbe solo questo dato a far capire come ancora una volta da parte delle autorità italiane non c’è nessuna intenzione di rispettare e di far rispettare le norme. E d’altronde cos’altro ci si poteva aspettare dai nostri amministratori se la scelta dei tecnici ai quali affidare la redazione del Piano è ricaduta, ancora una volta, su un esperto di recupero energetico dai rifiuti, noto fautore dell’incenerimento (e delle sue varianti tecnologiche)? Quello stesso Arena che già dal 1996 collaborava a suon di centinaia di milioni di lire di consulenze con il Commissariato rifiuti, che nel 1999 ha fatto parte della commissione di gara che ha aggiudicato l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti campani al vergognoso progetto di FIBE e al quale, oggi, la politica campana si inchina riverente, affidandogli prima la redazione del piano provinciale di Caserta, poi, in un evidente conflitto di interessi, l’assessorato all’ambiente della stessa provincia e infine la redazione del piano regionale. Per non parlare della proposta di nominarlo Commissario agli inceneritori. Una specie di asso pigliatutto che condizionerà negativamente per i prossimi decenni le politiche ambientali della nostra regione, già martoriata da 16 anni di emergenza.

Limitare la raccolta differenziata al di sotto del 50%, infatti, è funzionale a concretizzare il delirio inceneritorista. Altrimenti dove potrebbero trovare mai i rifiuti necessari ad alimentare i cinque impianti di incenerimento previsti (quattro inceneritori e un gassificatore) che dovrebbero avere una capacità complessiva di quasi 1.800 mila tonnellate annue a fronte di una produzione annua, in regione, di poco meno 2800 mila tonnellate. Se a questo si aggiunge che anche gli scarti della differenziata verrebbero inceneriti e l’umido finirebbe esclusivamente in impianti di digestione anaerobica (anziché in impianti di compostaggio per la produzione di fertilizzante) dai quali si ricaverebbe, come per gli inceneritori, energia elettrica poi rivenduta a peso d’oro a noi cittadini sulle cui bollette gravano i contributi CIP6 e i certificati verdi che avrebbero dovuto favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, si comprende fino in fondo in che modo il disegno affaristico si lega alla pianificazione in materia di rifiuti e quale considerazione abbiamo questi signori della salute dei cittadini campani. E d’altronde anche l’annuncio della chiusura delle discariche campane dal 2014 è l’ennesimo bluff a cui ormai non crede più nessuno. Ci dicano i nostri amministratori e il Prof. Arena dove finiranno le oltre 300mila tonnellate annue di ceneri e scorie (parte delle quali estremamente pericolose) in uscita dagli inceneritori campani e il residuo solido degli impianti di digestione anaerobica se non in discarica?

Già più di un mese fa il CORERi ha inviato alla Commissione Europea una lettera molto critica sulle decisioni assunte dal governo italiano con l’ultimo decreto rifiuti nella quale prospettava la possibilità che la Regione Campania potesse avanzare, nell’annunciato Piano rifiuti, di cui i cittadini campani sono stati tenuti assolutamente all’oscuro, l’adozione di misure in totale contrasto con la normativa europea  ed in particolare con la gerarchia in materia di gestione dei rifiuti che privilegia sempre il riciclaggio della materia a scapito del recupero energetico e dello smaltimento. Ma la realtà supera tutte le previsioni. Oggi, a fronte delle ultime notizie di stampa, in merito al contenuto di tale Piano, non possiamo che ribadire il contenuto di quella missiva e il nostro appello alla Commissione Europea affinché non svincoli i fondi comunitari fin quando la Regione Campania non adotti un piano quantomeno rispettoso della normativa europea e fortemente incentrato sul recupero di materia. Si riattivino gli impianti di compostaggio esistenti, si crei una rete di piccoli impianti di compostaggio legati al circuito agricolo (ove poter riutilizzare il fertilizzante prodotto), si riconvertano gli impianti STIR in impianti di recupero di materia (da restituire al circuito produttivo anziché da inviare in discarica) e non ci sarà bisogno di nessun inceneritore e nessuna discarica. Questa è la soluzione che in poco tempo e con investimenti limitati può consentire finalmente un ritorno alla normalità in Campania.

Coordinamento Regionale rifiuti della Campania (CO.RE.Ri)
http://www.rifiuticampania.org
contatti@rifiuticampania.org

Tel: 393-5477300 / 334-6224313

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Comitato civico ” A Guardia dell’Ambiente “

Comitato Civico contro l’inceneritore di San Salvatore telesino

Cittadini in movimento

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